Nel centesimo anno dalla composizione, il Festival della Valle d’Itria porta in scena L’enfant et les sortilèges di Maurice Ravel, un inno al tempo fantastico dell’infanzia e alla dolcezza, composto negli anni post-bellici, fra il 1919 e il 1925, su testo che Colette scrisse per la figlia.
Un fanciullo svogliato si scontra con i rimproveri della mamma. Nella stanza dei compiti si abbandona ai capricci fino a che oggetti e animali da lui maltrattati si ribellano, determinati a vendicarsi. Ma quando il bimbo viene in aiuto a uno scoiattolo ferito, la ‘guerra’ si risolve e le creature lo riportano dalla madre.
Fra i capolavori della prima metà di Novecento, l’opera viene messa in scena nella versione cameristica di Didier Puntos, in un progetto che coinvolge le giovani forze del territorio con la presenza del Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi, l’attività di laboratori didattici nelle scuole, e le voci dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”.




