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Ecuba

Tragedia lirica in due atti di Nicola Antonio Manfroce
Libretto di Giovanni Schmidt
Edizione critica a cura di Domenico Giannetta (Edizioni del Conservatorio di Musica "Fausto Torrefranca", 2017)
30 Luglio 2019 . H 21:00 Martina Franca - Palazzo Ducale4 Agosto 2019 . H 21:00 Martina Franca - Palazzo Ducale
da €20 a €50
ECUBA_evento

Tragedia lirica in due atti
Libretto di Giovanni Schmidt
Edizione critica a cura di Domenico Giannetta (Edizioni del Conservatorio di Musica “Fausto Torrefranca”, 2017)

Ecuba è uno dei pochi lavori compiuti di Nicola Antonio Manfroce (Palmi 1791 – Napoli 1813), promessa della scena musicale italiana di inizio Ottocento, morto a soli 22 anni nel 1813, appena un anno dopo il debutto della sua opera al Teatro San Carlo di Napoli.

Protagonista di questo capolavoro in tre atti è la mitologica regina di Troia, madre dell’eroe Ettore ucciso da Achille: Euripide dedicherà due delle sue opere (Le troiane e Ecuba) a questa figura di donna, piegata da un dolore talmente profondo da trovare in esso la ferocia per una vendetta fine a se stessa, senza riscatto né speranze.

Rossini stesso ammise che se Manfroce non fosse scomparso così presto, sarebbe stato per lui un temibile e geniale concorrente. Allievo di Furno e Tritto al Conservatorio della Pietà dei Turchini di Napoli, Manfroce debuttò con una cantata destinata a celebrare il compleanno di Napoleone, eseguita alla corte di Napoli il 15 agosto 1809.

L’anno successivo venne rappresentata a Roma la sua prima opera, Alzira; arrivò quindi direttamente dal Barbaja, impresario dei teatri napoletani, la commissione per Ecuba, che al San Carlo trionfò oltre ogni possibile previsione, decretando al giovanissimo compositore calabrese una gloria tanto eclatante quanto fugace.

Influenzato certamente dalla Vestale di Spontini, con Ecuba Manfroce crea un’opera di impianto severo, che al virtuosismo belcantistico privilegia l’ampio periodare e il fraseggio scolpito nei grandiosi declamati; la severità e il rigore dell’impianto formale e del vocabolario estetico utilizzato non implicano alcuna rinuncia al calore e all’espressività tipica della scuola napoletana; l’ardito utilizzo della retorica degli affetti è messo al servizio di un pathos autenticamente tragico, e sfoggia una volontà di sperimentazione armonica e formale in grado di stagliare in primo piano anche l’orchestra, quale autentico personaggio corale, molto più del coro stesso.

Altamente efficace e spettacolare il succedersi di grandi scene d’assieme, come quelle del finale primo, e ancor di più nella conclusione dell’opera, in cui l’orchestra assume ruolo di protagonista assoluta, con la trasfigurazione musicale dell’incendio e della caduta della città di Troia.

Fabio Luisi approda a questa partitura come ulteriore tappa di un’esplorazione del repertorio compreso tra la fine del Settecento e gli Anni Trenta dell’Ottocento, periodo ricco di fermenti estetici e di filoni che scorrono paralleli o confluenti rispetto al grande alveo rossiniano e donizettiano.

Luisi dirigerà l’Orchestra della Fondazione del Teatro Petruzzelli di Bari e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza; attorno a Carmela Remigio, una delle più ammirate tragédienne dei nostri giorni, nel ruolo eponimo, il cast annovera le voci di Norman Reinhardt, Mert Süngü, Roberta Mantegna, Martina Gresia.

Locandina

Direttore Fabio Luisi
Regia, scene e costumi Pier Luigi Pizzi
Luci / Regista assistente Massimo Gasparon

Achille Norman Reinhardt
Priamo Mert Süngü
Ecuba Carmela Remigio
Polissena Roberta Mantegna
Teona Martina Gresia
Antiloco Lorenzo Izzo
Duce greco Nile Senatore*

Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
Maestro del Coro Corrado Casati

Nuova produzione

*Accademia del Belcanto "Rodolfo Celletti"

Dettagli
Quando: 30 Luglio 2019, 4 Agosto 2019
A che ora: 21:00, 21:00
Costo: da €20 a €50
Dove: Palazzo Ducale, Martina Franca
Genere:Opera