FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA

43ª edizione

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43ª edizione
FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA
Quattro secoli di teatro musicale italiano si snodano lungo il cartellone della 43ª edizione del Festival della Valle d’Itria: da Monteverdi a Puccini, passando per Vivaldi, Piccinni, Meyerbeer e Verdi. Dal 14 luglio al 4 agosto 2017 è di scena a Martina Franca l’atteso appuntamento con il belcanto, con un ricchissimo cartellone che il direttore artistico Alberto Triola e il direttore musicale Fabio Luisi hanno voluto dedicare alla memoria dello storico direttore artistico Rodolfo Celletti, nel centenario della nascita...
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Alberto Triola

FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA GIANNI SCHICCHI

Luogo : Chiostro di San Domenico - Martina Franca
Autore : Giacomo Puccini

Opera in un atto
Libretto di Giovacchino Forzano
Revisione di Matthias Weigmann - Editore Ricordi, Milano

Gianni Schicchi DOMENICO COLAIANNI
Lauretta CAROLINA MATTIODA*
Zita detta “La Vecchia” MARYNA KULIKOVA*
Rinuccio NÈSTOR LOSÁN*
Gherardo RAFFAELE FEO*
Nella ILARIA BELLOMO*
Gherardino STEFANO MARANGI
Betto di Signa LUCA ANDREA GIORDANO*
Simone HIKARU ONODERA*
Marco JUNGMIN KIM**
La Ciesca ARIANNA RINALDI*
Maestro Spinelloccio / Guccio e Pinellino CHANYOUNG LEE**
Ser Amantio di Nicolao VINCENZO SANTORO*

Maestro concertatore e direttore d’orchestra NIKOLAS NÄGELE**
Regia DAVIDE GARATTINI RAIMONDI

Costumi GIADA MASI

Orchestra ICO della Magna Grecia

Maestro di sala Vincenzo Rana
Direttore di scena Annarita Semeraro
Maestro di palcoscenico Angela Pascale
Maestro alle luci Ivana Zaurino

Costumi Atelier Brancato Srl
Attrezzeria Laboratorio Festival della Valle d’Itria

Coproduzione con la ICO della Magna Grecia in collaborazione con *l’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” e **l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino


NOTE DI REGIA
Gianni Schicchi di Giacomo Puccini è un’opera che non ha bisogno di presentazioni. Non è una rarità e sempre più spesso viene eseguita, senza dubbio con maggior frequenza rispetto agli altri due titoli del trittico pucciniano; per questo diventa sempre più difficile trovare un “modo” nuovo e accattivante per proporla, soprattutto all’interno di un festival come quello della Valle D’Itria, ricco di proposte inconsuete e rarità che consentono alla regia un allestimento più creativo. Ma ciò che, in prima istanza, può apparire come un limite, si trasforma immediatamente in virtù, soprattutto grazie alla musica di Puccini: una ricchezza e un sostegno enorme per il lavoro di un regista. [...]
Ma come presentare qualcosa di nuovo? Quale poteva essere la proposta registica forte per dare a questo nuovo Schicchi un vero carattere? Ho cominciato ad analizzare cosa avessi e cosa non avessi. Non avevo un vero teatro, ma uno spazio molto particolare; da lì ho cominciato a masticare l’idea di studiare un’opera per il chiostro, che potesse vivere solo nel chiostro, sfruttando tutti i suoi spazi al massimo, senza porre limiti alla creatività, ma al tempo stesso rispettando il lavoro pucciniano. In un luogo come questo, dove il pubblico è abituato ad assistere a un certo tipo di allestimenti, non basta più rompere la quarta parete - ormai una banalità - ma bisogna infrangere tutte le pareti e avere un teatro a trecentosessanta gradi, dove gli interpreti non si limitano a recitare o cantare, ma sono costretti a entrare in una giostra emozionale vivendo l’opera con il pubblico. Lo spettatore deve avvicinarsi moltissimo agli interpreti, come quelle mosche che entrano nelle case e osservano tutto da ogni angolo. Uno spettatore “voyeur”, che spia da dietro le tende o tra una persiana e l’altra una situazione familiare, ascolta le urla attraverso le mura confinanti e sbircia nella serratura per sapere cosa stia accadendo nella stanza accanto. In questo modo si entra in una convivenza forzata, a volte profondamente claustrofobica; perché viviamo in scatole che ci limitano, ma nonostante ciò facciamo di tutto per possedere una di queste “scatole”. Il cortile è da sempre un luogo di aggregazione, ma anche uno spazio teatrale, così come le piazze e le chiese; noi italiani lo sappiamo bene cosa e come si vive in un cortile. Un cortile ci ospita e una casa ci circonda, per cui è necessario trovare la teatralità sfruttando le piccole cose, i semplici oggetti di casa per costruire l’opera. A differenza del solito, non abbiamo riempito la scena, anzi, abbiamo ridotto tutto al minimo: due panchine e poco altro, niente letto o scrittoio; nonostante ciò non mancherà nulla, si tratterà solo di osservare le cose da punti di vista diversi. Vogliamo cambiare il focus, cercare di sradicare questo titolo per trovare nuove angolazioni partendo da uno spazio reale, ma non contemplato nel libretto: il cortile, appunto. Qui si gioca e si fanno scherzi, si litiga e si chiacchiera, si spettegola e si sa tutto di tutti; insomma, è un ambiente perfetto per far crescere questo nuovo Gianni Schicchi, quindi non più una casa ma il cortile di una casa. Nella storia non cambia assolutamente nulla, in quanto ci ritroviamo in un luogo domestico, ma al tempo stesso si ridisegna subito la famiglia Donati. Vivono tutti insieme, estremamente vicini, e si sa, più si sta vicini e più aumentano gli attriti. I Donati sono realmente dei parassiti sulle spalle di Buoso e non aspettano altro che lui passi a miglior vita per poter prendere de nitivamente possesso della casa e cacciare tutti gli altri.
Una famiglia pronta a tutto pur di ottenere il meglio per sé; esattamente quello che succede in molte famiglie quando c’è un’eredità da spartire, perché diciamolo, la storia dei Donati e degli Schicchi è la classica storia che trascrive le dinamiche tra famiglie! Se poi pensiamo proprio alla Toscana di quegli anni, massimo esempio di faziosità che tanto ora ci diverte, grazie ai detti scaturiti da queste: i motti di spirito, la continua ricerca per insultare in modo colorito il proprio vicino, dove i Pisani odiano i Livornesi e viceversa, dove i cittadini di un Comune non possono nemmeno immaginare di scambiare due parole con quelli di un altro paese e dove Firenze si erge al di sopra tutte queste cittadine con snobismo e arroganza perché è la nobile “Florentia”!
Uno Schicchi molto italiano, come è giusto che sia, vicino ai nostri tempi per esaltarne ancora di più alcune caratteristiche che nell’ambientazione medioevale non troverebbero tutta la propria potenzialità espressiva. L’intento è quello di scavare e portare alla luce alcuni aspetti “dell’Italietta”, i lati più oscuri e nascosti della nostra quotidianità, tentando di evidenziare quella perversa istintività che ci fa dimenticare qualsiasi regola di rispetto verso l’altro e di comune senso civico, pur di “addentare” quella che riteniamo essere la nostra preda, che deve essere solo nostra e non possiamo divedere con nessuno.
Gianni Schicchi è il parente acquisito che nessuno vuole. Quante volte sarà capitato nelle nostre famiglie? È quello che pensiamo diverso da noi, che entra in casa nostra, che non vogliamo perché non lo riteniamo all’altezza o perché lo consideriamo una minaccia, immaginando che ci voglia portare via qualcosa che riteniamo essere nostra di diritto, perché a pensare male si fa peccato ma... così le nostre paure, spesso, si trasformano in realtà, ma a volte è la nostra ignoranza a generare mostri. Forse Schicchi non vorrebbe rubare, ma semplicemente dare una lezione all’avidità dei Donati, però, una volta attaccato, reagisce a suo modo. Potremmo anche attualizzare il discorso alla cronaca di tutti i giorni, a coloro che arrivano in gommone, e alle reazioni che suscitano. Il diverso fa paura, l’estraneo non lo vogliamo, non importa chi sia o da dove provenga. Noi procediamo per la nostra strada con i paraocchi, ottusi, cattivi, e per questo diventiamo facili prede di chiunque, perché mostriamo subito le nostre debolezze.
Voglio e desidero ridisegnare la famiglia Donati, dando a ognuno una caratteristica forte dell’Italia di oggi, quell’Italia che legge le riviste di gossip e che timbra il cartellino al lavoro per poi tornare a casa a dormire, mettendo in luce furbizie e raggiri tipici del nostro Bel Paese. Ho chiesto alla costumista Giada Masi di pensare per questo allestimento dei costumi “come se i Donati fossero colti da un terremoto e di corsa, così come sono, devono scendere per strada”. Voglio regalare una fotografia all’interno delle mura domestiche, con le sue brutture e le sue lacune,colta all’improvviso da una situazione indesiderata: un fulmine a ciel sereno, che rende qualsiasi situazione più difficile da gestire, e fa emergere facilmente cattiveria e piccolezza mentale. Credo e spero che sarà un Gianni Schicchi nuovo, dove molte scene “canoniche” saranno ribaltate, ma non snaturate. Sarà un nuovo piatto, per qualcuno sarà dolce e per altri amaro... l’importante, per me, è che non sia insipido!

domenica, 23 luglio 2017, 21:00


SCHEDE ARTISTI
Domenico Colaianni

Compie gli studi musicali diplomandosi in canto sotto la guida di A. M. Balboni, presso il Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari. É vincitore del concorso AS.LI.CO. e debutta nella Cecchina di Piccinni, e nel Flauto Magico (Pappageno) di Mozart. Di qui inizia una brillante carriera che lo porta nei più grandi teatri italiani ed esteri, interprete non solo di ruoli del repertorio ma anche di numerosi repechages di operisti del settecento, del primo ottocento e di epoche posteriori. É presente in numerose produzioni al Teatro alla Scala di Milano, al Teatro Regio di Torino, al San Carlo di Napoli, al Comunale di Bologna, all’Opera di Roma, al Teatro La Fenice di Venezia, al Teatro Lirico di Cagliari, al Massimo di Palermo, all’Arena Sferisterio di Macerata, al Teatro Verdi di Trieste, al Teatro dell’Opera Giocosa di Savona, al Teatro Piccinni di Bari. Ha inaugurato la riapertura del Teatro Petruzzelli di Bari con Turandot di Puccini (Ping). Più volte in tournée all’estero, al Teatro dell’Opera di Montecarlo a Tokyo e Osaka in Australia. Con opere di Vivaldi, Salieri e Hasse canta a Praga e Budapest. É stato diretto da Lorin Maazel, Peter Maag, Zoltan Pesko, Rafael Fruhbeck De Burgos, Jeffrey Tate, Daniele Gatti, Donato Renzetti, Gianluigi Gelmetti, Renato Palumbo, Bruno Bartoletti, Gustavo Dudamel, ecc. Ha lavorato con registi quali: Franco Zeffirelli, Luca Ronconi, Pier Luigi Pizzi, Hugo De Ana, Mauro Bolognini, Roberto De Simone, Alberto Fassini, Mario Marton.

Carolina Mattioda

Maryna Kulikova

Nata a Dzerzhynsk (Ucraina) il 3 ottobre 1986. Residente in Italia dal 2011.
Nel 2004 ha conseguito la maturita` presso la Scuola di Istruzione superiore in Ucraina.
Nel 2007 ha conseguito il diploma di liceo musicale in Ucraina.
Nel 2010 ha conseguito il diploma di Laurea in Pianoforte e Canto Lirico, presso l’Universita` Pedagogica di Dragomanov (Ucraina).
Nel 2011 si e` trasferita in Italia dove ha studiato presso il Conservatorio di Musica G. Nicolini di Piacenza presso il quale ha conseguito il diploma di Laurea in Canto Lirico-Musica da Camera.
Dal 2012 studia con il mezzosoprano Nadia Petrenko.
Nel 2012 ha conseguito la Laurea specialistica in Canto Lirico presso l’Universita` pedagogica di Dragomanov.
2011. Piacenza. Masterclass “Musicista in scena” docente Prof. Emilio Vallorani. 2012. Crema, Pavia, Piacenza. Concerti di Petite Messe Solennelle di G. Rossini.
2012. Concerti di musica insieme fiati in occasione delle aperture di Mostre e Musei di Piacenza.
2012. Piacenza. Dramma giocoso “Le due Gemelle” di Giuseppe Nicolini. 2013. Bologna. Concerto per voce solista e organo.
2013. Master Class di musica vocale da Camera con prof. Peter Nelson. 2013-2017. Esibizioni al Teatro Filodrammatici di Cremona.
2014. Piacenza. Master Class la musica da camera in Europa, con maestri Doris Hochscheid e Franz Van Ruth.
2014. Piacenza. Partecipazione al Master di formazione alla didattica propedeutica per le scuole primarie. Prof. Patrizia Angeloni.
Dal 2016 studia con il contralto Sonia Prina.
Luglio 2016 - Partecipazione al Master per cantanti barocchi di Arezzo con esibizione in prima assoluta in qualita` di interprete principale di Licida ne “I colori dell’Olimpiade” di dodici autori per l’Olimpiade di Metastasio.
Settembre 2016. – Partecipazione al Master per cantanti barocchi di Pesaro presso Villa Giulia, con docente unica SONIA PRINA.
Dal 2017 frequenta l’Accademia di Belcanto Rodolfo Celletti a Martina Franca, con docenti: Sherman Lowe, Chris Merritt, Sesto Quattrini, Roberto Servile, Luca Gorla, Antonio Greco, Lella Cuberli, Sonia Prina.

Nestor Losan

Nasce a Gandia (Valencia). Inizia i suoi studi consigliato dal baritono Carlos Alvarez e Maria del Valle. Successivamente, entra nella prestigiosa Scuola Superiore di Canto di Madrid, dove completa i suoi studi di Canto e Musicali guidato dai vari professori della stessa. Ha integrato la sua formazione vocale seguendo corsi e lezioni del basso-baritono Carlos Chausson, del soprano Mariella Devia e del Maestro Giulio Zappa. Attualmente si perfeziona con il baritono Roberto Accurso.
Per completare la sua formazione artistica ha seguito, negli ultimi quattro anni, corsi di recitazione dell’attore e Drammaturgo Manuel Angel Conejero, presso la Giovane Compagnia della Fondazione Shakespeare di Spagna.
E stato premiato con la Borsa di Studio per giovani Cantanti Lirici per la Associazione Amici della Lirica di Madrid.
Finalista nel III Concorso Internazionale di Zarzuela"Ana Maria Iarte" e Finalista con Borsa di Studio al XXXII Concorso Internazionale Citta Di Logroño. Vincitore nel concorso internazionale VoceAllOpera di Milano.
Nei diversi Laboratori Lirici ai quali ha partecipato, ha potuto interpretare i seguenti ruoli: Alfredo nella Traviata di Verdi, Nemorino nell'Elisir d'Amore di Donizetti e Rodolfo nella Boheme di Puccini.
Ha cantato il ruolo di Alfredo della Traviata di Verdi, in un progetto tra il Teatro Comunale di Bologna il Teatro con Arena del Sole di Bologna e la Scuola dell'Opera Italiana, in una versione della Traviata, con l'Orchestra del Teatro Comunale e con aggiunta di alcuni dialoghi della Signora delle Camelie di Dumas. Un lavoro creato per giovani cantanti lirici.
Ha cantato al Teatro della Zarzuela di Madrid nella Carmen di Bizet e anche nella prima assoluta della Zarzuela Juan Jose di P. Sorozábal. La scorsa Stagione ha cantato il ruolo di “El casto José" al Teatro Arriaga di Bilbao nella Zarzuela La Corte del Faraón produzione di Emilio Sagi. Durante la Stagione 15/16, canta il ruolo di Guglielmo al Teatro Comunale di Sassari nell’opera Elisabetta Regina d'Inghilterra di Rossini e alla storica produzione di Aida (Verdi) di Franco Zeffirelli. Recentemente ha debuttato il ruolo del Conte D'Almaviva del Barbiere di Siviglia (G. Paisiello) ed e stato presso nella'Accademia del Belcanto Rodolfo Celletti di Martina Franca dove debutterà il ruolo di Rinucccio di Gianni Schicchi (G. Puccini). Prossimamente debutterà il ruolo di Camille de Rossignol nella Vedova Allegra (F. Lehar) preso al teatro Coccia di Novara.
Fra i Direttori d'Orchestra con i quali ha collaborato si trovano Miguel Angel Martinez, Bruno Aprea, Aldo Sisillo, Sergio Alapont, Yi Chen, Carlos Aragón e Federico Ferri fra gli altri.
Tra i Registi, si possno citare per esempio José Carlos Plaza, Emilio Sagi, Stefano Trespidi, Marco Spada e Gianmaria Aliverta.

Raffaele Feo

Nasce a Imperia il 18 aprile 1988, inizia a studiare pianoforte fin da piccolo e all’età di 11 anni il M° G. Brizio e la moglie, il soprano J. Ligi, lo invitano a intraprendere lo studio del canto lirico, notata la naturale attitudine. Nel 2011 viene ammesso al Conservatorio N.Paganini di Genova dove termina il percorso con il massimo dei voti nella classe del mezzosoprano G.Scalchi. Ha studiato con P.Pittaluga, C.Ottino, A.Elena, R.Scandiuzzi. Ha frequentato l’accademia di Santa Cecilia nel 2013, dove ha conosciuto la Signora Renata Scotto, e nel 2016 l’accademia pucciniana di Torre del Lago. Accanto all’attività corale, comincia dal 2011 il percorso come solista nelle stagioni liriche liguri, piemontesi ed emiliane, avendo la possibilità di lavorare con Direttori e Registi del panorama lirico internazionale (Di Stefano, La Malfa, Courir, Sisillo, Monti, Romani, Berloffa, Rolli, Brockhaus, Paloscia). In ottobre 2016 prende parte al progetto “Opera-laboratorio: Un Ballo in Maschera”, Piacenza, con la regia del baritono L.Nucci e la direzione di D.Renzetti. In febbraio ’17 entra nell’accademia pugliese “Rodolfo Celletti” dove conosce il suo attuale Maestro A.Lemmo.

Ilaria Bellomo

Classe 1990, si diploma con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Musica U. Giordano di Foggia.
Attualmente sotto la guida del mezzosoprano Angela Bonfitto, si è perfezionata prendendo parte a Masterclass con Leontina Vaduva, Sandra Pacetti e Patrizia Orciani.
Debutta presso il Teatro Comunale U. Giordano di Foggia il ruolo di Susanna de “ Le nozze di Figaro” di W. A. Mozart e Despina de “ Così fan tutte” di W. A. Mozart.
Ha partecipato in qualità di solita a numerosi festival fra i quali: Musica nelle corti di capitanata, Musica Civica, Musica Felix, Festival della via Francigena del Sud, diretta da Agostino Ruscillo, Gianna Fratta, Gianluca Martinenghi.
Recentemente è stata protagonista di una tournée in Arabia Saudita con i Solisti dell' Orchestra di Roma.

Luca Andrea Giordano

Compie gli studi umanistici a Salerno – laureandosi in Lingue e letterature straniere moderne nonché in Filologia moderna – e quelli musicali presso i conservatori ‘Giuseppe Martucci’ di Salerno, ‘S. Pietro a Majella’ di Napoli e ‘Girolamo Frescobaldi’ di Ferrara, conseguendo i seguenti titoli accademici: Canto lirico, Oboe, Didattica della Musica e Musica da camera vocale.
Divide la sua attività professionale tra l’area didattica (docenza di Lingua Inglese presso il Conservatorio Statale di Musica di Salerno e Language coaching per cantanti e formazioni corali presso teatri e conservatori italiani e stranieri), di ricerca (autore, in Italia e all’estero, di pubblicazioni in ambito linguistico, musicale e musicologico) e quella artistica – in ambito nazionale e internazionale – in qualità di cantante lirico, oboista e compositore.
Per 15 anni è stato impegnato presso il Teatro comunale Giuseppe Verdi di Salerno, in qualità di artista del coro, in tutte le produzioni lirico-sinfoniche (esibizioni, incisioni e trasmissioni su emittenti nazionali) relative i vari mandati artistici (Daniel Oren, Nicola Luisotti, Janos Acs, Giandomenico Vaccari).
Ha studiato tecnica vocale e repertorio con Giuliana Valente e Bruno Praticò nonché prassi barocca con Antonio Florio. Ha frequentato l’Accademia di alto perfezionamento ‘Paolo Grassi’ di Martina Franca attraverso cui ha avuto la possibilità di studiare con docenti di fama internazionale e di debuttare al Festival della Valle d’Itria.
Prosegue attualmente il suo percorso di perfezionamento vocale con Sonia Prina.
Dedito specificamente al repertorio barocco e del Settecento, svolge regolare attività solistica in formazioni da camera e con orchestra.

Hikaru Onodera

Si e' laureato all'Universita' Showa con il massimo voti.
Ha vinto il concorso musica da camera riservato agli studenti delle scuole superiori.
Ha vinto in Gappone il concorso 'opera lirica italiana”.
2014 ha debuttato il ruolo Rodolfo dell'opera ”La sonnambula” in Giappone.
2015 il ruolo figaro dell'opera ”Le nozze di Figaro”in Giappone.
Ha partecipato Master class con Mariella Devia e Hikaru Onodera(Basso)
Si e' laureato all'Universita' Showa con il massimo voti.
Ha vinto il concorso musica da camera riservato agli studenti delle scuole superiori.
Ha vinto in Gappone il concorso 'opera lirica italiana”.
2014 ha debuttato il ruolo Rodolfo dell'opera ”La sonnambula” in Giappone.
2015 il ruolo figaro dell'opera ”Le nozze di Figaro”in Giappone.
Ha partecipato Master class con Mariella Devia e Carmen Santoro.
Attualmente sta frequentando il conservatorio di ''Niccolò Paganini'' di Genova.
Carmen Santoro.
Attualmente sta frequentando il conservatorio di ''Niccolò Paganini'' di Genova.

Jungmin Kim

Arianna Rinaldi

Bolognese, inizia il proprio percorso musicale a 13 anni nel Coro di Voci Bianche del Teatro Comunale di Bologna sotto la guida del M° Silvia Rossi; a 24 anni si diploma in Canto Lirico con N. Bertagni al Conservatorio A. Boito di Parma dopodichè si laurea con lode e menzione d'onore al biennio specialistico in Musica Vocale da Camera al Conservatorio G. B. Pergolesi di Fermo con E. Lombardi. Si perfeziona con vari docenti in Italia e all’estero (Bruson, Banditelli, Mathis, Stotejin, Prina...)
Vincitrice di premi in vari concorsi internazionali, il suo vasto repertorio di musica vocale da camera spazia dal '600 ai giorni nostri, includendo prime esecuzioni assolute. Esegue stabilmente repertorio cameristico con il pianista Lorenzo Orlandi. Ha cantato con l’Ensemble Concordanze Mahler, Berio, Reimann, Hindemith; ha debuttato IV Sinfonia di Mahler con l’Ensemble dell’Orchestra Filarmonica Toscanini diretta da M. Mariotti, Stabat Mater di Pergolesi con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da G. La Malfa. In ambito operistico: nel 2014 ha debuttato la VI Blumenmädchen nel Parsifal di Wagner al Comunale di Bologna, direttore R. Abbado; con LTL opera-studio Nicklausse ne Les Contes d’Hoffmann di J. Offenbach nei Teatri di Pisa, Livorno, Lucca e Novara, diretta da G. Condette, regia di N. Zorzi. Nel 2015 ha cantato al Comunale di Bologna nel ruolo di Pastuchyna in Jenufa di Janacek, direttore Juraj Valcuha e regista A. Hermanis.Vincitrice del ruolo nell'opera studio Silvio Varviso dedicata a Le Nozze di Figaro, nello stesso anno ha debuttato Cherubino al Ticino Festival, con la preparazione musicale del Maestro U. Finazzi e la regia di M. Gandini.
Nel 2016 ha debuttato Flora ne La Traviata al Civico di Vercelli e Nerone ne l'Incoronazione di Poppea di Monteverdi per la regia di A. Allegrezza e la direzione di M. Vannelli. Attualmente si sta perfezionando presso l’Accademia del Belcanto di Martina Franca.

Chanyoung Lee

Vincenzo Santoro

Il basso Vincenzo Santoro ha intrapreso lo studio del canto all’età di 18 anni, presso il Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli, diplomandosi nel luglio 2014, con il massimo dei voti.
Allo studio del canto lirico ha affiancato lo studio della musica vocale da camera e delle lingue straniere apprendendo l’inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco e il russo.
Distintosi per le sue qualità vocali e musicali ha preso parte a numerosi concerti e manifestazioni organizzati dal Conservatorio di Musica di Monopoli.
Nel novembre 2013 ha superato le selezioni indette dal Teatro Petruzzelli di Bari per prendere parte alla stagione lirica dello stesso Teatro, ottenendo di interpretare, nel gennaio 2014, il ruolo di “Ein alter diener” nell’opera Elektra di R. Strauss.
Nel marzo 2014 è stato selezionato dal maestro Filippo Maria Bressan, per interpretare la parte del basso nello “Stabat Mater” di Haydn, eseguito nel settembre 2014 nella cattedrale di Bari per la Stagione concertistica “Notti sacre”, e nell’aprile 2014 è risultato idoneo alle audizioni per il Coro del Teatro Petruzzelli.
Nell’estate 2014 ha ottenuto dall'Accademia Internazionale di Orford in Canada, previa selezione, una borsa di studio per poter frequentare i corsi estivi di alto perfezionamento nell'ambito del Festival Internazionale Orford dove ha potuto perfezionarsi con Liz Upchurch, Richard Turp, Lena Hellström-Färloff, Audrey Hyland e Sanford Sylvan.
A gennaio 2015 è stato ammesso alla Scuola di alto perfezionamento di Fiesole dove ha avuto modo di perfezionare il repertorio mozartiano e belcantistico unitamente alla musica vocale da camera, sotto la guida del baritono e direttore d’orchestra Claudio Desderi.
Distintosi per le sue qualità è stato scritturato per cantare in un concerto a Firenze in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dall’inaugurazione del Museo del Bargello.
Nel marzo 2015 ha ottenuto una borsa di studio per frequentare i corsi estivi presso l’Accademia internazionale Domaine Forget in Canada, perfezionandosi con Russel Braun e François Le Roux, partecipando a dei concerti nell’ambito del Festival.
Nel luglio 2015 ha debuttato nel ruolo di Don Basilio nel Barbiere di Siviglia di Rossini per il Festival della valle d’Itria e ha preso parte nell’opera “Convenienze e inconvenienze teatrali” di Donizetti nel ruolo del poeta in una produzione del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli.
A Novembre 2015 ha debuttato ne La Boheme di G. Puccini nel ruolo di Colline in una produzione dl Conservatorio di musica di Monopoli.
A Febbraio 2017 viene ammesso a frequentare l’accademia di Bel canto Rodolfo Celletti a Martina Franca.
A Maggio 2017 debutta in Gianni Schicchi nel ruolo di Betto a Taranto al teatro Orfeo con l’orchestra della Magna Grecia.

 

Presidente
Franco Punzi

Direttore artistico
Alberto Triola

Direttore musicale
Fabio Luisi



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Laboratori di studio sulla tecnica, lo stile e l'interpretazione nel Belcanto italiano e work experience in collaborazione con il Festival della Valle d'Itria...

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