Un dittico di opere che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca, due capolavori che ci portano alle radici della nostra cultura, uniti nella regia di Jean Renshaw, artista anglo-tedesca già ospite del Festival, e nella direzione di Nicolò Umberto Foron, talento della scena internazionale per la prima volta impegnato in Italia nella direzione di un’opera.
Pulcinella, balletto con canto in un atto del 1920, fu commissionato a Stravinskij da Sergej Diaghilev, il geniale impresario dei Balletti russi. L’opera fonde maschere archetipiche della tradizione mediterranea con la musica di Pergolesi e di quel Settecento napoletano caratterizzato da teatralità, vivacità ritmica e gestuale. Attraverso una lente fortemente novecentesca, il compositore russo li filtra con mano personalissima, spezzando la regolarità ritmica, intervenendo nell’armonia e dando a tutti i pezzi un nuovo colore strumentale.
La favola di Orfeo di Alfredo Casella, opera da camera in un atto di rara esecuzione, fu composta nel 1932 su libretto di Corrado Pavolini dalla Fabula di Orfeo di Poliziano. Il mito del cantore tracio, poeta tra i poeti, la sua ricerca dell’amata Euridice negli Inferi, ha attraversato la lunga storia delle arti quale potente riflessione sui temi della morte e della natura stessa del viaggio. Casella ne dà una lettura classicista, legata alla grande tradizione della musica occidentale, delineando con trasparenza e nitore il discorso strumentale e polifonico.
Locandina
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Pulcinella
La favola di Orfeo
Compagnia di danza Eko Dance Project
Orchestra e coro del Teatro Petruzzelli di Bari
Maestro del coro, Marco Medved
Nuova produzione del Festival della Valle d’Itria




