FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA

43ª edizione

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43ª edizione
FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA
Quattro secoli di teatro musicale italiano si snodano lungo il cartellone della 43ª edizione del Festival della Valle d’Itria: da Monteverdi a Puccini, passando per Vivaldi, Piccinni, Meyerbeer e Verdi. Dal 14 luglio al 4 agosto 2017 è di scena a Martina Franca l’atteso appuntamento con il belcanto, con un ricchissimo cartellone che il direttore artistico Alberto Triola e il direttore musicale Fabio Luisi hanno voluto dedicare alla memoria dello storico direttore artistico Rodolfo Celletti, nel centenario della nascita...
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Alberto Triola

FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA ORLANDO FURIOSO

Luogo : Palazzo Ducale - Martina Franca
Autore : Antonio Vivaldi

Dramma per musica in tre atti
Libretto di Grazio Braccioli
Edizione Ricordi in collaborazione con l’Istituto Italiano A. Vivaldi, Fondazione G. Cini, Venezia

Orlando SONIA PRINA
Angelica MICHELA ANTENUCCI
Alcina LUCIA CIRILLO
Bradamante LORIANA CASTELLANO
Medoro KONSTANTIN DERRI
Ruggiero LUIGI SCHIFANO
Astolfo RICCARDO NOVARO

Fattoria Vittadini
Mattia Agatiello, Vittorio Ancona, Erica Meucci, Alec McCabe, Sebastiano Geronimo, Giacomo Goina, Francesca Siracusa, Loredana Tarnovschi, Cecilia Tragni

Coreografie di Riccardo Olivier

Maestro concertatore al cembalo e direttore d’orchestra DIEGO FASOLIS
Regia FABIO CERESA

Scene MASSIMO CHECCHETTO
Costumi GIUSEPPE PALELLA
Lighting designer GIUSEPPE CALABRÒ

Nel coro
Elena Tereshchenko, Alessandra Della Croce, Cristina Fanelli, soprani
Antonia Fino, Sofia Tumanyan, Rossella Giacchero, mezzosoprani
Domenico Pellicola, Nico Franchini, tenori
Laurence Meikle, Dielli Hoxha, Massimiliano Guerrieri, bassi

Maestro preparatore Fedinando Sulla

I Barocchisti

Maestro al cembalo e assistente del direttore d'orchestra Andrea Marchiol
Maestro di sala e al cembalo Ettore Papadia
Maestri di palcoscenico Carmine Chiarelli, Giulia Palmisani
Maestro alle luci Valeria Zaurino
Assistente alla regia Mattia Agatiello
Assistente alle scene Laura Venturini

Scenografia e costumi Laboratorio scenotecnico Fondazione Teatro La Fenice di Venezia
Attrezzeria Laboratori Festival della Valle d’Itria

Nuovo allestimento del Festival della Valle d’Itria in coproduzione con la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia




NOTE DI REGIA
...Ve’ come van per queste piagge e quelle con scintille scherzando ardenti e chiare, volte in pesci le stelle, i pesci in stelle... (G.B. Marino, Tranquillità notturna, 1614)

Non esiste un’opera settecentesca che riassuma in sé tutta la poetica della meraviglia barocca meglio dell’Orlando furioso. Isole fatate, animali volanti, donne guerriere, cavalieri invincibili; e ancora maghe crudeli, ltri d’amore, urne magiche, grotte segrete: non manca nulla nel caleidoscopico libretto di Grazio Braccioli. Condensare in tre atti soltanto l’inesauribile miniera di trame del poema di Ludovico Ariosto non dev’essere stata un’impresa facile. L’episodio della maga Alcina, che nel Furioso occupa appena due canti (il sesto e il settimo) viene dilatato dal librettista in un’arcata che abbraccia tre ore di musica, e che comprende personaggi e sottotrame di altri canti: la fuga di Angelica e il suo amore per Medoro, la parabola di Astolfo, le relazioni complicate di Ruggiero e Bradamante, la follia e il rinsavimento di Orlando.
La reggia dei piaceri di Alcina, d’altro canto, era un luogo troppo affascinante per non farne lo sfondo ideale alle peripezie dei nostri personaggi. Da Circe e Calipso no ad Ersilla e Armida, il topos della maga che incanta i cavalieri erranti e li lega a sé con un guinzaglio d’amore ha ispirato poeti, artisti e musicisti per più di due millenni. Né la maga dimentica di ricordarci di quale pasta sia fatta: “se avessi un solo amante / fra le donne sarei donna volgare” commenta soddisfatta prima dell’arrivo di Ruggiero. La sua sensualità prepotente, esuberante, l’insaziabile fame di passione ne fa l’archetipo della grande madre. Il suo trono e quello su cui siede Venere nell’Olimpo sono fabbricati con lo stesso metallo. Così i malcapitati che le capitano a tiro vengono sedotti da una brama di sicità che non trova fine: al loro collo, siano uomini o donne, viene apposto un collare che ne segna il possesso esclusivo, l’appartenenza al mondo magico di Alcina. Nella sua corte dorata e decadente vivono giovani schiavi d’amore sempre pronti a soddisfare ogni sua voglia, quasi fossero estensioni fisiche della sua incontenibile fame. La passionalità della maga è tanto più interessante se confrontata al personaggio di Orlando. Oscuro cavaliere citato attorno al 1100 nella Chanson de Roland, il paladino di Carlo Magno si è fatto largo nella tradizione italiana che, oltre ad averne stabilito i natali ad Imola, l’ha trasformato nel personaggio di gran lunga più apprezzato della letteratura del tempo. Specificandone, oltretutto, il carattere. Da figura austeramente esemplare, Orlando viene reso via via un vero fanatico della castità: nello Pseudo-Turpino si sottolinea come non abbia mai avvicinato una donna, nemmeno sua moglie. Puro come un cavaliere templare o un samurai, Orlando è del tutto insensibile al richiamo della passione. Campione di raziocinio e riflessività, è un guerriero galante che salva le fanciulle dai draghi senza chiedere in cambio nemmeno un bacio. Da un lato, quindi, la sfrenata pansessualità di Alcina: al lato opposto, l’impenetrabile castità di Orlando, al cui collo la maga non riuscirà a chiudere il collare per legarlo a sé. È questa la direzione in cui abbiamo voluto spingerci nel tratteggiare Orlando: un personaggio dalla fisicità scomoda e imbarazzata, che non ama contatti fisici né tantomeno scambi di effusioni, neppure dalla propria cugina Bradamante o addirittura dalla bellissima Angelica, di cui pure è innamorato.
Alcina e Orlando si trovano ai lati opposti di uno stesso tratto narrativo. Da un lato la sfrenatezza animale della maga; dall’altro la vergine umanità del paladino. Entrambi nel corso dell’opera vivono un’evoluzione uguale e contraria. Alcina, innamorata di Ruggiero, scoprirà in sé un’anima che cerca l’amore esclusivo e che vive nella ricerca della tenerezza (pensiamo all’aria Così potessi anch’io). Orlando, di contro, nella sua follia perde ogni freno inibitore, scoprendo in sé una furia che inghiotte ogni cosa. La novità del Boiardo, con il suo Orlando innamorato, fu appunto questa: presentare l’insindacabile superuomo vittima finalmente delle tentazioni amorose. Ariosto si spinge oltre: la continenza sessuale, elevata a completa padronanza di sé, verrà dispersa nella follia amorosa. Quando la lucidità di Orlando trasmigra alle stelle, al suo posto troviamo un uomo tornato allo stato di natura, una belva feroce che sradica le querce. Né termina qui il parallelismo tra Alcina e Orlando. La trasformazione di entrambi nasce dal tentativo, frustrato, di dividere una coppia. Le vittime dei trabocchetti di Alcina sono Ruggiero e Bradamante. Destinati ad unirsi in matrimonio e diventare capositipiti della casa d’Este, in Ariosto si perdono e si rincorrono lungo tutto il poema. Non diversamente nella nostra opera: tra incontri, scontri, litigi e riappaci cazioni, il loro frenetico amore sembra accendersi al fuoco di un continuo confronto. A Bradamante, la donna guerriera, il libretto riserva un’accezione tutta positiva. La sua presenza in scena è sempre fonte di energia vitale e carismatica passione. Il bel Ruggiero, di contro, si abbandona a contemplazioni estatiche dell’universo. La sua personalità vola nell’alto del cielo sulle ali di un ippogrifo: la bellezza delle sue arie (pensiamo a Sol per te mio dolce amore) non appartiene a questo mondo. L’altra coppia del nostro intreccio, quella che metterà a dura prova il senno di Orlando, è composta invece da Angelica e Medoro. In mezzo a tanti nobili cavalieri e paladini del Re, Medoro non è che un misero soldato semplice della fanteria saracena, peraltro poco più che adolescente. Forse proprio per questo Angelica, la bellissima principessa orientale che fa perdere la testa a tanti conti e duchi, finisce per innamorarsi proprio di uno spiantato. Lei che ai suoi piedi ha gli imperatori si incapriccia di un fragile ragazzino imberbe. Oggi lo definiremmo "animo da crocerossina": ma tant’è, il rapporto tra i due ricorda più quello tra una madre iperprotettiva ed un bambino bisognoso di costanti attenzioni. In questa giostra di personaggi ne rimane all’appello soltanto uno. Una scheggia impazzita che passa da una fazione all’altra, ma dialogando con tutte. Astolfo, che è inizialmente innamorato di Alcina per poi liberarsi dalla catena che lo lega a lei, recupera sulla luna il senno di Orlando e sconfigge per sempre il potere della maga. È lui il vero motore del testo. Vive circondato dal meraviglioso e si avvale di oggetti magici e cavalli alati: ma senza perdere un ette del suo carattere così genuinamente umano. In questo gioco teatrale di scambi, equivoci, agnizioni, ritrovamenti e metamorfosi, i costumi non possono non giocare un ruolo fondamentale nella narrazione della storia. La fantasmagoria di luce immaginata da Giuseppe Palella, l’incessante spogliarsi e rivestirsi di vestiti e armature, è un elemento fondamentale della concezione drammaturgica del testo, e quello che richiama più da vicino il turbinio di colori che ritroviamo in Ariosto.
Non è da meno la scenografia. Massimo Checchetto ha disegnato uno spazio dove si incontrano le altezze del cielo più vertiginose ed i più profondi abissi dell’oceano. Come nella metafora barocca di Giambattista Marino, ci troviamo in un mondo dove il cielo e il mare si baciano e si confondono: specchiandosi l’uno nell’altro, le stelle diventano pesci e i pesci stelle. La luna che ci guarda da lassù, proprio là dove Orlando perde il senno, non è che il riflesso della conchiglia marina dove Alcina ha stabilito la sua reggia. Su questo ponte gettato tra mare e cielo si incontrano le fantasie rinascimentali e i ghirigori barocchi. Dall’ippogrifo, il cavallo alato dalla testa aquilina che sarà l’ottavo personaggio del nostro racconto. Da Merlino, il potente mago del ciclo bretone, qui prestato al carolingio per farne l’incarnazione di un universo maschile che si contrappone alla femminilità di Alcina. Su su fino ad arrivare all’invincibile guerriero Aronte, e persino ad un archibugio, buffo anacronismo nel medioevo di Carlo Magno, descritto con dovizia di particolari da Ariosto nel nono canto.
Tutto è permesso nell’Orlando furioso perché, come ci ricorda Calvino, “è un mondo tutto fatto di metafore”. Sta a noi spettatori trovare la nostra: insieme ai personaggi dell’opera, possiamo anche noi gettare una rete in mare, nella speranza di pescare una stella.

lunedì, 31 luglio 2017, 21:00


SCHEDE ARTISTI
Sonia Prina

È considerata un punto di riferimento assoluto della sua vocalità nella scena lirica internazionale. All’età di tredici anni intraprende gli studi musicali presso il Conservatorio di Milano dove si diploma in tromba e canto. Nel 1996 è ammessa all’Accademia per giovani cantanti lirici del Teatro alla Scala di Milano e dal 1997 la sua rara voce di contralto la impone sulla scena lirica internazionale. Riceve il Premio Abbiati nel 2006 e il Tiberini d’Oro nel 2014 come migliore cantante dell’anno. È invitata regolarmente nei più prestigiosi teatri e festival: La Scala di Milano, Théâtre des Champs Elysées e Opéra di Parigi, Teatro Real di Madrid, Liceu di Barcellona, Opera di Sydney, Barbican di London, Lyric Opera di Chicago e Opera di San Francisco, Staatsoper di Monaco, Festival di Salisburgo, Festival d’Aix-en-Provence, Opera di Zurigo, collaborando con direttori quali Alessandrini, Antonini, Bicket, Biondi, Bolton, Curtis, Christie, Dantone, Fasolis, Haïm, Hogwood, Jacobs, McCreesh, Minkowski, Spinosi, Summers e con registi quali Carsen (Rinaldo e Alcina), McVicar (Orlando e Giulio Cesare), Pizzi (Orfeo), Copley (Ariodante), Alden (Alcina). Grande specialista haendeliana, ha interpretato Giulio Cesare e Orlando a Parigi e a Sydney, Amadigi a Napoli, Rinaldo a Zurigo, alla Scala e a Glyndebourne, Silla a Roma, Tamerlano a Monaco, Bradamante in Alcina a Parigi, Polinesso in Ariodante a Barcellona e San Francisco, Bertarido in Rodelinda a Londra e Vienna, Goffredo in Rinaldo alla Lyric Opera di Chicago, Amastre in Serse a San Francisco. Nel 2017 è “Artist in residence” alla prestigiosa Wigmore Hall di Londra, con vari recital programmati. Ha al suo attivo numerosissime incisioni, e a breve usciranno tre nuovi album: Silla e Catone di Händel e un recital di arie di Gluck in prima registrazione in tempi moderni.

Michela Antenucci

Michela Antenucci ha studiato canto con il M°Antonio Lemmo. Ha conseguito il Diploma Accademico di II livello in Canto con 110 e lode. Vincitrice di numerosi concorsi lirici internazionali, nell’ambito operistico è stata anche regista e direttore di palcoscenico. Al R.O.F. 2008 di Pesaro, è stata Madama Cortese ne Il Viaggio a Reims, poi anche a Treviso e Jesi. Allieva dell'Accademia del Belcanto "Rodolfo Celletti" nel 2012, viene subito impegnata in quattro produzioni del Festival della Valle d’Itria di Martina Franca dove, nel 2013, torna come Cintia ne L’Ambizione delusa di L.Leo. Da allora amplia il suo repertorio con quello barocco e madrigalistico collaborando, anche per palcoscenici internazionali, con l’Ass.La Risonanza ed il M°Bonizzoni e con l’Ass.Costanzo Porta ed il M°Greco. Sin dalla prima del 2012, è una presenza constante nel cast de La Traviata con la regia di Ozpetek, diretta dai Maestri Mariotti, Santi, Palumbo. Nel 2015, sempre al San Carlo e poi a Budapest, è Laura nella Luisa Miller, diretta dal M°Rustioni. Nel 2016 e 2017 si esibisce a Tokyo con la Tokyo New City Orchestra per i concerti di Capodanno. A Marzo 2016 è Nannetta nel Falstaff al San Carlo. Ha debuttato fra i tanti ruoli principali, ne L’Elisir d’Amore, La Medium, Le Nozze di Figaro, La Serva Padrona, La Bohème, Il Barbiere di Siviglia, Rigoletto e nelle opere sacre dei maggiori compositori.

Lucia Cirillo

Ha iniziato una brillante carriera operistica vincendo il Concorso per Giovani Cantanti Lirici d'Europa "As.Li.Co” e il prestigioso Concorso Internazionale “ Toti Dal Monte”. Parallelamente alla carriera musicale in qualità di chitarrista classica, Lucia Cirillo si dedica allo studio del canto come mezzosoprano sotto la guida di Adelisa Tabiadon, perfezionandosi in seguito con Bruno De Simone, John Janssen e Regina Resnik per quanto concerne il repertorio lirico, e con Dunja Vejzovic e Conrad Richter per il repertorio Liederistico. Debutta quindi ne Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota, seguito dal ruolo titolo in La belle Hélène di Jacques Offenbach e dal ruolo di Idamante in Idomeneo di Mozart nei Circuiti Lirici Lombardo e Toscano. Da quel momento il canto la porta ad esibirsi nelle più importanti sale e festival europei, quali il Concertgebouw di Amsterdam, la Deutsche Oper di Berlino, il Festival Chopin di Varsavia, il Festival di Glyndebourne, il Festival Mozart a La Coruña, il Festival di Salisburgo, La Fenice di Venezia, La Scala di Milano, l' Opera di Parigi , il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro Real di Madrid, la Vlaasme Oper di Anversa.

Loriana Castellano

Mezzosoprano pugliese, Loriana Castellano inizia la sua carriera debuttando nell’agosto del 2005 nel Catone in Utica (Fulvio) di E.R. Duni. Da allora si è esibita in alcuni dei più importanti teatri, tra i quali Teatro Sao Pedro di Sao Paulo, Opèra de Montecarlo, Theater an der Wien, Maggio Musicale Fiorentino, La Fenice, Teatro Comunale di Bologna, Opèra de Nancy, Teatro Massimo di Palermo, Berliner Philharmoniker, Festival de Beaune, Wildbad Festival, collaborando con direttori quali Marco Armiliato, Federico Maria Sardelli, Thierry Fischer, Paolo Arrivabeni, Speranza Scappucci, Francesco Lanzillotta.
Recentemente, si segnalano Il Matrimonio segreto ad Innsbruck, Il medico dei pazzi a Nancy e Venezia, La Cenerentola (ruolo del titolo a Sao Paulo), La Traviata e Don Giovanni all’Opèra di Montecarlo, Farnace di Vivaldi al Maggio Musicale Fiorentino (Dynamic DVD), Il Catone in Utica di Vivaldi a Vienna e al Festival Opera Rara di Cracovia, La Betullia liberata di Mozart a Wroclaw, La Cambiale di Matrimonio ad Ingolstadt, Il barbiere di Siviglia a Seoul, L’Italiana in Algeri (ruolo principale) a Lucca, Il Turco in Italia a Piacenza, Ferrara, Ravenna, Dido and Aeneas e La Cenerentola (Tisbe) al Regio di Torino, La gazza ladra al Petruzzelli di Bari, la Passione secondo Matteo di J.S.Bach alla Filarmonica di Monaco.
Vincitrice di numerosi concorsi internazionali, tra i quali il Concorso della Comunitè Europea di Spoleto nel 2010, il Toti dal Monte nel 2012, nel 2013 è finalista italiana al BBC Cardiff Singer in the World.
La sua discografia comprende Begrabnis Kantate di J.M. Kraus per DHM, Medonte di Myslivecek per DHM, Ser Marcantonio per Naxos, Farnace di Vivaldi per Dynamic, Se con stille frequenti con Sara Mingardo per Arcana.

Kostantin Derri

Vincitore del secondo premio al concorso internazionale di canto per l'opera barocca, che si tiene ogni anno a Innsbruck, Konstantin Derri è nato a Kryvyi Rig in Ucraina e ha cominciato gli studi di piano nel 2007 al "Kryvyi Rig music college". Nel 2009 si iscrive al "Conservatorio Superior de Música de Valencia" in Spagna sotto la guida della Prof.ssa Ana Luisa Chova e del pianista Carles Budó. Nel 2014 consegue il Bachelor and Master degrees. Partecipa regolarmente alle Masterclass dell'Accademia di Musica Antica all'Università di Salamanca con Richard Levitt. Tra gli altri concorsi è stato vincitore del primo premio al “New Names” di Kiev e finalista al Concorso internazionale di Canto "Ferruccio Tagliavini" a Deutschlandsberg. Tra i prossimi impegni annovera la ripresa di Dido and Aeneas d Purcell al Teatro Real de Madrid. Si è esibito inoltre al Festival di musica antica di Innsbruck ne Le Nozze in sogno di Cesti, in Giulio Cesare di Haendel alla Hamburger Kammeroper, Farinelli, el castrato del rey Felipe di Gustavo Tambaschio al Teatros del Canal di Madrid, Rinaldo di Haendel all'Auditorio di Valencia e all'Auditorio de Riba- Roja, Orfeo ed Euridice di Gluck al Kiev Opera e all'Auditorio di Valencia.

Riccardo Novaro

Spécialista di Mozart e Rossini, si é imposto come Figaro al Théâtre des Champs Elysées di Parigi e nel Conte à l'Opéra National de Bordeaux, Papageno al Teatro Massimo di Palermo, Dandini nella Cenerentola a l'Opéra de Paris e alBayerische Staatsoper, Rimbaud nel Le Comte Ory al Royal Concertgebouw d'Amsterdam, Taddeo nell’ Italiana in Algeri a l'Opéra de Bordeaux, Poeta nel Turco in Italia a l'Opéra de Lausanne e Germano ne La Scala di Seta con la Freiburger Barockorchester.
È stato ammirato nei ruoli di Malatesta nel Don Pasquale al Garsington Opera Festival, Belcore alla New Israeli Opera di Tel Aviv e Dulcamara ne l’Elisir d’Amore a La Monnaie di Bruxelles, come Schaunard ne La Bohème e Argante nel Rinaldo al Festival di Glyndebourne, Testo nel Combattimento di Tancredi e Clorinda sotto la direzione di René Jacobs, Astolfo nell’Orlando Furioso con Jean-Christophe Spinosi e Achilla nel Giulio Cesare diretto da Ottavio Dantone.
Questa brillante carriera lo ha portato a esibirsi nei più prestigiosi teatri : La Scala, Lincoln Center de New York, Berlin Staaatsoper, Geistag Philharmonie di Monaco, Barbican Center di Londra, l'Opéra Comique de Paris, l'Accademia Santa Cecilia di Roma, Teatro Regio di Torino, Teatro San Carlo di Napoli, a l’Auditorio Nacional de Música de Madrid et il Palau de la Música à Valencia.
Si é esibito sotto la direzione di chef d’orchestra quali : René Jacobs, Emmanuelle Haïm, Jean-Christophe Spinosi, Ottavio Dantone, Rinaldo Alessandrini e John Eliot Gardiner e di registi quali Annabel Arden, Robert Carsen, Damiano Michieletto, David McVicar, Adrian Noble, Pier Luigi Pizzi, Luca Ronconi, Daniel Slater.
La sua discografia comprende : il Te Deum de Charpentier diretto da Myun-Whun Chung (Deutsche Gramophone), Floridante di Händel con Alan Curtis (Deutsche Gramophone Archiv); L’Olimpiade con Rinaldo Alessandrini ; Orlando Furioso con Federico Maria Sardelli; L’Incoronazione di Dario con Ottavio Dantone chez Naïve e Il maestro di cappella di Cimarosa con Il Giardino Armonico per il progetto “Alpha Haydn 2032”.
Tra i suoi impegni recenti e futuri : Il Matrimonio Segreto à l'Opéra National de Lorraine, L’Incoronazione di Dario au Teatro Regio di Torino, Leporello a l'Opéra de Lausanne et il ruolo di Don Giovanni al Teatro dell’Arte de Milan.

Diego Fasolis

Diego Fasolis è oggi riconosciuto nel mondo come uno degli interpreti di riferimento per la musica storicamente informata.
Egli unisce alla versatilità e al virtuosismo un rigore stilistico apprezzato dal pubblico e dalla critica internazionali che lo seguono nei maggiori festival europei ed americani oltre che tramite registrazioni radiofoniche, televisive e discografiche diffuse a livello globale ed insignite dei più ambiti riconoscimenti della stampa specializzata (più di 120 produzioni edite dalle maggiori case discografiche internazionali da EMI-Virgin a Naïve e oggi principalmente con Universal Music e Warner Classic).
Ha studiato a Zurigo, Parigi e Cremona conseguendo quattro diplomi con distinzione.
Iniziata la carriera negli anni ’80 come concertista d’organo con centinaia di concerti e l’esecuzione regolare delle opere integrali di Bach, Buxtehude, Mozart, Mendelssohn, Franck e Liszt ha proseguito
l’attività come direttore musicale. In tale veste è stato nominato nel 1993 Direttore stabile dei complessi vocali e strumentali della Radiotelevisione svizzera e dal 1998 de "I Barocchisti", orchestra barocca con strumenti storici da lui fondata con la consorte Adriana Fasolis-Brambilla prematuramente scomparsa a cui ha dedicato nel 2013 una Fondazione benefica per il sostegno di giovani musicisti. Ha rapporti di collaborazione come maestro ospite con complessi di primo piano internazionale e con le voci più importanti del panorama internazionale.
Dal 2011 collabora strettamente con il grande Mezzosoprano Cecilia Bartoli in progetti di rinomanza mondiale, registrazioni audio e video ed importanti tour concertistici, l’ultimo dedicato ad autori italiani e tedeschi presenti negli archivi di San Pietroburgo. Ha diretto ugualmente Norma di Bellini a Montecarlo.
Nel 2011 Papa Benedetto XVI gli ha conferito un Dottorato honoris causa per la Musica Sacra.
Per il suo impegno nella riscoperta del repertorio operistico ha ricevuto numerosi dischi d’oro e Grand Prix du Disque per opere di Händel e Vivaldi e nel 2013 un Echo Klassic per Artaserse di Leonardo Vinci. Nel 2014 due “Nomination” ai Grammy Aword per quest’opera e per il trionfale progetto Mission con opere di Agostino Steffani e nel 2015 per il progetto “St.Petersburg”.
Dal 2013 è regolarmente presente al Festival di Salisburgo con grandi progetti concertistici ed operistici ultimo dei quali l’acclamato Iphigenie en Tauride. La Scala gli affida per il 2016 la creazione di un’orchestra con strumenti originali e dirige il Trionfo del Tempo del Disinganno.
Nel 2016 raccoglie l’eredità di Nicholaus Harnoncourt eseguendo tre volte la Nona sinfonia di Beethoven al Musikverein di Vienna con Concentus Musicus Wien e A. Schoenberg Choir.
Tra gli impegni di rilievo presenti e futuri menzioniamo Tamerlano con Placido Domingo al teatro alla Scala, Le Compte Ory all’Opernhaus di Zurigo, l’Orfeo di Gluck al Théâtre des Champs Elysées, La Finta Giardiniera al Teatro alla Scala, La Cenerentola all’Opera Royale de Wallonie, il Così fan tutte al Teatro Regio di Torino e la Clemenza di Tito all’Opera di Losanna e L’Incoronazione di Poppea alla Statsoper di Berlino.

Fabio Ceresa

Italian director Fabio Ceresa’s future engagements include
Orlanda finto pazzo National Opera of Korea, Rigoletto, Guillaume Tell Theater Kiel, La clemenza di Tito Ope´ra de Lausanne and a return to Wexford Festival Opera to direct Donizetti’s Maria di Rudenz which will be performed at Minnesota Opera as well, where he will be back with his Rigoletto, Madama Buttefly Maggio Musicale Fiorentino, Orlando Furioso by Vivaldi for Festival Valle D’Itria Martina Franca and Teatro la Fenice in Venice, a new production of Le Villi Teatro Municipale di Piacenza among other engagements.
Born in 1981, Fabio made his debut as director in 2010 with
Madama Butterfly for the Fondazione Pergolesi Spontini in Jesi. In 2012 he staged for Opera Lombardia a new production of La Traviata and was the director and
dramaturge for Luigi Rossi’s Orfeo for the Valle d’Itria Festival, where he was subsequently re- invited the year after to stage Giovanna d’Arco. In 2014 he directed Tosca at Teatro Coccia in Novara, and Madama Butterfly at Teatro del Maggio Musicale Fiorentino in Florence. In 2015 He created a new co-production of I Puritani for Florence and Teatro Regio di Torino, as well as a new Madama Butterfly for Florence and Teatro Petruzzelli in Bari. He also made his debut at Wexford Festival Opera staging Mascagni’s Guglielmo Ratcliff.
As well as directing, Fabio works intensely as librettist. Together with Marco Tutino, he wrote La Ciociara, commissioned by San Francisco Opera, published for Sonzogno Editions and performed in 2015. He has written the libretto for Daniele Zanettovich’s Marco Polo, published by Ed. Musicali Pizzicato and performed in 2014 at Teatro Nazionale Fiume. Librettos for Daniela Terranova are entirely published by Suvini Zerboni. In 2010, the singspiel Re Tuono, set to music by Daniela Terranova, won the first prize of the competition Kinderszenen held by the Comitato Nazionale Italiano Musica (CIDIM); in 2011, the opera Mannaggia a Bubba`! won the first prize of the Gianni Bergamo Music Award. After the great success of Luigi Rossi’s Orfeo, the Paolo Grassi Foundation commissioned a new opera entitled Le falene for the 2013 season.
At Teatro alla Scala in Milan he has worked alongside some of the most important modern directors including Luca Ronconi, Deborah Warner, Patrice Che´reau, Dmitri Tcherniakov, Pierluigi Pizzi, Peter Stein, Eimuntas Nekrosius and Richard Jones. He has also participated in the restaging of historical productions by Giorgio Strehler, Franco Zeffirelli and Jean Pierre Ponnelle, both in in national and international tours.
He has collaborated with Marco Taralli, writing many works for Teatro Carlo Felice Genova, Teatro Comunale Bologna, Festival Monteverdi Cremona, Gran Teatre del Liceu Barcelona, Auditorium Parco della Musica and Teatro dell’Opera di Roma.

Massimo Checchetto

Scenografo e Direttore degli allestimenti scenici del Teatro la Fenice di Venezia, ha collaborato con grandi artisti del panorama teatrale internazionale, ha firmato le scene di numerosi eventi, mostre
e produzioni liriche. nel 2013 ha inaugurato la stagione lirica della Fenice con L’Africaine, tra i titoli recenti Sonnambula, Don Pasquale, Juditha Triumphans, La Favorite, L’Amico Fritz e Mirandolina.
Vive e lavora a Venezia dove negli ultimi tre anni ha curato le scenografie di eventi pubblici tra i quali la Regata Storica e il Gran Teatro di Piazza San Marco per il Carnevale di Venezia.

Giuseppe Palella

Nato a Bari, dopo gli studi in Scultura presso l’Accademia delle Belle Arti di Bologna e canto lirico presso il conservatorio G.Martinini sempre in Bologna , si è trasferito a Roma  per studiare costume teatrale e cinematografico .
Proprio nella capitale per  il Teatro dell’Opera di Roma ha firmato i suoi primi costumi per il balletto “Chopin racconta Chopin” , regia di Beppe Menegatti , coreografie di Paul Chalmer, direzione balletto Carla Fracci.
Per il Teatro G.Verdi di Trieste ha firmato i costumi di Lucia di “Lammermoor” di Donizetti, “Gianni schicchi” di Puccini e La “Medium” di Menotti,  regia di Giulio Ciabatti e “Il Corsaro” di Verdi , regia e direzione Gianluigi Gelmetti .
Per il regista Fabio Ceresa  è stato costumista per “I Puritani”di Bellini per il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e per  il Teatro Regio di Torino, opera che ha segnato un sodalizio proseguito con ”Il telefono” di Giancarlo Menotti, “La scuola guida” di Nino Rota e “Trouble in Tahiti”di Leonard Bernstein per il Teatro Orfeo in Taranto e a seguire  “Guglielmo Ratcliff” di Mascagni e “Maria de Rudenz”di Donizetti per il Festival irlandese di Wexford e ancora  “Rigoletto” di Verdi per il Theatre Kiel , “Orlando finto pazzo” di Vivaldi  per la Korea National Opera in Seoul ,
Tra i prossimi impegni ottobre 2017 con “Guglielmo Tell” di Rossini per il Theatre Kiel , e “Un Ballo in Maschera”di Verdi per Hungarian State Opera in Budapest, aprile 2018.

Giuseppe Calabrò

Dal 1977 in teatro. Ufficialmente per disegnare le luci degli spettacoli, in realtà come ladro professionista. Ho iniziato come studente di Michele Perriera. Giuro è sua la colpa! Lui mi ha svelato la bellezza nascosta nel rigore dell’atto creativo ed io non ho resistito alla tentazione. Da quel giorno vago per teatri, cercando l’occasione buona per rubare quanto trovo di più prezioso. Dalla Biennale di Venezia a l’Operà Garnier di Parigi, dal Maggio Musicale Fiorentino al Seoul Arts Center. Con il pretesto di doverli illuminare mi sono introdotto nell’atelier di Arnaldo Pomodoro, ho sognato tra le magie di Renata Levante; camminato dentro la foresta di Renato Guttuso; canticchiato le note di Francesco Pennisi; giocato con gli unicorni di Giancarlo Menotti; cucinato con Luis De Pablo; ballato con Virgilio Sieni, Franco Seneca, Daniela Bonsch; vagato nelle favole di Eugenio Monti Colla; combattuto furiosamente per i Magazzini Criminali; perduto dentro lo sguardo di Irene Papas e nel sorriso di Alda Merino. A tutti loro e in compagnia di tanti altri colleghi, ho rubato sogni ed emozioni per poterne creare di miei, accompagnandoli in scena col semplice gesto di chi accende una lampadina.

 

Presidente
Franco Punzi

Direttore artistico
Alberto Triola

Direttore musicale
Fabio Luisi



ACCADEMIA DEL BELCANTO

Laboratori di studio sulla tecnica, lo stile e l'interpretazione nel Belcanto italiano e work experience in collaborazione con il Festival della Valle d'Itria...

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UNIONE EUROPEA Fondo Europeo di Sviluppo Regionale - MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali
      REGIONE PUGLIA       COMUNE MARTINA FRANCA
 VIAGGIARE IN PUGLIA     CAMERA DI COMMERCIO
FONDAZIONE PAOLO GRASSI   EFFE
EUROPEAN FESTIVALS ASSOCIATION - ITALIAFESTIVAL - CIDIM