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SUMMARY:In Orbita - Naufragi
DESCRIPTION:Spettacolo di teatro e musica per un pubblico di ogni età\, chiamato a partecipare in maniera dinamica e interattiva\, Naufragi intreccia la musica di Bach e le sue Variazioni Golberg al testo teatrale liberamente ispirato a La tempesta di Shakespeare per una riflessione sul tema del viaggio e della migrazione\, sul naufragio reale e metaforico\, sul senso di “essere comunità” attraverso le arti. \nNato nel 2025 all’interno dell’Istituto Penitenziario di Parma\, lo spettacolo sarà occasione anche di workshop presso uno dei Centri di Accoglienza Migranti ubicati nel territorio pugliese\, intercettando ambienti\, valori e pubblici generalmente lontani dal mondo della classica\, portando la musica ovunque per renderla motore di trasformazione e innovazione sociale.
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DESCRIPTION:Spettacolo di teatro e musica per un pubblico di ogni età\, chiamato a partecipare in maniera dinamica e interattiva\, Naufragi intreccia la musica di Bach e le sue Variazioni Golberg al testo teatrale liberamente ispirato a La tempesta di Shakespeare per una riflessione sul tema del viaggio e della migrazione\, sul naufragio reale e metaforico\, sul senso di “essere comunità” attraverso le arti. \nNato nel 2025 all’interno dell’Istituto Penitenziario di Parma\, lo spettacolo sarà occasione anche di workshop presso uno dei Centri di Accoglienza Migranti ubicati nel territorio pugliese\, intercettando ambienti\, valori e pubblici generalmente lontani dal mondo della classica\, portando la musica ovunque per renderla motore di trasformazione e innovazione sociale.
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SUMMARY:In Orbita - In quartetto all'opera
DESCRIPTION:Il pianista Francesco Libetta si affianca a tre suoi allievi dei corsi della Fondazione Paolo Grassi – Christian De Nicolais\, Simone Mao e Giovanni Mascia – in un programma di ampio respiro dal titolo In Quartetto all’opera\, su arie d’opera\, ouverture\, sinfonie e quartetti\, sonate e fantasie da Gounod a Émile Waldteufel\, da Paisiello a Rimskij-Korsakov\, fino al celebre Quartetto dal Rigoletto verdiano.  \nCon la forza dell’amore per il teatro e il palcoscenico\, i pianisti catturano nella tastiera di un solo pianoforte la partitura d’orchestra\, suonando da 2 fino a 8 mani\, in duo\, trio\, in quartetto\, o da solisti\, e offrendo all’immaginazione testi\, scene e azioni.
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SUMMARY:Pulcinella / La favola di Orfeo (dittico)
DESCRIPTION:Un dittico di opere che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca\, due capolavori che ci portano alle radici della nostra cultura\, uniti nella regia di Jean Renshaw\, artista anglo-tedesca già ospite del Festival\, e nella direzione di Nicolò Umberto Foron\, talento della scena internazionale per la prima volta impegnato in Italia nella direzione di un’opera. \nPulcinella\, balletto con canto in un atto del 1920\, fu commissionato a Stravinskij da Sergej Diaghilev\, il geniale impresario dei Balletti russi. L’opera fonde maschere archetipiche della tradizione mediterranea con la musica di Pergolesi e di quel Settecento napoletano caratterizzato da teatralità\, vivacità ritmica e gestuale. Attraverso una lente fortemente novecentesca\, il compositore russo li filtra con mano personalissima\, spezzando la regolarità ritmica\, intervenendo nell’armonia e dando a tutti i pezzi un nuovo colore strumentale. \nLa favola di Orfeo di Alfredo Casella\, opera da camera in un atto di rara esecuzione\, fu composta nel 1932 su libretto di Corrado Pavolini dalla Fabula di Orfeo di Poliziano. Il mito del cantore tracio\, poeta tra i poeti\, la sua ricerca dell’amata Euridice negli Inferi\, ha attraversato la lunga storia delle arti quale potente riflessione sui temi della morte e della natura stessa del viaggio. Casella ne dà una lettura classicista\, legata alla grande tradizione della musica occidentale\, delineando con trasparenza e nitore il discorso strumentale e polifonico. 
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LOCATION:Palazzo Ducale\, Martina Franca
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SUMMARY:Danilo Squitieri - Cello Solo
DESCRIPTION:Il Festival non è solo Martina Franca. Fra masserie\, chiostri e chiese “viaggia” nello splendido territorio della Valle d’Itria portando la musica in luoghi meno consueti e di grande fascino nell’ambito della rassegna di quattro concerti “Mediterraneo in musica”. Nella Chiesa Madre di San Nicola di Cisternino\, a risuonare sarà il violoncello di Danilo Squitieri che propone un viaggio di più secoli\, dal Settecento ad oggi\, per esplorare tutte le potenzialità e le sfumature timbriche dello strumento ad arco.  \nSi parte con la celeberrima Suite n. 1 in sol maggiore di Bach\, cui fa eco la Suite per violoncello solo del 1926 di Gaspar Cassadó che si ispira al capolavoro bachiano. Troviamo poi la Sonata di Ligeti\, entrata stabilmente nel repertorio per violoncello solo\, Recuerdos de la Alhambra di Francisco Tárrega originariamente per chitarra e qui nella trascrizione per violoncello\, fino al più recente Alone di Giovanni Sollima.
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LOCATION:Chiesa Madre San Nicola\, Cisternino\, Piazza Garibaldi\, Cisternino\, 72014\, Italia
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SUMMARY:Concerto del Mediterraneo
DESCRIPTION:Fra masserie\, chiostri e chiese\, il Festival “viaggia” nello splendido territorio della Valle d’Itria portando la musica in luoghi meno consueti e di grande fascino nell’ambito della rassegna di quattro concerti “Mediterraneo in musica”.  \nAvvolto da una lussureggiante campagna\, poco distante da Locorotondo\, uno dei borghi più belli d’Italia\, sorge il piccolo e raffinato Leonardo Trulli Resort. Una cornice di autentica bellezza e ospitalità accoglie il recital dedicato alle nuove voci della scena internazionale\, con i giovani talenti che si stanno perfezionando all’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”. In programma\, musiche di Georges Bizet\, autore che\, in meno di vent’anni di carriera\, si è misurato in tutti i generi musicali – sinfonie\, pezzi per pianoforte\, cantate\, opere liriche\, mélodies – e che quest’anno il Festival celebra allestendo per la prima volta la versione originale della sua celeberrima Carmen.  
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LOCATION:Leonardo Trulli Resort\, Locorotondo\, S.C. 54 C.da Semeraro\, Locorotondo\, 70010\, Italia
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SUMMARY:Concerto dello spirito
DESCRIPTION:Tradizionale appuntamento del Festival\, il Concerto dello Spirito\, affidato all’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta da Giovanni Pelliccia\, sarà l’occasione per approfondire la scrittura musicale di Stravinskij\, in particolare quella neoclassica\, con il celebre Apollon Musagète (1927-28)\, un richiamo al mito attraverso il balletto. Composto per un ensemble dalle dimensioni ridotte di soli archi\, condivide questa caratteristica con Lachrymae (1950) per viola e orchestra di Benjamin Britten (solista Francesco Peverini). \n Con il sottotitolo “Reflections on a song of John Dowland”\, Britten omaggia uno dei massimi compositori inglesi di età elisabettiana con una serie di variazioni su una melodia dal carattere intimo e melanconico. Completa il programma la prima assoluta\, commissione del Festival\, di Lamento dal mare del giovane compositore spagnolo Jorge Coll Navarro\, che si ispira al tema “Mediterraneo” che segna la presente edizione del Festival.
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LOCATION:Basilica di San Martino\, Martina Franca
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SUMMARY:Riscoprire l’antico nel Novecento. Mito e Mediterraneo in Stravinskij e Casella
DESCRIPTION:Il convegno approfondisce le modalità attraverso cui gli immaginari dell’antico\, del mito e del Mediterraneo si ri-compongono nella musica del Novecento\, con particolare riferimento alle poetiche di Igor Stravinskij e di Alfredo Casella\, due autori in cui il dialogo con l’antico assume una valenza simbolica profonda. \nStudiose e studiosi provenienti da diverse università e conservatori italiani illustreranno come i temi del mito\, della ritualità e del Mediterraneo ridefiniscano i rapporti tra tradizione e avanguardia\, tra identità culturale e cosmopolitismo\, tra memoria storica e sperimentazione formale. \nIn questa prospettiva\, il Mediterraneo emerge non solo come spazio geografico e culturale\, ma come orizzonte mitico che consente ai due compositori di interrogare il senso stesso della modernità musicale. 
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LOCATION:Auditorium della Fondazione Paolo Grassi\, Martina Franca
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SUMMARY:Concerti del sorbetto - L'altro Casella
DESCRIPTION:I Concerti del sorbetto approfondiscono come di consueto gli autori delle opere in programma del Festival. Si parte con L’altro Casella in cui il Quartetto Adorno esegue il Concertino di Stravinskij e i Cinque pezzi op. 34 di Casella\, compositori cui il Festival dedica il suo appuntamento inaugurale. Il primo lavoro\, composto nel 1920\, evidenzia una scrittura sonora quasi graffiante\, uno “spinoso paesaggio emotivo” come lo definì Roman Vlad; il secondo\, nato nello stesso anno del Concertino\, va verso uno stile personale e originale che segna la maturità artistica di Casella. Ad essi si affianca l’unico Quartetto per archi di Ravel\, composto nel 1902\, e dedicato al suo maestro Gabriel Fauré. Ancora giovane – ha solo 28 anni – Ravel mostra già tutta la sua maturità\, per la ricerca timbrica\, i trasparenti contrappunti e le sfumature espressive.  \nAl termine del concerto\, la tradizionale degustazione di un fresco sorbetto.
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SUMMARY:Riscoprire l’antico nel Novecento. Mito e Mediterraneo in Stravinskij e Casella
DESCRIPTION:Il convegno approfondisce le modalità attraverso cui gli immaginari dell’antico\, del mito e del Mediterraneo si ri-compongono nella musica del Novecento\, con particolare riferimento alle poetiche di Igor Stravinskij e di Alfredo Casella\, due autori in cui il dialogo con l’antico assume una valenza simbolica profonda. \nStudiose e studiosi provenienti da diverse università e conservatori italiani illustreranno come i temi del mito\, della ritualità e del Mediterraneo ridefiniscano i rapporti tra tradizione e avanguardia\, tra identità culturale e cosmopolitismo\, tra memoria storica e sperimentazione formale. \nIn questa prospettiva\, il Mediterraneo emerge non solo come spazio geografico e culturale\, ma come orizzonte mitico che consente ai due compositori di interrogare il senso stesso della modernità musicale. 
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SUMMARY:Concerto sinfonico
DESCRIPTION:Vennero composte ad Hollywood\, fra il 1941 e il ’42\, le Danses concertantes di Stravinskij\, cinque movimenti di una suite per balletto\, dalla scrittura leggera e giocosa\, in cui il compositore russo cita sé stesso\, riprendendo alcuni temi dei suoi lavori precedenti. Le Dances\, un “Concerto per piccola orchestra” come le definì Stravinskij\, dialogano con le Deutsche Tänze che Schubert scrisse nel 1824 per pianoforte. Qui proposte nella orchestrazione del 1931 di Anton Webern\, brillano per il carattere elegante e raffinato\, secondo lo stile dei salotti viennesi dell’Ottocento.  \nA completare il programma\, affidato all’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala\, che torna al Festival diretta dal trentenne Diego Ceretta\, il Concerto per violino e orchestra “I profeti” di Castelnuovo-Tedesco\, compositore tra i più rappresentativi del panorama musicale italiano della metà del Novecento. Una riflessione sulle radici ebraiche del musicista\, scritto nel 1931 ed eseguito per la prima volta nel ‘33 alla Carnegie Hall di New York\, dalla New York Philharmonic Orchestra diretta da Arturo Toscanini\, solista Jascha Heifetz\, dedicatario del Concerto. Solista in quest’occasione l’affermata violinista Francesca Dego.
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SUMMARY:Vennero da ogni dove. Narrar cantando umanità in cammino
DESCRIPTION:Lo spettacolo è un intreccio di musica\, canzoni e racconti\, che si fondono insieme intorno al tema del viaggio per mare\, viaggio che a volte è transito altre volte fuga\, altre volte ancora disperato tentativo di approdo. \nIl mare è quello “nostrum” ma potrebbe essere qualsiasi altro mare percorso da una umanità in perenne camminamento. \nIl mare è la grande acqua che può far paura ma che può anche alleviare\, può innalzare onde e innalzare vite\, ma soprattutto permette l’incontro con “l’altro”\, costringe al confronto con chi è diverso da noi.  \nLe canzoni e la musica danno conto della scoperta\, della gioia\, del distacco\, del dolore\, ogniqualvolta qualcuno è costretto ad abbandonare il luogo natio per cercarne un altro dove forse cominciare una nuova vita. \nI racconti entrano nel percorso narrando squarci di esistenze\, memorie antiche\, passaggi contemporanei. (Marco Baliani)
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SUMMARY:Vennero da ogni dove. Narrar cantando umanità in cammino
DESCRIPTION:Lo spettacolo è un intreccio di musica\, canzoni e racconti\, che si fondono insieme intorno al tema del viaggio per mare\, viaggio che a volte è transito altre volte fuga\, altre volte ancora disperato tentativo di approdo. \nIl mare è quello “nostrum” ma potrebbe essere qualsiasi altro mare percorso da una umanità in perenne camminamento. \nIl mare è la grande acqua che può far paura ma che può anche alleviare\, può innalzare onde e innalzare vite\, ma soprattutto permette l’incontro con “l’altro”\, costringe al confronto con chi è diverso da noi.  \nLe canzoni e la musica danno conto della scoperta\, della gioia\, del distacco\, del dolore\, ogniqualvolta qualcuno è costretto ad abbandonare il luogo natio per cercarne un altro dove forse cominciare una nuova vita. \nI racconti entrano nel percorso narrando squarci di esistenze\, memorie antiche\, passaggi contemporanei. (Marco Baliani)
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SUMMARY:Notturno Adriatico
DESCRIPTION:Nella storica Masseria Palesi\, risalente al XVII secolo\, fra ulivi e alberi secolari del territorio della Valle d’Itria\, il Festival fa tappa con il duo formato dal violinista Francesco D’Orazio e dalla pianista Liubov Gromoglasova per il concerto Notturno adriatico. Il tema “Mediterraneo” tema dell’edizione di questo Festival\, ispira il programma del concerto\, a partire da Notturno adriatico che Mario Castelnuovo-Tedesco compose nel 1924\, una “musica d’acqua” ma anche una musica che nella sua scrittura appare luminosa e felice. \n All’acqua rimanda anche Tre mari (2007)\, prima Sonata per violino e pianoforte di Marco Betta\, dedicata a D’Orazio che ne è stato il primo interprete\, mentre la Suite italienne (1933) di Stravinskij è la trascrizione per violino e pianoforte di Pulcinella\, balletto che inaugura quest’anno il Festival.  In programma anche l’unica Sonata per violino e pianoforte composta da Nino Rota e la Sonata in sol per violino e pianoforte di Maurice Ravel\, con il secondo movimento\, Blues\, omaggio alla musica americana.
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SUMMARY:Le tarantelle del rimorso
DESCRIPTION:Da oltre trent’anni Pino De Vittorio esamina e riesamina la tradizione musicale della sua terra nativa\, la Puglia\, riportando alla luce il patrimonio legato alle tarantelle del Gargano e ai canti del Sud Italia.  \nNe “Le tarantelle del rimorso”\, accompagnato da Marcello Vitale – fra i maggior cultori della chitarra battente – De Vittorio riprende l’antico repertorio di musica popolare con una sensibilità tutta nuova. Colpisce la chiarezza del suono\, la lucentezza del canto\, il rigore della strumentazione\, l’intuizione del “silenzio” con cui vengono offerte non solo le sonorità levantine e i ritmi ipnotici della terra pugliese\, ma anche i testi di struggente poesia: canti di pellegrini al monastero di San Michele\, canti di battitori d’olive\, incitamenti di carrettieri\, serenate d’innamorati\, musiche terapeutiche per il morso della tarantola\, filastrocche magiche\, canti di dispetto\, d’amore e di morte. \nVoce e chitarra sembrano sospese\, prive di ansie interpretative e di esibizionismi spettacolari. Le canzoni popolari diventano così come nuove\, offrendo un’esperienza di totale freschezza sia ai conoscitori del repertorio che ai nuovi ascoltatori.
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SUMMARY:Il schiavo di sua moglie
DESCRIPTION:Prima rappresentazione in tempi moderni \nUna storia mediterranea di Amazzoni e di eroi innamorati muove Il schiavo di sua moglie (1672) dramma per musica in un prologo e tre atti di Francesco Provenzale\, tra i primi compositori partenopei ad affermarsi nel teatro d’opera\, genere importato da Venezia soltanto dopo il 1650. \nIl perno dell’intreccio è\, come per tutte le opera “alla veneziana” del Seicento\, una discussione sul potere di Amore\, presentato come un tipico gioco barocco per allietare una serata a corte. Arie brillanti\, duetti\, arie di sdegno e di battaglia\, giovani coppie di amanti danno vita a una divertente trama di traffici amorosi e inganni\, con le impavide guerriere qui trasformate in languide cortigiane innamorate. \nConfermando l’attenzione verso la riscoperta e le rarità del repertorio barocco\, il Festival allestisce in prima esecuzione in tempi moderni una delle opere più celebri di Provenzale\, grazie al lungo lavoro di ricerca svolto sul compositore napoletano da Antonio Florio musicologo e direttore\, qui alla guida del complesso barocco\, da lui fondato\, Cappella Neapolitana. Firma la regia Rita Cosentino\, regista italo-argentina apprezzata in recenti produzioni d’opera del festival; nel cast\, gli allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”.
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SUMMARY:Concerti del sorbetto - L'altro Bizet
DESCRIPTION:I Concerti del sorbetto approfondiscono come di consueto gli autori delle opere in programma nella presente edizione del Festival. Con L’altro Bizet sarà un omaggio alla celeberrima Habanera della Carmen\, ai ritmi\, alle melodie e all’universo culturale che hanno dato vita allo sviluppo della musica francese di ispirazione spagnola\, fra l’eleganza del salotto parigino e i colori e le inflessioni della tradizione iberica.  \nIl pianista Francisco Manuel Soriano\, apprezzato interprete di questo repertorio\, e i cantanti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”\, conducono il pubblico in un viaggio fra le liriche di Pauline Viardot (1821-1910)\, figura centrale della vita musicale europea del XIX secolo\, e quelle di alcuni grandi compositori romantici francesi come Gounod\, Delibes\, Massenet e Saint-Saëns che trovarono nella Viardot un’interprete straordinaria e una mediatrice privilegiata di quell’immaginario spagnolo che tanto affascinò la Francia dell’epoca. Il percorso si apre poi a sguardi più moderni\, con la musica di Ravel e Debussy\, in cui reminiscenze spagnole vengono trasformate in materia raffinata e sensuale. \nAl termine del concerto la tradizionale degustazione di un fresco sorbetto.
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SUMMARY:Carmen
DESCRIPTION:Prima rappresentazione assoluta in forma scenica \nL’opera fra le più celebri al mondo viene riproposta a Martina Franca in una versione mai rappresentata finora\, con la partitura originariamente predisposta da Bizet nel 1874\, prima che i dirigenti dell’Opéra Comique de Paris chiedessero importanti cambiamenti in vista della prima del 1875. Grazie al lavoro critico di Paul Prévost\, l’editore Bärenreiter è tornato ai manoscritti autografi della versione pensata dal compositore restituendo una Carmen nella sua forma originale di opéra-comique\, con l’ampio uso dei melodrame\, dialoghi recitati sullo sfondo di un prezioso accompagnamento orchestrale. \nLibera e indomita\, Carmen vuole vivere la sua vita – e preferirebbe morire piuttosto che sottomettersi alla volontà di un uomo. Morirà uccisa dal suo amante respinto\, con il finale tragico che offusca le convenzioni del genere\, nell’atmosfera infuocata della corrida\, circondata dalla musica di una delle opere più rappresentate nella storia del melodramma.  \nFabio Luisi\, direttore musicale del Festival\, offre per la prima volta nella sua lunga carriera la lettura del capolavoro di Bizet; regia\, scene e luci sono di Denis Krief\, artista di grande esperienza che torna a Martina Franca dopo una lunga assenza. 
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SUMMARY:Pulcinella / La favola di Orfeo (dittico)
DESCRIPTION:Un dittico di opere che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca\, due capolavori che ci portano alle radici della nostra cultura\, uniti nella regia di Jean Renshaw\, artista anglo-tedesca già ospite del Festival\, e nella direzione di Nicolò Umberto Foron\, talento della scena internazionale per la prima volta impegnato in Italia nella direzione di un’opera. \nPulcinella\, balletto con canto in un atto del 1920\, fu commissionato a Stravinskij da Sergej Diaghilev\, il geniale impresario dei Balletti russi. L’opera fonde maschere archetipiche della tradizione mediterranea con la musica di Pergolesi e di quel Settecento napoletano caratterizzato da teatralità\, vivacità ritmica e gestuale. Attraverso una lente fortemente novecentesca\, il compositore russo li filtra con mano personalissima\, spezzando la regolarità ritmica\, intervenendo nell’armonia e dando a tutti i pezzi un nuovo colore strumentale. \nLa favola di Orfeo di Alfredo Casella\, opera da camera in un atto di rara esecuzione\, fu composta nel 1932 su libretto di Corrado Pavolini dalla Fabula di Orfeo di Poliziano. Il mito del cantore tracio\, poeta tra i poeti\, la sua ricerca dell’amata Euridice negli Inferi\, ha attraversato la lunga storia delle arti quale potente riflessione sui temi della morte e della natura stessa del viaggio. Casella ne dà una lettura classicista\, legata alla grande tradizione della musica occidentale\, delineando con trasparenza e nitore il discorso strumentale e polifonico. 
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DESCRIPTION:Prima rappresentazione in tempi moderni \nUna storia mediterranea di Amazzoni e di eroi innamorati muove Il schiavo di sua moglie (1672) dramma per musica in un prologo e tre atti di Francesco Provenzale\, tra i primi compositori partenopei ad affermarsi nel teatro d’opera\, genere importato da Venezia soltanto dopo il 1650. \nIl perno dell’intreccio è\, come per tutte le opera “alla veneziana” del Seicento\, una discussione sul potere di Amore\, presentato come un tipico gioco barocco per allietare una serata a corte. Arie brillanti\, duetti\, arie di sdegno e di battaglia\, giovani coppie di amanti danno vita a una divertente trama di traffici amorosi e inganni\, con le impavide guerriere qui trasformate in languide cortigiane innamorate. \nConfermando l’attenzione verso la riscoperta e le rarità del repertorio barocco\, il Festival allestisce in prima esecuzione in tempi moderni una delle opere più celebri di Provenzale\, grazie al lungo lavoro di ricerca svolto sul compositore napoletano da Antonio Florio musicologo e direttore\, qui alla guida del complesso barocco\, da lui fondato\, Cappella Neapolitana. Firma la regia Rita Cosentino\, regista italo-argentina apprezzata in recenti produzioni d’opera del festival; nel cast\, gli allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”.
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DESCRIPTION:Prima rappresentazione assoluta in forma scenica \nL’opera fra le più celebri al mondo viene riproposta a Martina Franca in una versione mai rappresentata finora\, con la partitura originariamente predisposta da Bizet nel 1874\, prima che i dirigenti dell’Opéra Comique de Paris chiedessero importanti cambiamenti in vista della prima del 1875. Grazie al lavoro critico di Paul Prévost\, l’editore Bärenreiter è tornato ai manoscritti autografi della versione pensata dal compositore restituendo una Carmen nella sua forma originale di opéra-comique\, con l’ampio uso dei melodrame\, dialoghi recitati sullo sfondo di un prezioso accompagnamento orchestrale. \nLibera e indomita\, Carmen vuole vivere la sua vita – e preferirebbe morire piuttosto che sottomettersi alla volontà di un uomo. Morirà uccisa dal suo amante respinto\, con il finale tragico che offusca le convenzioni del genere\, nell’atmosfera infuocata della corrida\, circondata dalla musica di una delle opere più rappresentate nella storia del melodramma.  \nFabio Luisi\, direttore musicale del Festival\, offre per la prima volta nella sua lunga carriera la lettura del capolavoro di Bizet; regia\, scene e luci sono di Denis Krief\, artista di grande esperienza che torna a Martina Franca dopo una lunga assenza. 
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DESCRIPTION:Un dittico di opere che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca\, due capolavori che ci portano alle radici della nostra cultura\, uniti nella regia di Jean Renshaw\, artista anglo-tedesca già ospite del Festival\, e nella direzione di Nicolò Umberto Foron\, talento della scena internazionale per la prima volta impegnato in Italia nella direzione di un’opera. \nPulcinella\, balletto con canto in un atto del 1920\, fu commissionato a Stravinskij da Sergej Diaghilev\, il geniale impresario dei Balletti russi. L’opera fonde maschere archetipiche della tradizione mediterranea con la musica di Pergolesi e di quel Settecento napoletano caratterizzato da teatralità\, vivacità ritmica e gestuale. Attraverso una lente fortemente novecentesca\, il compositore russo li filtra con mano personalissima\, spezzando la regolarità ritmica\, intervenendo nell’armonia e dando a tutti i pezzi un nuovo colore strumentale. \nLa favola di Orfeo di Alfredo Casella\, opera da camera in un atto di rara esecuzione\, fu composta nel 1932 su libretto di Corrado Pavolini dalla Fabula di Orfeo di Poliziano. Il mito del cantore tracio\, poeta tra i poeti\, la sua ricerca dell’amata Euridice negli Inferi\, ha attraversato la lunga storia delle arti quale potente riflessione sui temi della morte e della natura stessa del viaggio. Casella ne dà una lettura classicista\, legata alla grande tradizione della musica occidentale\, delineando con trasparenza e nitore il discorso strumentale e polifonico. 
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DESCRIPTION:Prima rappresentazione assoluta in forma scenica \nL’opera fra le più celebri al mondo viene riproposta a Martina Franca in una versione mai rappresentata finora\, con la partitura originariamente predisposta da Bizet nel 1874\, prima che i dirigenti dell’Opéra Comique de Paris chiedessero importanti cambiamenti in vista della prima del 1875. Grazie al lavoro critico di Paul Prévost\, l’editore Bärenreiter è tornato ai manoscritti autografi della versione pensata dal compositore restituendo una Carmen nella sua forma originale di opéra-comique\, con l’ampio uso dei melodrame\, dialoghi recitati sullo sfondo di un prezioso accompagnamento orchestrale. \nLibera e indomita\, Carmen vuole vivere la sua vita – e preferirebbe morire piuttosto che sottomettersi alla volontà di un uomo. Morirà uccisa dal suo amante respinto\, con il finale tragico che offusca le convenzioni del genere\, nell’atmosfera infuocata della corrida\, circondata dalla musica di una delle opere più rappresentate nella storia del melodramma.  \nFabio Luisi\, direttore musicale del Festival\, offre per la prima volta nella sua lunga carriera la lettura del capolavoro di Bizet; regia\, scene e luci sono di Denis Krief\, artista di grande esperienza che torna a Martina Franca dopo una lunga assenza. 
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SUMMARY:Concerti del sorbetto - L'altro Stravinskij
DESCRIPTION:I Concerti del sorbetto approfondiscono come di consueto gli autori delle opere in programma nella presente edizione del Festival. In L’altro Stravinskij\, il giovane talento di Paride Losacco affronta pagine per violino solo che attraversano l’ampio arco del Novecento storico italiano ed europeo. Si parte da Stravinskij (con cui il festival inaugura con l’allestimento di Pulcinella)\, per proseguire con Petrassi\, Kurtág (di cui quest’anno si festeggiano i 100 anni) e Ysaÿe. Lo sguardo poi si volge più indietro per un omaggio al padre del virtuosismo violinistico moderno\, con l’esecuzione di tre dei celeberrimi 24 Capricci op. 1 di Niccolò Paganini. \nAl termine del concerto\, la tradizionale degustazione di un fresco sorbetto.
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