Vennero composte ad Hollywood, fra il 1941 e il ’42, le Danses concertantes di Stravinskij, cinque movimenti di una suite per balletto, dalla scrittura leggera e giocosa, in cui il compositore russo cita sé stesso, riprendendo alcuni temi dei suoi lavori precedenti. Le Dances, un “Concerto per piccola orchestra” come le definì Stravinskij, dialogano con le Deutsche Tänze che Schubert scrisse nel 1824 per pianoforte. Qui proposte nella orchestrazione del 1931 di Anton Webern, brillano per il carattere elegante e raffinato, secondo lo stile dei salotti viennesi dell’Ottocento.
A completare il programma, affidato all’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala, che torna al Festival diretta dal trentenne Diego Ceretta, il Concerto per violino e orchestra “I profeti” di Castelnuovo-Tedesco, compositore tra i più rappresentativi del panorama musicale italiano della metà del Novecento. Una riflessione sulle radici ebraiche del musicista, scritto nel 1931 ed eseguito per la prima volta nel ‘33 alla Carnegie Hall di New York, dalla New York Philharmonic Orchestra diretta da Arturo Toscanini, solista Jascha Heifetz, dedicatario del Concerto. Solista in quest’occasione l’affermata violinista Francesca Dego.
Locandina
Direttore Diego Ceretta
Violino solista Francesca Dego
Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala




