“...e dentro è l’uno e di fuor l’altro io sento” (T.Tasso)
Quattro opere di rarissimo ascolto se non assolutamente nuove, quale una prima esecuzione su commissione del Festival, la prima in trentotto anni di storia della manifestazione, e una riscrittura drammaturgico-musicale di un capolavoro barocco; due concerti con orchestra, quattro serate dedicate al Novecento - tra musica e poesia - con un vertiginoso accostamento tra il contemporaneo e il barocco e il Nord e il Sud della musica, una serata liederistica, una di musica da camera e un’opera per bambini; il tradizionale concerto di musica sacra e tre serate di grande cinema d’autore nel solco dei temi del festival.
Questo, in sintesi, il programma del XXXVIII Festival della Valle d’Itria che, con un ulteriore scatto di coraggio, intende consolidare la propria identità: solide radici ancorate al primato del Belcanto e impegno per il nuovo e per i giovani.
Dal 14 luglio al 2 agosto, diciannove serate dedicate alla musica, al teatro, al cinema, al talento, in pratica “uno spettacolo al giorno”, nelle diverse, splendide cornici del Festival: lo storico cortile del Palazzo Ducale, il prezioso Chiostro di San Domenico - restituito al suo splendore da un restauro conservativo appena concluso – e il piccolo Teatro Verdi di Martina, oltre all’auditorium “Paolo Grassi” di Cisternino e a una chiesa di Noci, per due significative trasferte nel territorio della Valle d’Itria.
Il Festival della Valle d'Itria intende confermare la propria vocazione al teatro dell’impegno, ritenuta quanto mai necessaria in un’epoca di crisi e di interrogativi posti alla coscienza collettiva. Dopo la riflessione sulla “coscienza del potere” della scorsa edizione, il tema del festival di quest’anno verte sulla complessa tematica del dialogo tra civiltà, intese come culture, religioni, epoche diverse, talora apparentemente inconciliabili.
La XXXVIII edizione del Festival avrà dunque per filo conduttore il tema del confine con l’Altro, quello dell’incontro/scontro tra culture, religioni e mondi diversi – in alcuni casi anche in conflitto tra loro – e cercherà di proporre lo spunto per riflettere sui rischi derivanti dal sospetto e dal pregiudizio, e sulla necessità salvifica del dialogo, della conoscenza e comprensione reciproca.
Una questione quanto mai attuale e scottante, che coinvolge e mette in campo temi quali l’accoglienza e la conoscenza dell’altro, la necessità di trovare varchi di reciproco specchiamento, per un progressivo processo di sincretismo che in ogni epoca ha segnato i veri salti di qualità della storia delle civiltà. In un travaglio di questa portata, che è esattamente l’essenza del nostro tempo, quello della cultura è strumento e territorio privilegiato, prezioso e indispensabile, forse l’unico davvero efficace. L’approdo estremo di tale riflessione attinge alla sfera della filosofia spirituale, che nelle sue più attuali e diffuse elaborazioni di pensiero – clamorosamente comuni nelle espressioni più evolute e illuminate di tutte le culture - teorizza il superamento delle tensioni dualistiche nel riconoscimento di un’unica identità ontologica, che racchiude e integra ogni apparente polarità, superandola e riconducendo ogni manifestazione dell’Essere a quella dell’Uno.
In questo senso, il verso del Tasso scelto quale motto del Festival 2012 risuona di pregnanza semantica affatto nuova e dirompente.
Il programma del XXXVIII Festival della Valle d’Itria propone diversi scenari di “incontro” tra civiltà, in un caleidoscopio di aspetti e dimensioni che esemplificano la questione con il linguaggio del teatro, della musica, dell’emozione: Islam e Cristianesimo, Oriente e Occidente, Nord e Sud, Antico e Contemporaneo. Si dipana così un itinerario nella storia del teatro musicale che va dal XVII al XXI secolo: da Luigi Rossi a Daniela Terranova, da Johann Adolf Hasse a Marco Taralli, passando dal belcanto protoromantico di Vincenzo Bellini e dalla Scuola pugliese-napoletana di Cafaro, Leo e Traetta a Giorgio Battistelli e Arvo Pärt.
Particolare rilevanza assume quest’anno l’elemento poetico-letterario: le due opere principali prendono linfa e forza drammatica da due giganti del pensiero drammatico-letterario, quali Pietro Metastasio e Voltaire; le serate di Novecento e oltre si soffermeranno invece sulla lirica di Torquato Tasso e di Goethe, e il suo Divano occidentale-orientale; tutti autori sensibili e cruciali nella riflessione condotta sul tema dell’incontro-scontro con l’Altro.
Da rilevare che – grazie a sforzi organizzativi particolarmente impegnativi e onerosi – nel 2012 il Festival della Valle d’Itria, per la prima volta nella sua storia, proporrà la rappresentazione delle tre opere nell’arco di un solo fine settimana, offrendo alla più vasta platea possibile di pubblico, proveniente anche da molto lontano, di assistere a tutte le principali produzioni del cartellone, come avviene in tutti i grandi festival italiani e internazionali.
Una delle novità dell’edizione 2012 del Festival è l’esecuzione di un concerto Gala Belcanto, che avrà per protagonisti due tra i giovani interpreti più applauditi dal pubblico appassionato di Belcanto, e durante il quale sarà consegnato il tradizionale Premio Belcanto “Rodolfo Celletti”, giunto alla terza edizione.
Quello per la musica di oggi è un impegno organico e programmatico del Festival della Valle d’Itria, che trova quest’anno ancora più compiuta conferma nella prima assoluta di un’opera appositamente commissionata.
Tale linea trova ulteriore riscontro nel programma della sezione "Novecento e oltre", particolarmente ricca di proposte musicali e culturali nel solco del tema del Festival 2012. Delle quattro serate al Chiostro di San Domenico, una sarà dedicata al repertorio liederistico tedesco, incentrata sulla poesia goethiana del Divano occidentale-orientale; un’altra inviterà alla scoperta della musica contemporanea baltica, che nel genio di Arvo Pärt ha individuato il solco generativo per almeno due generazioni di musicisti di straordinario valore. Va detto per inciso che, nell’ambito della nuova politica d’internazionalizzazione del Festival della Valle d’Itria – che ha avviato da due anni una serie di rapporti di coproduzioni, collaborazioni e scambi con teatri e festival europei – è stato recentemente acceso un rapporto di proficua collaborazione con l’Estonia, già concretizzatosi con la presenza dell’Accademia del Belcanto per un concerto a Tallinn lo scorso mese di settembre.
Proprio nel quadro degli scambi previsti dall’accordo, il XXXVIII Festival della Valle d’Itria ospiterà, nel ciclo Novecento e oltre, una serata di musica contemporanea che accosterà pagine di musicisti estoni e finlandesi, due tra le più prolifiche e interessanti scuole compositive degli ultimi decenni, ad alcuni lavori cameristici di autori contemporanei di aerea mediterranea, tra i quali Ivan Fedele e Francesco D’Avalos, in un singolare e inedito incontro musicale tra l’estremo Nord e l’estremo Sud dell’Europa musicale.
Una terza serata ancora all’insegna del dialogo tra culture, tempi e mondi lontani: prendendo spunto dalla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, si ascolteranno splendide composizioni di stili ed epoche diversissimi: madrigali di Gesualdo da Venosa, scene della secentesca Gerusalemme liberata di Carlo Pallavicino, pagine della pressoché sconosciuta opera Armida del bitontino Tommaso Traetta, celebri arie del Rinaldo di Handel, fino ad arrivare alle vertigini causate dall’estro di Giorgio Battistelli. che immagina un suono contemporaneo per il celebre Combattimento di Tancredi e Clorinda, altro eclatante caso di incontro tra due mondi diversi e addirittura nemici per questioni religiose: quello del cristiano Tancredi e della musulmana Clorinda.
Dopo la felice esperienza del 2011, prosegue con rinnovato impegno ed entusiasmo l’iniziativa Festival Junior, dedicata ai più giovani e realizzata da bambini e ragazzi avviati alla conoscenza dei primi elementi della musica e del teatro musicale grazie all’impegno della Fondazione Paolo Grassi. Nel 2012 si misureranno con Golden vanity di Benjamin Britten, che ha dedicato molto del suo genio e delle sue energie alla divulgazione della musica tra i più giovani; completeranno la serata Children’s Corner di Claude Debussy, capolavoro affidato al talento pianistico di un giovane interprete, quale illuminante esempio di talento e successo per i più piccoli che desiderano intraprendere un cammino personale nel mondo della musica.
Completa la proposte artistica e culturale del XXXVIII Festival della Valle d’Itria, il consueto ciclo del Cinefestival (con i film: Farinelli di Gérard Corbiau, London River di Rachid Bouchareb e Un bacio appassionato di Ken Loach).
I protagonisti delle produzioni operistiche sono innanzitutto, nella più classica e nobile tradizione martinese, giovani di grande talento, desiderosi di farsi conoscere e apprezzare, magari per la prima volta, anche in Italia e al pubblico internazionale presente in Valle d’Itria; accanto a loro - con loro – affermati professionisti e nomi acclarati del teatro e della musica internazionali.
Alberto Triola