XXXIX Festival della Valle d'Itria

maggio 2013
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Programma 2013:

Aspettando la 39ª edizione
FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA
L’anno 2013 segna la concomitanza di importanti anniversari, che il nostro Festival non può ignorare: Verdi, Wagner, Britten e Gesualdo da Venosa. Si propone un programma articolato, di grande appeal popolare, incentrato su due produzioni operistiche, tre significativi concerti lirico-sinfonici e una piccola produzione realizzata con le forze dell’Accademia del Belcanto...
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Alberto Triola


FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA Nûr

Luogo : Teatro Verdi
Autore : Marco Taralli

Opera da camera in un atto
Libretto di Vincenzo De Vivo, da un'idea di Marco Buticchi
Commissione del Festival della Valle d’Itria - Prima esecuzione assoluta
con il patrocinio del Comune de L'Aquila

LUCE Tiziana Fabbricini
SAMIH David Ferri Durà
IL FRATE Paolo Coni
IL CAVALIERE Davide Sotgiu
L'INFERMIERA Marta Calcaterra
IL PRIMARIO Emanuele Cordaro

Ensemble vocale dell’Accademia del Belcanto "Rodolfo Celletti":

UNA GIOVANE AMMALATA Graziana Palazzo
TRE AMMALATE Sara Di Giampietro, Kristel Kurik, Laura Maddaluno
UNA MONACA Michela Antenucci
UN'AMMALATA ANZIANA Aule Urb
UNA DOTTORESSA Margherita Rotondi
UNA DONNA FERITA Candida Guida
UN INFERMIERE Giuseppe Cacciapaglia
UN AMMALATO Markus Nykänen
UN FERITO NON GRAVE Matteo Falcier
UN FERITO INSONNE Giampiero Cicino
UN FERITO GRAVE Valeri Turmanov

Maestro concertatore e direttore d’orchestra Jordi Bernacer
Regia Roberto Recchia
Scene e costumi Benito Leonori

Ensemble dell'Orchestra Internazionale d’Italia

La seconda opera in cartellone è Nûr (“luce” in lingua araba), e si tratta di una prima assoluta mondiale. Fedele alla politica di attenzione e valorizzazione della musica nuova, oltre che del repertorio più desueto del XX secolo, di recente intrapresa, il Festival della Valle d’Itria, per la prima volta nella sua storia, ha commissionato una nuova opera, che vedrà la luce a Martina Franca.
La composizione di quest’opera da camera è stata affidata al quarantaduenne italiano Marco Taralli, già conosciuto per una serie di brillanti e felici lavori, orchestrali e di teatro musicale, eseguiti con successo in Italia e all’estero (tra i quali: Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Carlo Felice di Genova, Festival Monteverdi di Cremona, Teatro Liceu di Barcellona), mentre il libretto – partendo da uno spunto originale di Marco Buticchi, popolare scrittore di bestsellers di grande successo internazionale - è di Vincenzo De Vivo.
Nûr si svolge in una notte, tra i letti di un improvvisato ospedale da campo allestito nel prato di Collemaggio, l’indomani del terribile terremoto che ha distrutto la città dell’Aquila.
Narra la storia di una donna senza nome, terrorizzata e confusa, che ha misteriosamente perso la vista nel crollo della sua casa, e che trascorre una notte di delirio e visioni; i compagni di corsia, disturbati dal suo continuo lamentarsi per il buio che la circonda, la chiamano Luce, e si prendono cura di lei un vecchio frate, che nessuno tranne Luce può vedere, e un giovane medico arabo, contrastato a sua volta dalla concretezza spiccia del Primario, che nell’emergenza del momento rimuove lo spazio della compassione umana, vissuta come ostacolo all’efficienza delle cure.
Sotto la superficie di questa drammatica vicenda notturna, narrata con la serratezza di una cronaca, e che allo spuntare dell’alba approderà a una scoperta salvifica per la coscienza della donna, riemerge in forma quasi trasfigurata la vicenda storica di Celestino V, il papa abruzzese del “gran rifiuto” e di Jacques De Molay, l’ultimo Gran Maestro dei Templari.
Il percorso iniziatico della protagonista è sorretto, in primo luogo, dall'esempio illuminante di un grande Santo della cristianità, il primo pontefice della storia che ha parlato della necessità di superare le asprezze e le rigidità delle ideologie e degli schieramenti contrapposti, per di più in piena età medievale, in epoca di crociate e di scontri religiosi interni alla Chiesa e tra Cristianesimo e Islam; e, poi, dalla vicinanza e solidarietà umana e dalla "compassione" di un giovane arabo, musulmano di religione, che l'accompagna per mano in un percorso di affinità elettive solo apparentemente paradossale.
Il tema affrontato è quindi quello dell’integrazione culturale e del superamento delle barriere religiose, del valore del dialogo e della forza salvifica del perdono; con una provocazione neanche troppo occulta di un messaggio civile oltre che spirituale: quello di chi afferma che, oggi, la salvezza per "noi" può venire soltanto dall'integrazione con "l'altro".

sabato, 21 luglio 2012, 21.00


SCHEDE ARTISTI
Tiziana Fabbricini

Dopo aver vinto alcuni concorsi per giovani voci nel 1990 debutta alla scala come protagonista nella Traviata di G.Verdi diretta dal Maestro R.Muti (incisa per la Sony Classical). Canta in tutti i teatri più grandi del mondo,dedicandosi anche ad una pregevole attività concertistica. Viene definita “La Traviata” degli anni novanta. Il grande successo le apre le porte di una importante carriera internazionale. Lavora sotto la direzione di importanti dir.d’orchestra fra i quali C.Abbado,P.Maag, Z.Metha,A.Pappano,R.Chailly.Altri importanti successi la vedono protagonista di opere come: Il Turco in Italia, Il Viaggio a Reims, La Muta di Portici, Lucia di Lammermoor, La Serva Padrona, Don Giovanni,Anna Bolena, Maria Stuarda, Messa di Requiem, Macbeth, Attila, Ernani, Tosca, Manon Lescaut, Cavalleria Rusticana, Pagliacci, Il Giro di Vite, La Medium, La Voce Umana, Jenufa, La Napoli Milionaria. Da alcuni anni si dedica all’insegnamento del perfezionamento musicale ed interpretativo in alcune accademie musicali italiane.

David Ferri Durà

Nato a Valencia (Spagna), ha conseguito il diploma in chitarra classica presso il Conservatorio Superiore di Musica di Valencia. Ha iniziato lo studio del canto sotto la guida di María Ángeles Peters e Victor Alonso presso il Conservatorio Comunale di Valencia. La sua esperienza in teatro inizia in qualità di aiuto regista presso il Palau de les Arts di Valencia e, per un breve periodo, al Teatro Comunale di Firenze. Nel 2010 inizia a studiare con il tenore Antonio Lemmo iniziando nel contempo un’intensa attività artistica, con concerti e recital a Gubbio, Assisi, Fermo, Aversa con l’Orchestra Teatro Opera and Ballet di Tbilisi, e partecipazioni alle produzioni di Bastien und Bastienne di Mozart (Bastien) a Nantes, Pagliacci di Leoncavallo (Arlecchino) al Teatro Goldoni di Livorno, al Teatro Comunale di Modena, Al Teatro Cilea di Reggio Calabria, al Teatro del Giglio di Lucca e al Teatro Verdi di Pisa, Così fan tutte di Mozart (Ferrando) al Longborough Opera Festival, Semiramide di Rossini al Teatro di San Carlo di Napoli, L’Inganno felice di Rossini (Bertrando) Fondazione Teatro la Fenice di Venezia, Don Trastullo di Jommelli (Giambarone) al Teatro di San Carlo di Napoli.

Paolo Coni

Debutta nel 1983 con “Lucia di Lammermoor” dopo aver vinto il concorso Mattia Battistini, partecipando subito dopo alla produzione de “Il Corsaro” di Giuseppe Verdi per l'As.Li.Co. di Milano. Nei primi anni di attività interpreta opere quali il “Torquato Tasso” di Gaetano Donizetti, l'Orfeo di Monteverdi, “Semiramide” di Rossini, “Don Giovanni” e “Le Nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart. La sua carriera lo ha portato nei principali teatri d'Italia: Teatro alla Scala (tra le diverse produzioni da ricordare la serata inaugurale della stagione 90/91 con Don Carlo), Opera di Roma, San Carlo di Napoli, La Fenice di Venezia, Regio di Torino, Regio di Parma, Comunale di Bologna e di Firenze ed internazionali tra cui il Covent Garden di Londra, il Metropolitan e la Carnegie Hall di NewYork, Chicago, San Francisco, Tokyo, Shangai, Pechino oltre ai Teatri di Amburgo, Francoforte, Colonia, Berlino, Ginevra, Nizza, Marsiglia, Madrid, Barcellona, Atene, Varsavia, partecipando inoltre a importanti Festival quali Salisburgo, Orange, Lione, Radio France, Ravenna, Martina Franca. Tra i vari riconoscimenti artistici è da ricordare l'assegnazione del Premio Abbiati della Critica Musicale per l'interpretazione dei personaggi verdiani.

David Sotgiu

David Sotgiu è nato a Perugia dove si è diplomato in oboe presso il Conservatorio “Francesco Morlacchi”. Successivamente si è dedicato allo studio del canto e ha seguito corsi di perfezionamento con Sesto Bruscantini, Renato Bruson, Ruggero Raimondi, Raina Kavaibanska, Veriano Lucchetti, Mietta Sighele, Luciano Pavarotti e Mirella Freni.Nel 2002 è risultato tra i vincitori del Concorso per Giovani Cantanti Lirici del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. Al Teatro di Spoleto ha cantato La prova di un’opera seria di Gnecco, Il filosofo di Campagna di Galuppi, Le nozze di Figaro, Don Pasquale, La Traviata , Lucia di Lammermoor, Rigoletto, La Tragédie de Carmen. Con lo stesso Teatro ha preso parte a tournèe in Canada, Polonia, Ungheria e Giappone.
Ha debuttato ne Il Matrimonio Segreto a San Marino, è stato ospite dell’Opéra National du Rhin nell’allestimento dell’opera Reigen di P. Boesmans andata in scena a Strasburgo, Colmar, Mulhouse, Parigi, Losanna; ha cantato a Ginevra nel Tristano e Isotta diretto da A. Jordan, nell’Hamlet di A. Thomas e nella Spring Symphony di B. Britten; all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha interpretato la Nave a tre piani di Boccadoro, il Thamos re d’Egitto diretto dal M° Fabio Biondi e il Signor Bruschino. E’ stato ospite dello Sferisterio di Macerata nel Don Carlo sotto la direzione del M° Kuhn. Inoltre, ha cantato l’Adelia di Donizetti con l’Orchestra Haydn, la Messa in Do Maggiore di Beethoven sotto la direzione del M° Lopez-Cobos a Varsavia, l’ Amica di Mascagni al Festival della Valle d’Itria e Tutti in Maschera di Pedrotti nei Teatri di Savona,Piacenza e Rovigo. E’ stato ospite dello Stadt Theater di Berna nel Rigoletto e ne Il cavaliere della Rosa, ha inoltre cantato Ernani in Svizzera e Les Troyans di Berlioz a Varsavia sotto la direzione del M° Giergiev.Recentemente è stato Alfredo ne La Traviata a Danzica sotto la direzione del M° Latham-Koenig.

Marta Calcaterra

Laureata in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Milano e diplomata in canto presso l’Istituto Musicale Peri di Reggio Emilia. Vincitrice dei Concorsi Internazionali di Càscinalirica, F.Alfano di Sanremo, “Primo palcoscenico” di Cesena. Ha cantato all’Opera di Roma nel “Fantasma nella cabina” di M. Betta (dir. A. Sisillo), in “La maschera di Punkitititi” di M. Taralli (regia Q. Conti, dir. V. Parisi) e in “Il re nudo” di L. Lombardi (dir. E. Mazzola, regia D. Bertman). Per Aslico in “L’amour des trois oranges” di Prokof’ev (dir. D. Jurowski). Con la Fondazione Toscanini di Parma in “La vedova allegra” di Lèhar (dir. M. DeBernart); al Bonci di Cesena in “Così fan tutte” (dir. G. Bartoli); al teatro del Casinò di Sanremo in “Il barbiere di Siviglia” (dir. G. Di Stefano) e in “Lo scoiattolo in gamba” di N. Rota (dir. M. Zuccarini); al Chiabrera di Savona in “Elisir d’amore” (dir. M. Stefanelli, regia D. Livermoore), in “Ein Sommernachtstraum” di Mendelssohn (dir. M.Zanini), in “La traviata” dir. F. M. Carminati, in “Il barbiere di Siviglia”, dir. G. Di Stefano, in tournèe al Donizetti di Bergamo, al Giglio di Lucca, al Sociale di Rovigo. Si è inoltre esibita al Regio di Torino in “Elisir d’amore” (dir. D. Rustioni, regia M.Bianchi) e in “Pinocchio” di Valtinoni (regia L. Valentino); al Petruzzelli di Bari in “M. Butterfly” (dir. Boris Brott, regia D. Abbado), “Gotterdammerung” di Wagner (dir. S. A. Reck, regia W. Pagliaro) e “Carmen” dir. L.Maazel; al Verdi di Trieste in “Rigoletto” (dir. C. Rovaris, regia M. Mirabella).

Emanuele Cordaro

Inizia lo studio del canto con il M° Carmelo Consoli. Attualmente è seguito dal M° Marcello Lippi. Si è esibito giovanissimo in diverse città in Italia e in Europa, riscuotendo ampi successi dal pubblico e dalla critica. Presso L’ente “luglio musicale trapanese” ha partecipato a diverse produzioni operistiche prima come corista aggiunto in “Don Pasquale”, “Cavalleria Rusticana” e “ Rigoletto”, poi come solista in ruoli di fianco nelle seguenti opere : “ I pagliacci” ( con il ruolo del contadino) ,”Tosca” (dove ha interpretato la parte di Sciarrone e il carceriere) e “Traviata” ( con il ruolo del commissionario). Ha frequentato l’accademia lirica del teatro Italia in Roma nell’anno 2010-2011,con la prof.ssa Emanuela De Santis Salucci, debuttando il ruolo di Masetto nel “Don Giovanni” di Mozart. Il 29 agosto 2011 partecipa al concorso a ruoli per “Aida” di Giuseppe Verdi, indetto da Ramfis Production ad Avignone e vince per il ruolo del Re, che ha debuttato in una tournée di 10 recite tra Spagna, Francia e Italia che si è conclusa presso il Teatro Verdi di Pisa dove si è esibito a fianco di artisti di fama internazionale come Silvio Zanon, Chiara Angella, Ignacio Encinas e con la regia di Antonio Selva e diretto da Tullio Gagliardo. Tra Gennaio e Febbraio 2012 è impegnato nel ruolo di Brown nell’opera “Opera Da Tre Soldi” di Kurt Weill presso i teatri di Pisa, Lucca e Livorno con la regia di David Haughton e diretto da Natalie Marin. Si è esibito come Basso solista nella “Messe da Requiem” di Giuseppe Verdi in una coproduzione del Teatro Regio di Parma e dell’Eurorchestra.

Jordi Bernàcer

Nato nel 1976 ad Alcoi (Comunitat Valenciana), è considerato uno dei più interessanti rappresentanti della nuova generazione di direttori d’orchestra spagnoli. Ha diretto molte prime esecuzioni di autori contemporanei e, con l’Orchestra e il Coro Nacional, un ritratto monografico di Pierre Boulez. Diplomato con i massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Vienna, completa la sua formazione direttoriale come assistente di Lorin Maazel, Zubin Mehta, Georges Prêtre e Valery Gergiev. Ha diretto in Spagna l’Orchestra Nacional, RTVE, Comunitat Valenciana, le Sinfoniche di Galicia, Asturias, Bilbao, Euskadi, Navarra, Tenerife, Valencia. Ha diretto Manon di Massenet al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, El gato con botas di Montsalvage al Palacio Euskalduna di Bilbao, El rey que rabió di Chapí al Festival di Peralada, The beggar’s opera di Britten al Castleton Festival (Stati Uniti), Carmen al Teatr Wielki di Poznan (Polonia). Ha inoltre diretto l’Orchestra e coro del Teatro Carlo Felice di Genova, l’Orchestra della Radiotelevisione Slovacca di Bratislava, le Sinfoniche di Szeged, Szombathely, Oradea e le Orchestre da camera di Praga e di Berlino. È stato ospite di prestigiose Istituzioni musicali, tra le quali il Théâtre du Châtelet, San Francisco Opera, Abu Dhabi Classics.

Roberto Recchia

Diplomato in recitazione all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, alterna il lavoro di regista a quello di attore. Da sempre “malato” di opera, predilige il rapporto tra teatro e musica in tutte le sue declinazioni (il musical Ailoviù è diventato un piccolo “cult”) e collabora stabilmente con l’Orchestra Toscanini di Parma e Milano Classica come voce recitante e per progetti didattici per le scuole. Tra le opere delle quali ha curato la regia: Maria di Rohan, Linda di Chamounix, Don Gregorio [in DVD], Cavalleria rusticana al Donizetti di Bergamo; Trittico: Phaedra e Les Illuminations di Britten e Dido and Aeneas di Purcell al Comunale di Bologna; Le convenienze ed inconvenienze teatrali [in DVD], Don Pasquale al Teatro della Fortuna di Fano, L’Italiana in Algeri al Sociale di Como; Il barbiere di Siviglia al Teatro Olimpico di Vicenza. Dal 2000 collabora con il Wexford Festival Opera per: Gianni Schicchi, La cambiale di matrimonio di Rossini, Une education manqueée di Chabrier, La Serva Padrona di Pergolesi, Bohème, Suor Angelica, Rita, The medium, Viaggio a Reims, I Capuleti e i Montecchi, Les contes d’Hoffmann. Nel 2005 ha diretto le tre Opèra-Minutes di Milhaud, Le Bal masquè e Le Gendarme incompris di Poulenc al Teatro La Maestranza di Siviglia. Ha inaugurato il Festival Pergolesi Spontini di Jesi (2005) con Musica per un treno a vapore e vi è ritornato nel settembre 2007 con Le grazie di Isabella, spettacolo multimediale di D. Daolmi su musiche di Spontini e Dall’Ongaro.

Marco Taralli

Marco Taralli è nato nel 1967 a L’Aquila dove compie gli studi musicali presso il Conservatorio di Musica "Alfredo Casella" diplomandosi in pianoforte con il massimo dei voti. Ha studiato composizione con Sergio Rendine, direzione d'orchestra con Gianluigi Gelmetti e, presso l’Accademia Franz Liszt di Budapest, con Erwin Lukacs. La sua musica è stata eseguita da solisti e direttore quali Marianna Pizzolato, Luca Vignali, Francesca Franci, Bruno Praticò, Daniela Barcellona, Giuseppe Andaloro, Federico Mondelci, Michele Mariotti, Antonello Fogliani, Federico Longo, Gianluigi Gelmetti, Vittorio Parisi, Christopher Franklin, e da gruppi orchestrali tra i quali la Sydney Symphony Orchestra, la Kammerphilharmonie Berlin-Brandenburg, la Sächsische Kammer Philarmonie, l'Orchestra Russa Rostov State Musical Theatre. E’ noto per una serie di brillanti e felici lavori orchestrali e di teatro musicale, commissionati da importanti Istituzioni musicali, Festival e Teatri italini ed esteri tra i quali la Sydney Symphony Orchestra, i Solisti Aquilani, il Festival Monteverdi di Cremona, Festival Internazionale di Kitzingen, il Rossini Festival di Wilbad, il Festival Pergolesi Spontini di Jesi il Festival della Valle D’Itria, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro Liceu di Barcellona. I suoi lavori sono per lo più pubblicati da Sonzogno.

Vincenzo De Vivo

Vincenzo De Vivo, nato a Salerno nel 1957, è autore di libretti d’opera per Michele Dall’Ongaro (Bach Haus, Roma, Teatro dell’Opera, 2000) e Lorenzo Ferrero (Lontano dagli occhi, Asolo, Incontri Asolani, 1999; Mozart a Recanati, Jesi, Pergolesi Spontini Festival, 2006), e del testo della Cantata Passio et Resurrectio di Sergio Rendine (Chieti, Teatro Marrucino, 2000). Ha curato le versioni ritmiche di opere dal francese e dal tedesco: Pepito (Montepulciano, 1987), Croquefer e Monsieur Choufleury (Roma, Teatro dell’Opera, 1994) di Offenbach; Der Zigeunerbaron di J. Strauss jr. (Trieste, Teatro Verdi, 1989); Histoire de Babar di Poulenc (Napoli, 1994); Bastien und Bastienne di Mozart (Lugo Opera Festival, 2005), L’Arlesienne di Bizet (Bologna, Teatro Comunale, 2005). Ha pubblicato studi sull’Opera italiana del XVIII e XIX secolo, curato il Catalogo delle opere di Antonio Scontrino e la ricostruzione della partitura de L’Ape musicale di Lorenzo Da Ponte e di Theatralisches Abentheuer di Goethe. Dal 1981 ricopre ruoli direttivi e consultivi presso Istituzioni musicali europee. E’ attualmente Direttore Artistico dell’Accademia Lirica di Osimo e docente al Corso superiore di Management musicale presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma.

Benito Leonori

Scenografo, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Macerata, ha inoltre conseguito il Master Internazionale Biennale organizzato da “Theatre de l’Europe” con Josef Svoboda ed Ezio Frigerio. Dal 2005 è direttore tecnico e scenografo per la Fondazione Pergolesi Spontini. Collabora del 1992 con il regista H.Brockhaus e con lo scenografo J.Svoboda, in opere quali: La Traviata (Macerata Opera, Premio Abbiati 1992), il Matrimonio Segreto (Staatsoper di Berlino), Rigoletto (Macerata Opera), Macbeth (Opera di Roma, Bunkakaikan di Tokyo, Opera di Budapest), Attila (Macerata Opera). Dal 1996 collabora con gli scenografi E.Toffolutti e C.Antal per Elektra di Strauss (Opera di Roma, 2004), Tosca (Sperimentale di Spoleto), Medea (Spoleto e Teatro Nazionale di Roma), Rigoletto (Festival Verdi al regio di Parma), Tristano e Isotta (Nakano zero, Tokyo). Già presente al Festival della Valle d’Itria nel 2011, ha curato le scenografie per Il Novello Giasone di Cavalli/Stradella.

 

Presidente
Franco Punzi

Direttore artistico
Alberto Triola



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Laboratori di studio sulla tecnica, lo stile e l'interpretazione nel Belcanto italiano e work experience in collaborazione con il Festival della Valle d'Itria...

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