Owen Wingrave vince il Premio Abbiati 2025 come migliore iniziativa musicale

Owen Wingrave vince il Premio Abbiati 2025 come migliore iniziativa musicale

L’opera Owen Wingrave di Benjamin Britten, nuova produzione del 51° Festival della Valle d’Itria e presentata in prima esecuzione italiana, vince la 45ª edizione del Premio della critica musicale “Franco Abbiati” nella categoria migliore iniziativa musicale del 2025.

Il riconoscimento, tra i più prestigiosi nel panorama musicale italiano, premia una delle principali novità del Festival dello scorso anno, il primo sotto la direzione artistica della compositrice Silvia Colasanti, che ha fortemente voluto questa produzione segnando l’avvio del nuovo corso artistico della manifestazione.

La notizia è stata appena diffusa dall’Associazione Nazionale dei Critici Musicali italiani

Il Premio

La giuria – composta dal direttivo dell’Associazione Nazionale dei Critici Musicali (il presidente Andrea Estero, Alessandro Cammarano, Carlo Fiore, Gianluigi Mattietti, Carla Moreni, Roberta Pedrotti, Alessandro Rigolli) e da sette critici eletti dagli iscritti fra i soci dell’ANCM (Attilio Cantore, Sandro Cappelletto, Susanna Franchi, Giancarlo Landini, Gregorio Moppi, Lorenzo Tozzi, Gaia Varon) – tenendo conto anche delle segnalazioni ricevute dagli altri soci, ha decretato i vincitori dei 13 premi divisi per categoria (fra cui quello per la migliore “iniziativa musicale” assegnato a Owen Wingrave), scegliendo tra produzioni, concerti e iniziative svoltesi nei teatri e nelle sale da concerto italiane nell’arco del 2025.

L’edizione di quest’anno è stata dedicata alla memoria di Angelo Foletto, maestro della critica musicale italiana recentemente scomparso, che è stato presidente dell’Associazione per quasi trent’anni e ha dato un grande contributo al dibattito musicale contemporaneo. Una dedica particolarmente sentita dalla Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca e dal Festival della Valle d’Itria, che in Angelo Foletto hanno trovato fin dalle prime edizioni un osservatore attento, un interlocutore prezioso e un amico sincero.

Le motivazioni dei premi e i dettagli sulla cerimonia di premiazione verranno resi noti prossimamente.


L’opera

Owen Wingrave ha rappresentato uno dei momenti centrali dell’edizione 2025 del Festival, dedicata al tema “Guerre e pace”, offrendo un forte messaggio pacifista. La vicenda racconta la storia di un giovane che si ribella alla tradizione militare che per generazioni ha dominato la sua famiglia aristocratica.

In prima esecuzione italiana, a oltre cinquant’anni dalla composizione, l’opera di Benjamin Britten è stata rappresentata nel Palazzo Ducale di Martina Franca, con la direzione musicale di Daniel Cohen sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala, la regia di Andrea De Rosa, le scene di Giuseppe Stellato e i costumi di Ilaria Ariemme.

Tutte specializzate nel repertorio inglese le voci principali del cast: il baritono Äneas Humm nel ruolo del titolo, il basso-baritono Kristian Lindroos (Spencer Coyle), il tenore Ruairi Bowen (Lechmere), il soprano Charlotte-Anne Shipley (Miss Wingrave) e il mezzosoprano Sharon Carty (Kate Julian). Importante anche l’apporto delle giovani voci selezionate dall’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”: il soprano Lucía Peregrino nel ruolo di Mrs Coyle, il soprano Chiara Boccabella (Mrs Julian), il tenore Simone Fenotti (General Sir Philip Wingrave) e il tenore Chenghai Bao nel ruolo del Narratore. Sul palco, coinvolgendo le giovani forze del territorio, anche il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi, diretto da Angela Lacarbonara.

Scritta tra il 1969 e il 1970, dodicesima e penultima opera del massimo compositore inglese del Novecento, l’opera fu commissionata dalla BBC, che la trasmise nel 1971, facendola entrare dal piccolo schermo nelle case degli inglesi. Due anni dopo venne realizzata la versione teatrale, andata in scena per la prima volta al Covent Garden di Londra il 10 maggio 1973.

«Ho dedicato la mia vita ad atti creativi, e non posso prendere parte ad atti di distruzione»: così dichiarò Britten davanti al Tribunale locale per l’iscrizione degli obiettori di coscienza nel 1942, durante la Seconda guerra mondiale. Un pensiero ribadito attraverso la musica con quest’opera, composta negli anni della guerra in Vietnam, contro la quale il compositore britannico prese una posizione ferma e irrevocabile.

Il riconoscimento assegnato a Owen Wingrave conferma il valore di una scelta artistica coraggiosa e fortemente identitaria. La decisione di portare per la prima volta in Italia l’opera di Britten testimonia la volontà del Festival della Valle d’Itria di continuare a esplorare repertori meno frequentati, coniugando rigore musicologico, qualità interpretativa e attenzione ai temi del presente. In questa prospettiva, il Premio Abbiati ribadisce il ruolo del Festival come punto di riferimento nel panorama musicale italiano e internazionale, capace di custodire la tradizione e, allo stesso tempo, di rinnovarla attraverso visione e ricerca.