Festival della Valle d’Itria: si apre online la vendita dei titoli operistici dell’edizione 2020

Festival della Valle d’Itria:  si apre online la vendita dei titoli operistici dell’edizione 2020

Grande anticipo e diffusione nei mercati turistici stranieri per il programma della prossima estate
Nuove riduzioni per i residenti a Martina Franca e per gli under30 

 

Una novità senza precedenti: si apre in coincidenza con la festa di San Martino la vendita online dei biglietti per la prossima edizione del Festival della Valle d’Itria. Un risultato fortemente voluto dalla Fondazione Paolo Grassi, in linea con le scelte operate dai maggiori festival internazionali e utile a una più prolungata e capillare promozione della manifestazione pugliese sui mercati turistici.

La 46a edizione del Festival si svolgerà a Martina Franca nel consueto periodo fra metà luglio e inizio agosto secondo il programma approvato dal consiglio di amministrazione della Fondazione Paolo Grassi, guidato dal presidente Franco Punzi, e presentato dal direttore artistico Alberto Triola con il direttore musicale Fabio Luisi.

L’inaugurazione è affidata a una rarità del repertorio belcantistico come La rappresaglia di Saverio Mercadante, (14, 26 e 29 luglio 2020); quindi un appuntamento frequente nei programmi martinesi con il primo Novecento italiano, Gli amanti sposi di Ermanno Wolf-Ferrari (19, 24, luglio e 1 agosto) titolo mai ripreso in età contemporanea, quindi la Leonora di Ferdinando Paër (25, 28 e 31 luglio).

A questi titoli verranno anche affiancati gli ormai attesi intermezzi di Scuola napoletana, destinati all’iniziativa di successo “Opera in masseria”, il Festival Junior, un concerto di belcanto il 18 luglio e un concerto sinfonico diretto da Fabio Luisi il 2 agosto.

«Il festival martinese – dichiara il presidente Franco Punzi – ha fra le sue caratteristiche la capacità di rinnovarsi di anno in anno tanto nei contenuti quanto nelle modalità di fruizione e anche per l’edizione 2020, sempre lungo il solco tracciato degli insegnamenti di Paolo Grassi, puntiamo al consolidamento del prestigio internazionale goduto dalla manifestazione e, al tempo stesso, a una maggiore presenza di pubblico giovanile, al quale offriamo condizioni di acquisto particolarmente favorevoli e anche a quello residente a Martina che da 46 edizioni ci sostiene».

La vendita dei biglietti è aperta sul sito www.festivaldellavalleditria.it, su quello di Vivaticket e negli oltre suoi 700 punti vendita presenti in tutta Italia. Nelle sole province di Taranto e Bari i biglietti sono disponibili presso 83 rivenditori autorizzati di cui fanno parte il Box Office presso lo store Feltrinelli di Bari (via Melo, 119) e il Box Office di Taranto (via Nitti, 106/a). È possibile individuare la posizione dei punti vendita sull’apposita pagina del sito Vivaticket a questo link: https://www.vivaticket.it/ita/ricercapv

Aggiornata la tabella dei prezzi dei biglietti che, a fronte di un lieve aumento per posizionarsi in linea con altre prestigiose manifestazioni internazionali e per una più corretta percezione della qualità offerta, contemplano particolari riduzioni per i residenti a Martina Franca (novità assoluta) e per gli under 30 che godono di uno sconto del 50% sui biglietti di tutte le recite (tranne la serata inaugurale del 14 luglio); confermata la riduzione del 20% per gli over65. I gruppi hanno uno sconto del 20%.

Il costo dei biglietti interi per le Opere in scena a Palazzo Ducale è di 60 euro (platea) e 30 euro (tribuna); per la serata inaugurale del 14 luglio è invece di 70 euro (platea) e 40 euro (tribuna).

Disponibili sei carnet differenti, dedicati in particolar modo al pubblico internazionale, al momento solo prenotabili sul sito e in vendita dal 2020 che permettono un risparmio del 20%.

Le opere in programma al Palazzo Ducale nel 2020

Gli amanti sposi, opera giocosa in tre atti su libretto di Giovacchino Forzano, andò in scena alla Fenice nel 1925 ed è fra i meno noti lavori del compositore veneziano Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948). L’autore incarna il modello di operista italiano che, all’inizio del Novecento, si mostra fiducioso verso ipotesi di eclettismo comunque basate sulla tradizione: in questo caso il libretto di matrice goldoniana (Il ventaglio) e una scrittura musicale limpida che sembra risentire della lezione di Rossini.

La rappresaglia, opera buffa del compositore pugliese Saverio Mercadante (1795-1870) su un libretto rielaborato da Cesare Sterbini e Felice Romani, rappresentata in prima a Cadice nel 1829, viene proposta in prima esecuzione in età contemporanea seguendo l’edizione critica di Francesco Lora ed Elisabetta Pasquini, nel 150° anniversario della morte del compositore di Altamura. La partitura illustra i legami di Mercadante con la scuola napoletana e si può considerare come un brillante esempio di ricezione dello stile buffo rossiniano, con espliciti riferimenti al Barbiere di Siviglia e alla Cenerentola, pensato da Mercadante per il pubblico spagnolo desideroso di conoscere le novità dell’opera italiana.

La scelta di Leonora, melodramma semiserio di Ferdinando Paër (1771-1839), è legata al 250° anniversario della morte di Ludwig van Beethoven: il compositore nativo di Parma, infatti, con la sua Leonora del 1804, precede di poco il Fidelio beethoveniano di cui condivide lo spunto. L’opera ebbe fortuna sui palcoscenici europei dell’epoca (da Dresda a Parigi da Firenze a Palermo) per via di una freschezza di scrittura che in molti, dai commentatori ottocenteschi alla critica del secolo successivo, hanno sempre riconosciuto.