FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA

43ª edizione

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43ª edizione
FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA
Quattro secoli di teatro musicale italiano si snodano lungo il cartellone della 43ª edizione del Festival della Valle d’Itria: da Monteverdi a Puccini, passando per Vivaldi, Piccinni, Meyerbeer e Verdi. Dal 14 luglio al 4 agosto 2017 è di scena a Martina Franca l’atteso appuntamento con il belcanto, con un ricchissimo cartellone che il direttore artistico Alberto Triola e il direttore musicale Fabio Luisi hanno voluto dedicare alla memoria dello storico direttore artistico Rodolfo Celletti, nel centenario della nascita...
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Alberto Triola

FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA MARGHERITA D'ANJOU

Luogo : Palazzo Ducale - Martina Franca
Autore : Giacomo Meyerbeer

Melodramma semiserio in due atti di Felice Romani
Edizione critica di Paolo A. Rossini e Peter Kaiser - Editore Ricordi, Milano
Prima rappresentazione assoluta in forma scenica in tempi moderni

Margherita GIULIA DE BLASIS
Edoardo (figlio di Margherita) ARCANGELO CARBOTTI
Duca di Lavarenne ANTON ROSITSKIY
Isaura GAIA PETRONE
Riccardo, Duca di Glocester BASTIAN THOMAS KOHL
Carlo Belmonte LAURENCE MEIKLE
Michele Gamautte MARCO FILIPPO ROMANO
Gertrude ELENA TERESHCHENKO*
Bellapunta LORENZO IZZO
Orner DIELLI HOXHA*
Un Uffiziale MASSIMILIANO GUERRIERI*

Fattoria Vittadini
Mattia Agatiello, Vittorio Ancona, Erica Meucci, Sebastiano Geronimo, Giacomo Goina, Francesca Siracusa, Libero Stelluti, Loredana Tarnovschi, Cecilia Tragni

Figuranti
Edoardo Adamuccio, Alessandro Casati, Yuri Mari, Vittorio Ancona, Roberta Carbotti, Roberta Loparco, Francesca Topo, Asia Salamone, Caterina Castellana

Coreografie Riccardo Olivier

Maestro concertatore e direttore d’orchestra FABIO LUISI
Regia ALESSANDRO TALEVI

Scene e costumi MADELEINE BOYD
Lighting designer GIUSEPPE CALABRÒ

Coro del Teatro Municipale di Piacenza
Maestro del coro Corrado Casati

Orchestra Internazionale d’Italia

Maestro di sala e al fortepiano Carmen Santoro
Maestro collaboratore Anastasia Gromoglasova
Maestri di palcoscenico Quintiliano Palmisano, Stefania Paparella
Maestro alle luci Valeria Zaurino
Assistente del direttore d'orchestra Vincenzo Milletarì
Asssistente alla regia Piero Mastronardi
Assistente alle scene e ai costumi Anna Bonomelli

Scenografia Laboratorio scenotecnico Chiediscena di Iezzi Filippo
Costumi Atelier Brancato Srl
Calzature CTC Srl

Nuovo allestimento del Festival della Valle d’Itria

*Accademia del Belcanto "Rodolfo Celletti"



NOTE DI REGIA
Quella semiseria è una forma particolarmente ostica per gli ascoltatori moderni, spesso più adusi a generi nettamente o comici o seri rispetto allo strano miscuglio rappresentato dal "semiserio".
La combinazione di scene serie e comiche può sconcertare, portare all’alienazione del pubblico. Un regista contemporaneo deve prendere una posizione decisa sul tono generale del pezzo, e decidere se farlo protendere verso il comico o verso il serio, con le scelte registiche che ne conseguono. Rappresentare "fedelmente" il pezzo, anche se nella sua prima rappresentazione scenica in tempi moderni, non implica necessariamente un apprezzamento da parte del pubblico. Margherita d’Anjou ne è un esempio tipico. La trama è liberamente tratta dalla piéce teatrale omonima di Pixérécourt, a sua volta ispirata alla storia del personaggio della regina dell’opera di Shakespeare, a sua ulteriore volta tratta da eventi reali. È una combinazione di scene comiche e serie che in un ascoltatore disabituato può creare confusione. Scene serie sui tentativi della regina di ripristinare l’autorità del figlio durante la Guerra delle Due Rose, nonchè la passione celata del generale per la regina e il conseguente dramma dell’abbandono della moglie, si mischiano a episodi comici di vivacità rossiniana (il
basso buffo Michele ne è l’agente); il risultato è piuttosto destabilizzante per un ascoltatore moderno, che non può che restare incerto circa le intenzioni del compositore.
Di sicuro Meyerbeer cercava di rappresentare la vita e le esperienze umane in tutta la loro gloriosa complessità, e in questo senso il genere semiserio è più vicino all’atteggiamento del realismo del XX secolo che ad altri generi operistici.
Ma agli scopi di una rappresentazione moderna dobbiamo tenere in considerazione i paradigmi tramite i quali un’opera come questa sarà percepita, e un pezzo come questo necessita di tutto l’aiuto possibile da parte del regista. Il librettista dichiarò di aver scritto Margherita velocemente, senza convinzione, e se ne possono sentire i difetti drammaturgici nella goffezza di alcuni cambi di marcia e nella mancanza di forza nella trama. Questo è però ricambiato da una musica di grande vitalità e atmosfera, e alcuni momenti di eccellente tempistica comica.
Ho quindi deciso di mantenere i temi drammaturgici centrali: quelli della gura pubblica e ostentatrice della regina in contrasto con il suo stato emotivo interno, fragile e insicuro; la sua battaglia per proteggere il figlio dalle aggressioni del malefico Duca di Gloucester; l’amore di Lavarenne per l’icona di Margherita e la progressiva realizzazione che questa non è che un miraggio, nulla a che vedere con l’amore radicato e sincero per sua moglie; i tentativi eroici e commoventi di Isaura di riconquistare il marito alienato. Tuttavia, per meglio integrare questi elementi con il fil rouge rappresentato dal personaggio di Michele Gamautte, ho abbandonato del tutto l’aspetto militare dell’opera (la guerra, per me, non è mai in ogni caso una base solida sulla quale costruire comicità, almeno alla luce delle esperienze moderne), e ho quindi trasferito l’azione in un contesto in cui gli elementi seri e comici possono meglio interagire e complementarsi.
La "pompa magna" della prima scena, invece della guerra, annuncia l’inizio del London Fashion Week. Margherita è una designer di successo: un’icona dello stile a capo di una casa di moda ereditata da suo fratello, altro celebre designer da poco scomparso. Lei è coinvolta in una intensa e amara battaglia circa il futuro del suo giovane figlio, la cui paternità è rivendicata da un precedente marito: il magnate della stampa il Duca di Gloucester. Mentre la folla alla presentazione della sua nuova collezione è composta da tutti i suoi sostenitori e ammiratori, ciò che succede con la stampa e a porte chiuse indica una consapevolezza di queste battaglie di Margherita. Gettato nella mischia in queste scene iniziali c’è Carlo, un ex top designer risentito in quanto licenziato da Margherita. Lui è desideroso di vendetta, ma ancora preso da Margherita, e quindi, lacerato da queste emozioni contrastanti, ha accettato di fare la spia per Gloucester.
Gloucester ha tenuto in scacco Margherita facendo sì che tutti i tabloids si scagliassero contro di lei; lei e i suoi amici sono seguiti costantemente da gruppi di paparazzi determinati a esporre i dettagli della sua vita privata e a trasformarli in luride dichiarazioni volte a screditare lei e la sua reputazione di madre. Lei ha un’amicizia stretta con il giovane cantante pop Lavarenne. Tutto era iniziato da una collaborazione professionale, ma poi Margherita si è trovata a dipendere sempre più dalle sue adulazioni e dal suo amore incondizionato; mentre lui è accecato dalle sue doti da star, e ha investito tutte le sue energie nel contrattaccare Gloucester nella stampa e nei media.
A questo punto avviene l’importante entrata in scena di Michele Gamautte: un celebre commentatore nonchè produttore, direttore e star di un programma internet e TV a basso costo di "cuori solitari". Isaura, amore d’infanzia di Lavarenne e estranea alla vita e al glamour dell’alta società, ha chiesto a Michele di aiutarla a riconquistare suo marito, o quantomeno a mostrarle le illusioni del suo amore per lui. Infatti il suo prossimo episodio sarà un documentario su questo tipo di rapporto. Il suo piano è quello di includere Isaura nella presentazione della collezione da uomo (di cui Lavarenne è il personaggio fondamentale) come modello maschile, in maniera che lei possa ritornare a frequentarlo e a osservare l’interazione tra i due. Lui crede che Lavarenne sia stato sedotto dal fascino del mondo di Margherita, e di conseguenza che abbia sviluppato idee negative circa la vita semplice e seria di Isaura. Perchè lei possa osservare come lui sia davvero senza la distrazione dell’attrazione sessuale, deve vestirsi da uomo. Lavarenne, perplesso, si ritrova a essere comunque attratto da questo giovane modello. Gli chiede in tutta confidenza di consegnare una lettera a Margherita: Isaura si trova così nella posizione scomoda di messaggero tra suo marito e la sua rivale. La scena ha vari spunti di farsa rossiniana, ed è un esempio lampante dell’azione di Michele come forza comica all’interno dell’opera, anche in scene in cui non è presente sicamente.
L’inizio del finale dell’Atto Primo ci porta nel lugubre dopo-festa del fashion show di Carlo: una discoteca cupa e suggestiva ispirata alle Highlands. Isaura, Lavarenne, Michele e Margherita si sono rifugiati tutti lì per sfuggire ai paparazzi, e a un ennesimo tentativo di Gloucester e dei suoi agenti di sequestrare il figlio di Margherita. Carlo e i suoi scagnozzi sono decisi a usare la vulnerabilità di Margherita per punirla una volta calata la notte; tuttavia, i sentimenti di reverenza di Carlo verso Margherita sono troppo forti, e lui la perdona e si offre di proteggere lei e suo figlio dall’arrivo imminente degli agenti di Gloucester. La stretta finale segna l’unione fra due fazioni artistiche aspramente divise di fronte a un nemico comune: il conservatismo di destra.
Nell’Atto Secondo, Margherita e suo figlio si rifugiano in una spa in Scozia. Il Coro Campestre all’inizio dell’atto è una pastorale, tipica del genere, che idealizza la natura; è importante trovare un modo di mantenere l’essenza della scena anche con un’aggiornamento del contesto. In virtù di questo concetto la foresta, che nell’Atto Primo è un’installazione scenica tipica delle feste di moda contemporanee, diventa una vera e propria foresta nel secondo atto; la passerella diventa il bordo della spa. I clienti della spa sono al corrente della presenza dell’illustre ospite, e fanno del loro meglio per proteggerla dagli occhi indiscreti della stampa e del suo ex marito. A contrastare l’idillio naturale, Margherita si lamenta della sua solitudine e della sua assenza di potere e fascino. Gli occhi dei media sono ovunque, e suona un’allarme a segnalare la presenza di un paparazzo. Isaura porta a Margherita la lettera consegnatale da Lavarenne per lei: in essa lui confessa di essere sposato con Isaura ma ammette di non poterla amare, e da ciò derivano pensieri suicidi. Margherita intuisce la vera identità di Isaura e la perdona, chiedendole di andare in tutta fretta da Lavarenne per salvarlo dai suoi impulsi nefasti.
Lavarenne, da solo a Londra, assediato dai media ostili e impiccioni, è lacerato tra il suo amore per Margherita e quello per Isaura. È preso da una cruciale trasformazione morale quando realizza che l’unica possibilità per una felicità duratura è di mettere da parte la sua passione per Margherita, e di tornare al suo primo amore, Isaura.
Alla spa gli allarmi suonano mentre arriva un sospettoso Gloucester, e Michele (che si diverte a reinventarsi in qualità di cuoco, come storia secondaria per il suo programma televisivo) rivela incautamente che Margherita e suo figlio sono rifugiati lì; Gloucester li riconosce e dà indicazioni ai suoi scagnozzi affinchè prendano il bambino. L’arrivo di Lavarenne fa che Gloucester minacci di morte il bambino; solo Michele riesce a salvarlo, in modo tale che Gloucester si ritrovi incastrato in una situazione scandalosa e compromettente con l’aiuto del cameramen; la fotografa viene immediatamente inviata ai media e condivisa su tutti i social. Gloucester si ritira umiliato.
Michele riesce anche ad architettare l’unione di Isaura con Lavarenne, con un finale televisivo live da favola, un secondo matrimonio, e il rinnovo dei voti. È un’illusione o è la realtà? Per la coppia sposata sembra certamente un sogno che diventa realtà.
Chi però è rimasta sola alla fine è Margherita. È destinata a non essere altro che un numero per gli altri; un simbolo dell’alta società e del glamour, sola nel suo splendore. La frase centrale della sua aria ritorna più vera che mai: “La grandezza è inutil dono, se contento il cor non è”.

venerdì, 04 agosto 2017, 21:00


SCHEDE ARTISTI
Giulia De Blasis

Diplomatasi presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha proseguito lo studio del canto sotto la guida di rinomati artisti come Giuseppe SABBATINI, Luciana SERRA, June ANDERSON, Giacomo ARAGALL, Renata SCOTTO e, attualmente, Antonio LEMMO. E’ risultatata vincitrice di diversi concorsi internazionali come il IV Concorso Arteincanto, il II Concorso OMEGA di Firenze, XXIX Concorso Maria Caniglia, l’Internationalen Gesangswettbewerbs, come “schönste Sopran Stimme” e l’Internationalen Lions Gesangswettbewerb der Festspiele Immling come “Migliore interprete Mozartiana”. Ha vestito i panni di Zerlina nel “Don Giovanni” di W. A. Mozart per il Macedonian Opera and Ballet e nel “16th International Festival of dance and Music” di Bangkok, diretta dal Maestro Giuseppe SABBATINI. E’ stata selezionata come membro effettivo dell’Accademia Rossiniana di Pesaro, interpretando il ruolo di Madama Cortese ne “Il Viaggio a Reims” di G. Rossini, per il Rossini Opera Festival 2014. Gli ultimi anni l’hanno vista crescere nei ruoli di Violetta Valry nel Teatro Comunale di Treviso, Zerlina nel “Convitato di pietra” di Pacini nel teatro Verdi di Pisa e nel Teatro del Giglio di Lucca, Brigitta nella “Iolanthe” di Tchaikovsky alla “Philarmonie” di Berlino, Geraldine in “A hand of bridge” di Barber nel “42esimo Festival della Valle d’Itria” e Lauretta, per il “Gianni Schicchi” del Teatro Verdi di Pisa.

Anton Rositskiy

RECENT & UPCOMING
Osiride in Mosè in Egitto in Cologne, Duca di Lavarenne in Margherita d’Anjou with Mro Fabio Luisi at the Martina Franca Festival, return to Frankfurt for Sobinin in A Life for the Tsar with Mro Sebastian Weigle, Almaviva in Il Barbiere and Lindoro in L’Italiana in Algeri both in Santiago de Chile, Raoul in Les Huguenots and Libenskof in Il Viaggio a Reims in Kiel, Arnold Melchtal in Rossini’s Wilhelm Tell in Kiel and Rütli, Switzerland.
OTHER ENGAGEMENTS
At the start of the 2015/16 season he made his Frankfurt debut as Sobinin in Harry Kupfer’s production of A Life for the Tsar and returned to Santiago de Chile as Argirio in Tancredi.
He also performed Almaviva in Bratislava and Arbace in Idomeneo in the Flemish Opera in Belgium, debuted at Concertgebouw Amsterdam as Fisherman in Stravinsky’s The Nightingale and at the Osaka International Festival as Libenskof, performed Brighella in Ariadne of Naxos with the Warsaw Philharmonic and returned to Bratislava as Arturo in I Puritani and to Zazerkalye in St Petersburg as Alberto in La gazzetta, sang Nemorino and Arturo in I Puritani at Teatro Municipal de Santiago de Chile, Libenskof in Il Viaggio a Reims at the Rossini Opera Festival Pesaro, and made his role debut as Titus in La Clemenza di Tito at the Slovak National Opera in Bratislava.

Gaia Petrone

Si diploma al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e al Royal Conservatoire all’Aia. Vince i concorsi “Francesco Provenzale” e “Valerio Gentile”. Debutta ne La Canterina al Festival dell’Intermezzo e dell’Opera buffa. Seguono: La finta cameriera (Dorina) e Il mondo della luna (Lisetta). Interpreta inoltre Tancredi, Erminia di Scarlatti, Il novello Giasone di Stradella/Cavalli al Festival della Valle d’Itria. In concerto canta Gloria di Vivaldi a Vienna, Dixit Dominus di Händel, Magnificat di Vivaldi, Messa in si minore di Bach e le Musikalische Exequien di Schütz diretta da Peter Neumann, Messiah di Händel diretta da Nathalie Stutzmann; Stabat Mater di Szymanowski al Cairo. Nel 2012 entra nell’ensemble del Theater an der Wien dove interpreta Clarina (La cambiale di matrimonio), Medoro (Orlando), Sibari (Semiramide riconosciuta), Sesto (La clemenza di Tito). Debutta nel ruolo del titolo de La Cenerentola, seguono Rosina (Il barbiere di Siviglia) a Palm Beach; Pisana (I due Foscari) a Vienna con Plácido Domingo, diretta James Conlon; Ippolita (Elena) ad Aix-en-Provence; La Cenerentola a Göteborg; Béatrice ed Bénédict (Ursule) a Toulouse; L’incoronazione di Poppea (Damigella) e Otello (Emilia) a Vienna e Napoli; Juditha Triumphans (Abra) a Londra; Orfeo (Proserpina) a Cremona; Il Viaggio a Reims (r.Michieletto/d.Montanari) a Roma. Progetti futuri: Le Nozze di Figaro a Cagliari; La morte di Abel al Purtimiro Festival; L’Olimpiade (Megacle) a Napoli; Rodelinda a Santiago del Cile.

Bastian Thomas Kohl

Il giovane basso tedesco, Bastian Thomas Kohl, intraprende la carriera musicale all'età di quattro e si forma alla Hochschule für Musik und Theater Felix Mendelssohn Bartholdy di Lipsia e alla Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna. Nella stagione 2014-15 è membro dell'International Opera Studio dell'Opernhaus Zurich e canta in produzioni di Lohengrin, Robin Hood, Die Gänsemagd, Fidelio, Fälle, Elektra, Die Zauberflöte, La Bohème e Pikovaya Dama. Debutta al Wiener Musikverein in Saul di Händel con la direzione di N. Harnoncourt e il Concentus Musicus Wien live su ORF e SRF. Tra gli impegni più recenti annovera il debutto al Grand Théâtre de Genève in Pulcinella di Stravinsky e il debutto in Italia con il ruolo di Sarastro in Die Zauberflöte al Teatro delle Fortuna di Fano e ad Ascoli Piceno. Prossimamente debutterà come Aron nell'opera Moses di Rubinstein diretta da M. Jurowski per una registrazione mondiale con Warner Brothers Studios e tour in Germania, Israele, Polonia e USA e come Osmin in Die Entführung aus dem Serail come vincitore del concorso internazionale Clermont-Ferrand cantando, tra gli altri, nei teatri di Avignon, Bordeuaux e Massy. Al Theater St. Gallen canterà come Julian Pinelli in Die Gezeichneten di Schreker. Al Festival della Valle D'Itria canta come Riccardo Glocester in Margherita D'Anjou.

Laurence Meikle

Allievo della Accademia Rodolfo Celletti 2016, Laurence Meikle, basso Australiano, inizia la sua carriera a 21 anni come baritono alla Sydney Opera House, con Opera Australia.
Prosegue il percorso artistico nei principali teatri australiani prima di approfondire i suoi studi alla Royal Academy of Music di Londra.
Nel Regno Unito, Laurence collabora con l’Opera Holland Park, la Grange Park Opera, il London Handel Festival, e poi con il Deutsches Nationaltheater und Staatskapelle Weimar, debuttando in 27 ruoli. E` stato diretto, tra gli altri, da Sir Charles Mackerras, Fabio Luisi, Richard Bonynge, Jane Glover e Richard Hickox. Fra i tanti ruoli principali
Don Giovanni, il Conte Almaviva, Guglielmo, Marcello, Belcore, Malatesta, e Escamillo. Nel 2016, intraprende un nuovo percorso di studi con Antonio Lemmo, e infatti, scopre una vocalita` di basso che lo vede da subito impegnato in importanti debutti presso i piu` prestigiosi teatri e festival europei. Nei prossimi mesi, Laurence fara` ritorno al Teatro San Carlo di Napoli nei panni di Osmin ne Die Entfu¨hrung aus dem Serail di Mozart, e nel 2018 per lo stesso teatro sara` La Cusinie`re in L’amour di des trois oranges di Prokofiev, e Mose` in Mose` in Egitto di Rossini.

Marco Filippo Romano

Baritono siciliano, si distingue particolarmente nel repertorio buffo interpretando Don Pasquale allo Staatstheater am Ga¨rtnerplatz di Monaco, Don Bartolo ne Il Barbiere di Siviglia nei Teatri Regio di Torino, Carlo Felice di Genova, Comunale di Firenze, Oslo e Daegu; Leporello in Don Giovanni al Teatro Campoamor di Oviedo; Don Magnifico ne La Cenerentola al Regio di Torino, Sociale di Como, Comunale di Bologna, del Giglio di Lucca, Alighieri di Ravenna, Staatstheater am Ga¨rtnerplatz di Monaco e Opera di Limoges; Don Profondo ne Il Viaggio a Reims e Raimondo Lopez in Matilde di Shabran al R.O.F. di Pesaro; Taddeo ne L'Italiana in Algeri al Regio di Torino, Comunale di Firenze, Campoamor di Oviedo e al Comunale di Bologna; Don Alfonso in Cosi` Fan Tutte a Monaco e Klagenfurt; Albrigo`r ne La Donna Serpente al Regio di Torino; La Generala ne Il Mondo alla Rovescia al Filarmonico di Verona; Barone di Trombonok ne Il Viaggio a Reims al Teatro Real di Madrid; Mamma Agata ne Le convenienze ed inconvenienze teatrali al Verdi di Pisa; title role in Ser Marcantonio, Max ne Le Chalet, Leuthold in Guillaume Tell al Festival Rossini di Wildbad; Don Geronio ne Il Turco in Italia nei Teatri Regio di Torino, Bellini di Catania, Municipale di Piacenza, Alighieri di Ravenna e Pavarotti di Modena; Dulcamara ne L'Elisir d'Amore al Comunale di Bologna e al Teatro La Fenice di Venezia ove ritorna con Ormondo ne L'Inganno Felice, Belcore ne L'Elisir d'Amore e Schaunard ne La Bohe`me.

Elena Tereshchenko

Nasce a Mosca nel 1989 e fin da piccola scopre la sua passione per la Musica. All'età di 6 anni inizia lo studio del pianoforte. A 18 anni viene selezionata per entrare
nella prestigiosa Scuola di Musica E.Gnessina di Mosca.
Nell’agosto di 2007, in seguito ad un viaggio, si innamora dell'Italia e decide di trasferirvisi per studiare a Firenze presso il Conservatorio di Musica L.Cherubini dove nel 2013 si
diploma nella classe della Prof.ssa M.Taddei. Nel febbraio di 2016 si laurea con i massimo dei voti e la lode nella classe di M° G.Fabbrini.
E’ stata selezionata come solista per numerosi progetti del Conservatorio; tra tutti ricordiamo Le Nozze di Figaro di W.A.Mozart (Susanna) sotto la direzione di M° A.Pinzauti; Don Giovanni di W.A.Mozart (Zerlina) e Dido and Aeneas di H. Purcell (Dido) con la regia di F.Torrigiani, andate in scena a Firenze ed a Budapest all’Accademia F.Liszt per il Opera Exam Festival. Ha partecipato alla messa in scena di Bastiana e Bastiano di W.A. Mozart. Nel febbraio di 2015 ha debuttato nel ruolo di Biancaneve nella prima assoluta dell’opera Biancaneve di A. Massari a San Giovanni in Marignano.

Lorenzo Izzo

Nato a Pescara nel 1991, intraprende giovanissimo lo studio del canto con il maestro Nunzio Fazzini. A diciassette anni si iscrive al Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara dove si diploma con il massimo dei voti. Partecipa a numerose masterclass, tra cui quelle con Carmela Remigio, Donata D’Annunzio Lombardi, Luca Canonici, Carol Lo Verde e Christophe Carrè. Debutta come solista nel dicembre 2014 al Teatro Marrucino di Chieti, con il ruolo di Gherardo in Gianni Schicchi di Giacomo Puccini. In seguito ha modo di esibirsi in diverse realtà abruzzesi, sia in concerto che in opere come Il signor Bruschino di Rossini e Lucrezia Borgia di Donizetti. Nel 2016 è nella stagione lirica dell'Arena di Verona sia per La traviata (Gastone), con la regia di Hugo de Ana e la direzione di Jader Bignamini, che per Turandot, nello storico allestimento di Franco Zeffirelli, sotto la direzione di Andrea Battistoni. Nel settembre 2016 si esibisce al Palau de la Musica di Barcellona, ancora come Gastone in Traviata. Nel Marzo 2017 debutta il ruolo di Normanno nella Lucia di Lammermoor in scena al Teatro San Carlo di Napoli, con la regia di Gianni Amelio e la direzione di Stefano Ranzani. Debutta al 43mo Festival della valle d'Itria, con il maestro Fabio Luisi in Margherita d’Anjou di Giacomo Meyerbeer, con la regia di Alessandro Talevi. Nel 2018 sarà Isepo ne La Gioconda di Ponchielli nei teatri di Piacenza, Modena e Reggio Emilia (direttore Daniele Callegari, regia di Federico Bertolani) e ancora al San Carlo di Napoli ne La traviata. Attualmente si sta perfezionando con il maestro Antonio Lemmo.

Dielli Hoxha

Dielli Hoxha, basso-baritono, nasce in Kosovo nel 1989. Approda nel mondo della musica già a 5 anni ma deve la sua formazione all’Italia. Si diploma in Trombone al Conservatorio di Firenze, dove prosegue i suoi studi, diplomandosi e specializzandosi in Canto con il massimo dei voti e lode. Nel dicembre 2016 viene selezionato per partecipare all’Accademia del Belcanto Rodolfo Celletti.
Nel 2014 e nel 2015 viene selezionato dalla Lunenburg Academy of Music Performance (Canada) nell’ambito del Rossini Opera Academy, dove lavora con artisti di chiara fama come il M°Alberto Zedda, e interpreta i ruoli Rossiniani di Batone, Orbazzano e Germano. Particolarmente apprezzata la sua esecuzione da solista della Petite Messe Solennelle di Rossini.
Solista nel Requiem di Faurè, nello Stabat Mater di Pergolesi e nella Messa dell’incoronazione di Mozart, ha interpretato, tra gli altri, i ruoli Rossiniani di Germano, Batone, Orbazzano e Tobia Mill, e Mozartiani di Don Giovanni, Leporello e Don Bartolo. È stato Biscroma Strappaviscere ne Le convenienze ed inconvenienze teatrali di Donizetti, Frank ne Il pipistrello di Strauss, Betto nel Gianni Schicchi di Puccini, il Conte di Ceprano nel Rigoletto di Verdi.
Tutt’ora in formazione, Dielli si è perfezionato con artisti di fama internazionale come Claudio Desderi, Alessandro Corbelli, Alberto Zedda, Stanislaw Daniel Kotlinski, Rockwell Blake, Eva Marton, Caroline Merz.

Massimiliano Guerrieri

Baritono, classe 1989. Si diploma con il massimo dei voti presso il Conservatorio U. Giordano di Foggia. È allievo del soprano Sandra Pacetti. Debutta il ruolo di Belcore nell’opera “L’Elisir d’Amore” di Donizetti e il ruolo del “Barone di Trombonok” ne “Il Viaggio a Reims” di Rossini sotto la direzione di Pablo Varela. Debutta il ruolo di Guglielmo nel “Così fan tutte” di Mozart presso il Teatro Comunale U. Giordano, “Slook” nell’opera “La Cambiale di Matrimonio” di Rossini diretta da Maurizio Colasanti. Si è esibito per la Stagione Lirica del Teatro Comunale di Sassari nell’ Andrea Chénier interpretando il ruolo di Fléville con la regia di Marco Spada e la direzione di Maurizio Mottadelli. Ha eseguito come solista la Petite Messe Solennelle di Rossini. Ha avuto modo di esibirsi per il Festival delle Murge, il Baveno Festival, Festival Suona Francese, Festival Musicale Savinese, Festival della Via Francigena del Sud, Festival dell’Intermezzo e dell’Opera Buffa. Scrivono di lui: “Il baritono Massimiliano Guerrieri veste i panni di Roucher e seppur con poche battute di canto, tratteggia il personaggio compiutamente offrendo anche un timbro caldo e scuro con fermezza e partecipazione” (R. Bellardone

Fabio Luisi

Nato a Genova nel 1959, Fabio Luisi ha iniziato a studiare pianoforte all’età di quattro anni, diplomandosi al Conservatorio Niccolò Paganini nel 1978. In seguito ha compiuto studi di direzione orchestrale con Milan Horvat presso il Conservatorio di Graz. Fabio Luisi è Direttore Musicale all’Opera di Zurigo e Direttore Principale al Metropolitan Opera di New York, ed è stato nominato Direttore Principale dell’Orchestra Nazionale Sinfonica Danese a partire dalla stagione 2017-2018. Recentemente ha terminato il suo mandato di Direttore Principale dei Wiener Symphoniker, dove è stato onorato con la Golden Bruckner Medal e il Golden Bruckner Ring, ed è stato nominato Direttore Musicale del Festival della Valle D’Itria a partire dalla 41° edizione da luglio 2015. In passato ha ricoperto diversi ruoli quale Direttore Musicale della Staatskapelle di Dresda e della Sächsischen Staatsoper (2007-2010), Direttore Artistico del Lipsia Mitteldeutscher Rundfunk (1999-2007), General Music Director dell’Orchestre de la Suisse Romande (1997-2002), Principal Conductor della Tonkünstler Orchester di Vienna (1995-2000) e Direttore Artistico della Graz Symphony (1990-1996). Raffinato interprete sia di opere che di concerti, ha una fitta rete di collaborazioni con orchestre internazionali e compagnie d’opera come Bayerischer Rundfunk, Wiener Philharmoniker, Chicago Symphony, Boston Symphony, Philadelphia Orchestra, San Francisco Symphony, Royal Concertgebouw, Orchestre de Paris, Philharmonia di Londra, NHK Symphony di Tokyo, Filarmonica di Monaco, Orchestra Santa Cecilia di Roma e Mahler Chamber Orchestra. È ospite abituale della Staatsoper di Vienna, della Bayerische Staatsoper, della Deutsche Oper e della Staatsoper di Berlino. Ha impressionato il New York Times con la sua “emozionante, perspicace e affermata” direzione di tre cicli del visionario Ring di Robert Lepage, per la quale ha anche ricevuto la nomination di Best Opera Recording of 2012 dalla Deutsche Grammophon e il Grammy Award per la direzione delle ultime due opere della Tetralogia nel 2013. La sua vasta discografia comprende, oltre ai titoli di repertorio, anche opere di rara esecuzione come Jérusalem, Alzira e Aroldo di Verdi e La locandiera di Salieri, una registrazione per Deutsche Grammophon de I Capuleti e i Montecchi di Bellini e il repertorio sinfonico di Honegger, Respighi e Liszt. Ha inciso tutte le sinfonie e l’oratorio Das Buch mit sieben Siegeln del trascurato compositore austriaco Franz Schmidt e diverse opere di Richard Strauss per Sony Classical; è stato inoltre premiato per la Nona Sinfonia di Bruckner eseguita con la Staatskapelle di Dresda.

Alessandro Talevi

Nato a Johannesburg, Alessandro Talevi ha studiato musica e storia dell'arte all'Università di Witwatersrand e accompagnamento pianistico alla Royal Academy of Music di Londra.
Nel 2007 è stato il vincitore del prestigioso 'European Opera-directing Price' per il suo concetto di Rusalka.
Supportato da William e Judith Bollinger, Talevi è stato Direttore Artistico della londinese Independent Opera at Sadler's Wells, per la quale ha curato le regie di The Sofa/The Departure, Orlando, La scala di seta e Pelléas et Mélisande.
E’ stato nominato Associate della Royal Academy of Music.
Fra i suoi lavori operistici Crispino e la comare (Festival Valle d'Itria, Martina Franca), Der Barbier von Bagdad (Landestheater, Coburg), The Turn of the Screw (Israeli Opera, Tel Aviv, Opera North, Leeds e Central City Opera, Colorado), Don Giovanni (Opera North), Amadigi di Gaula (Central City Opera), Katya Kabanova (Landestheater, Coburg), La Traviata (Cape Town Opera), Il Barbiere di Baghdad (Buxton Festival), La Cenerentola (Malmö Opera), il Trionfo del Tempo e del Disinganno e Partenope (Opéra les Azuriales, Francia), L'assedio di Calais, The Marriage/La cambiale di matrimonio, L'occasione fa il ladro/La Colombe (tutti per la Guildhall School of Music and Drama, Londra), La Fedeltà Premiata (Royal Academy of Music, Londra) e Djamileh/Le Docteur Miracle (Royal College of Music, Londra).
Fra le sue produzioni recenti e future Anna Bolena e Roberto Devereux per la Trilogia Tudor alla Welsh National Opera di Cardiff, Rigoletto ad Ancona, L'amour des trois oranges al Maggio Musicale Fiorentino, Le Nozze di Figaro alla Central City Opera Colorado, La traviata all' Opera North di Leeds, Tosca all'Opera di Roma, Cavalleria e Pagliacci all'Arena Sferisterio di Macerata, le riprese di Roberto Devereux al Teatro Real di Madrid e di Anna Bolena al Donizetti Festival di Bergamo, Tosca a Roma, l'inaugurazione de La Fenice con Idomeneo, Cenerentola al Regio di Torino, Albert Herring al Maggio Musicale Fiorentino, Histoire du soldat all’Opera di Firenze, Margherita d’Anjou a Martina Franca, Don Giovanni all’Opera di Leeds, Die Zauberflöte a Denver, La Traviata a Tel Aviv.

Alessandro Talevi ha anche prodotto diversi allestimenti sperimentali di alto profilo in spazi non convenzionali nei dintorni di Londra, tra cui Art Plus Opera (Whitechapel Art Gallery), Open Outcry (Mansion House) e Amadigi di Gaula (Wigmore Hall).

Giuseppe Calabrò

Dal 1977 in teatro. Ufficialmente per disegnare le luci degli spettacoli, in realtà come ladro professionista. Ho iniziato come studente di Michele Perriera. Giuro è sua la colpa! Lui mi ha svelato la bellezza nascosta nel rigore dell’atto creativo ed io non ho resistito alla tentazione. Da quel giorno vago per teatri, cercando l’occasione buona per rubare quanto trovo di più prezioso. Dalla Biennale di Venezia a l’Operà Garnier di Parigi, dal Maggio Musicale Fiorentino al Seoul Arts Center. Con il pretesto di doverli illuminare mi sono introdotto nell’atelier di Arnaldo Pomodoro, ho sognato tra le magie di Renata Levante; camminato dentro la foresta di Renato Guttuso; canticchiato le note di Francesco Pennisi; giocato con gli unicorni di Giancarlo Menotti; cucinato con Luis De Pablo; ballato con Virgilio Sieni, Franco Seneca, Daniela Bonsch; vagato nelle favole di Eugenio Monti Colla; combattuto furiosamente per i Magazzini Criminali; perduto dentro lo sguardo di Irene Papas e nel sorriso di Alda Merino. A tutti loro e in compagnia di tanti altri colleghi, ho rubato sogni ed emozioni per poterne creare di miei, accompagnandoli in scena col semplice gesto di chi accende una lampadina.

 

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