FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA

43ª edizione

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43ª edizione
FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA
Quattro secoli di teatro musicale italiano si snodano lungo il cartellone della 43ª edizione del Festival della Valle d’Itria: da Monteverdi a Puccini, passando per Vivaldi, Piccinni, Meyerbeer e Verdi. Dal 14 luglio al 4 agosto 2017 è di scena a Martina Franca l’atteso appuntamento con il belcanto, con un ricchissimo cartellone che il direttore artistico Alberto Triola e il direttore musicale Fabio Luisi hanno voluto dedicare alla memoria dello storico direttore artistico Rodolfo Celletti, nel centenario della nascita...
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Alberto Triola

Artaserse

FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA Artaserse

Luogo : Palazzo Ducale
Autore : Johann Adolf Hasse

Dramma per musica in tre atti
Libretto di Pietro Metastasio
Prima versione per il Teatro di San Giovanni Grisostomo di Venezia (1730)
Edizione a cura di Marco Beghelli con la consulenza di Raffaele Mellace

ARTASERSE Anicio Zorzi Giustiniani
MANDANE Maria Grazia Schiavo
ARTABANO Sonia Prina
ARBACE Franco Fagioli
SEMIRA Rosa Bove
MEGABISE Antonio Giovannini

Maestro concertatore e direttore d’orchestra Corrado Rovaris
Regia Gabriele Lavia
Scene Alessandro Camera
Costumi Andrea Viotti

Ensemble Barocco dell’Orchestra Internazionale d’Italia

L’edizione 2012 del Festival sarà inaugurata con un capolavoro del repertorio barocco, l’Artaserse di Johann Adolf Hasse, eseguito nella prima versione, scritta nel 1730 per il Teatro San Giovanni Grisostomo di Venezia, per la prima volta ripresa in Italia in tempi moderni.
Fu una delle opere che rese famoso Metastasio, e resta un archetipo della drammaturgia metastasiana, focalizzata su due coppie di giovani amanti, sulla figura di monarca magnanimo ed impreziosita da coupes de théatre derivanti da una serie di complotti politici e lotte di successione. Caratteristica comune a questi drammi è lo schema dei quattro personaggi principali, due uomini e due donne, imbrigliati dai vincoli più vari di amore, parentela, rivalità, amicizia, inimicizia: è questo forma il perno portante della vicenda.
I legami essenziali che sorreggono le vicende dei melodrammi seri metastasiani, risaltano specialmente le virtù dell'amicizia, della fedeltà, dell'eroismo, concetti che prevalgono sui sentimenti amorosi. Le vicende sono sviluppate in modo da far convergere tutte le linee d'azione sulla catastrofe finale del terzo atto, che sfiora la tragedia (ma eventuali atti di violenza avvengono sempre fuori scena), per scomporsi poi nel lieto fine. È inoltre comune che un re o un principe sia arbitro dei destini degli altri personaggi, e che un suo atto di magnanimità abbia funzione risolutiva nel momento culminante della conclusione del dramma.
Alla prima veneziana l’opera fu interpretata da stelle di prima grandezza (Farinelli nel ruolo di Arbace, la Cuzzoni in quello di Mandane e Nicolino Grimaldi come Artabano), in pochi anni toccò le città di Genova, Lucca, Bergamo, Graz, e venne utilizzata come base per diversi ‘pasticci’. Questa prima versione dell’opera fu particolarmente prediletta dal grande Farinelli, che la impose a Londra; il celebre castrato vi era stato chiamato per sostenere le sorti dell’Opera of the Nobility, compagnia rivale di quella di Handel. Il debutto inglese di Farinelli avvenne il 29 ottobre 1734 proprio nell’Artaserse, di cui il cantante interpretava ben undici arie e un duetto: il successo strepitoso fornì materia per gustosi aneddoti e garantì al teatro quaranta repliche dello spettacolo in tre anni.

I rimandi simbolici e mitici della figura storica di Serse, padre di Artaserse
Il dramma di Metastasio si apre con l’assassinio di Serse, il grande e violento Re di Persia ed Egitto, ad opera del capo dell’esercito Artabano. Serse è passato alla storia certamente per la vicenda delle guerre persiane contro la Grecia, ma fu anche il primo monarca dell’antichità a nutrire concretamente l’ambizione di unire la civiltà orientale con quella occidentale, l’Asia all’Europa.
Per varcare l’Ellesponto – il tratto di mare che separa i due continenti – ideò e fece costrure infatti un ponte di barche, che dopo alcuni giorni crollò a causa di una bufera. Allora Serse s’infuriò e decise di decapitare gli ingegneri e di flagellare il mare (la leggendaria “flagellazione dell’Ellesponto”), considerato colpevole dal sovrano, che apostrofò il dio Mare con queste parole: "Onda amara, il tuo signore ti infligge questo castigo perché l'hai offeso, senza aver da lui ricevuta offesa alcuna. Il Re Serse ti varcherà, che tu voglia o no. Ben giusto che nessuno fra gli uomini ti offra sacrifici, perché tu non sei che un fiume torbido e salmastro".
Fece così fustigare le onde con trecento frustate... Sebbene un simile accanimento possa suscitare una facile ironia, cui non sembra essere immune lo stesso Erodoto che vi riconobbe forse l'irosa e insensata protervia di un re barbaro, il gesto può essere più correttamente giudicato se lo si inquadra nella sua veste rituale, religiosa ed apotropaica.
Tra gli scopi del rituale rientrava probabilmente anche quello di operare una sorta di desacralizzazione dell’Ellesponto. Proprio l'Ellesponto, punto di separazione e di aderenza tra continenti, fa da scenario a vari miti: quello di Elle e degli Argonauti, ma soprattutto quello di Ero e Leandro, la cui simbologia sottende la tematica del possibile incontro di civiltà tra i continenti asiatico ed europeo. In epoca moderna Lord Byron decise di attraversare lo stretto a nuoto, proprio per il valore simbolico di quel tratto di mare.
Il ponte venne comunque realizzato immediatamente dopo da altri ingegneri che, come presumibile, posero in atto maggiori cautele e accortezze. La costruzione richiese l'utilizzo di 674 navi, solo una parte dell'enorme flotta persiana, tenute insieme da gomene, a formare due bracci obliqui da 314 e 360 navi.
Artaserse, trovandosi improvvisamente a regnare dopo il sanguinoso assassinio del genitore Serse, si trovò pertanto a fare i conti con una figura di padre schiacciante e terribile, che si era spinto a sfidare uomini e dèi, e i limiti stessi imposti dalla natura al suo regno.
Dante cita l’episodio nel canto XXVIII del Purgatorio, collegandolo proprio al mito di Ero e Leandro:
“Ella ridea dall'altra riva dritta,
trattando più color con le sue mani,
che l'alta terra sanza seme gitta.
Tre passi ci facea il fiume lontani;
ma Ellesponto, là 've passò Serse,
ancora freno a tutti orgogli umani,
più odio da Leandro non sofferse
per mareggiare intra Sesto ed Abido,
che quel da me perché allor non s’aperse” (vv. 67 e segg.).

sabato, 14 luglio 2012, 21:00


SCHEDE ARTISTI
Anicio Zorzi Giustiniani

Fiorentino, ha intrapreso gli studi musicali di violino e canto lirico presso il Conservatorio Luigi Cherubini. Vincitore di numerosi concorsi ha debuttato nel Te Deum di Charpentie e le Trois Opéras Minutes di Darius Milhaud a Firenze, Acis and Galatea a Pisa, La liberazione di Ruggiero dall’isola di Alcina di Caccini a Belgrado; Il mondo della Luna di Haydn a Prato etc. Ha cantato il ruolo titolo nel “Mitridate” di Porpora a Venezia e in tournée europea; Atenaide di Vivaldi a Firenze; La Cambiale di Matrimonio di Rossini; L’uomo femmina di Galuppi a Viterbo; Mitridate di Mozart a Rovereto; Flauto magico al Festival di Vendome. Di recente si è distinto nei ruoli: Ozìa ne La Betulia liberata di Mozart al Festival di Salisburgo e Ravenna diretto dal M° Muti ; Tybalt nel Romeo et Juliette di Gounod a Verona; Cavalier Belfiore nel Il Viaggio a Reims a Jesi e Treviso; l’Abate in Adriana Lecouvreur a Mantova; Poisson in Adriana Lecouvreur a Firenze. Ha inciso per Deutsche Grammophon (ruolo di Massimo nell’ Ezio di G. F. Haendel), per Emi Virgin (ruolo di Fabio nella Berenice di G. F. Haendel e ruolo di Giove/Arete nel Giove in Argo di Haendel) per Bongiovanni (ruolo di Silvio ne Il Conte Policronio di Giuseppe Moneta), per Hyperion (ruolo di Amante ne Le disgrazie d’amore di Antonio Cesti). Ha inciso di recente il ruolo titolo nel Ritorno di Ulisse in patria Monteverdi, prodotto dalla Glossa, diretto da Claudio Cavina, la Venexiana. Nell’ambito della musica sacra ha cantato la Passione secondo Giovanni, nella Messa Luterana e nel Weihnachts Oratorium di J. S. Bach, nella Messa dell’incoronazione e nella Messa in sol minore di W. A. Mozart etc Tra i recenti e prossimi impegni ricordiamo: Petite Messe Solennelle a Firenze; Giove in Argo di Haendel nel ruolo titolo presso il Theater an der Wien di Vienna; I due Figaro di Mercadante a Salisburgo, Madrid e Colon diretto da Muti; Il Barbiere di Siviglia e Il Flauto magico a Sankt Gallen.

Maria Grazia Schiavo

Napoletana, diplomata al Conservatorio S. Pietro a Majella sotto la guida del M° R. Passaro col massimo dei voti, Maria Grazia Schiavo ha iniziato giovanissima l’attività concertistica e teatrale, specializzandosi,oltre che nel repertorio lirico, nella musica da camera, nella liederistica, nella musica dodecafonica e nel barocco. Il suo debutto operistico avviene giovanissima nella compagnia teatrale di Roberto De Simone ne La Gatta Cenerentola.
Affermata come uno dei soprani italiani di riferimento nel repertorio classico e barocco, recentemente ha cantato il ruolo titolo di Lucia di Lammermoor a Torino, Konstanze nel Ratto del Serraglio di Mozart a Roma ed il ruolo di Dircea nel Demofoonte di Jommelli a Salisburgo, Ravenna e Parigi diretta dal maestro Riccaro Muti. Ha cantato Carmina Burana a Chicago dir.Muti; Giulio Cesare a Bremen e Versailles; Marito Disperato di Cimarosa a Napoli; Giustino di Vivaldi al Theater An der Wien e al Théâtre de Champs Elysées; Stabat Mater di Rossini a Roma; Betulia Liberata al Festival di Salisburgo diretta dal M° Muti; Rinaldo di Handel al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi; Ariodante di Handel al Theater an der Wien; Don Giovanni a Valencia; La Partenope di Handel a Beaune; la Fida Ninfa di Vivaldi a Cracovia; Olimpiade di Pergolesi a Napoli; Farnace di Vivaldi a Vienna e Parigi etc. Specialista del repertorio Napoletano del 18th secolo ha cantato il Veni Creator Spiritus di Jommelli al San Carlo diretta dal Maestro Muti; Pulcinella Vendicato di Paisiello, La Finta Giardiniera di Pasquale Anfossi, La Didone abbandonata di Piccinni, Motezuma di Di Majo e la La Partenope di Vinci con Antonio Florio; Orfeo a Madrid;La Didone di Cavalli a Venezia; La Statira di Cavalli a Napoli. Numerose incisioni tra le quali per Naïve Pulcinella Vendicato di Paisiello, La Statira di Cavalli, Coralità e Devotione di Francesco Provenzale e Stabat Mater di Pergolesi. Di recente uscita il disco solista Arie di furore di Terradellas con Dolce Tempesta e Le cantate Italiane di Handel con La Risonanza. Tra i recenti e futuri impegni: Rinaldo, Almirena a Ravenna e tournè; Susanna Nozze di Figaro a Cagliari; Enfant et les Sortileges a Palermo; Don Giovanni, Donna Anna a Torino; Ratto del Serraglio, Konstanze a Liegi.

Sonia Prina

È considerata un punto di riferimento assoluto della sua vocalità nella scena lirica internazionale. All’età di tredici anni intraprende gli studi musicali presso il Conservatorio di Milano dove si diploma in tromba e canto. Nel 1996 è ammessa all’Accademia per giovani cantanti lirici del Teatro alla Scala di Milano e dal 1997 la sua rara voce di contralto la impone sulla scena lirica internazionale. Riceve il Premio Abbiati nel 2006 e il Tiberini d’Oro nel 2014 come migliore cantante dell’anno. È invitata regolarmente nei più prestigiosi teatri e festival: La Scala di Milano, Théâtre des Champs Elysées e Opéra di Parigi, Teatro Real di Madrid, Liceu di Barcellona, Opera di Sydney, Barbican di London, Lyric Opera di Chicago e Opera di San Francisco, Staatsoper di Monaco, Festival di Salisburgo, Festival d’Aix-en-Provence, Opera di Zurigo, collaborando con direttori quali Alessandrini, Antonini, Bicket, Biondi, Bolton, Curtis, Christie, Dantone, Fasolis, Haïm, Hogwood, Jacobs, McCreesh, Minkowski, Spinosi, Summers e con registi quali Carsen (Rinaldo e Alcina), McVicar (Orlando e Giulio Cesare), Pizzi (Orfeo), Copley (Ariodante), Alden (Alcina). Grande specialista haendeliana, ha interpretato Giulio Cesare e Orlando a Parigi e a Sydney, Amadigi a Napoli, Rinaldo a Zurigo, alla Scala e a Glyndebourne, Silla a Roma, Tamerlano a Monaco, Bradamante in Alcina a Parigi, Polinesso in Ariodante a Barcellona e San Francisco, Bertarido in Rodelinda a Londra e Vienna, Goffredo in Rinaldo alla Lyric Opera di Chicago, Amastre in Serse a San Francisco. Nel 2017 è “Artist in residence” alla prestigiosa Wigmore Hall di Londra, con vari recital programmati. Ha al suo attivo numerosissime incisioni, e a breve usciranno tre nuovi album: Silla e Catone di Händel e un recital di arie di Gluck in prima registrazione in tempi moderni.

Franco Fagioli

Franco Fagioli è uno dei controtenori leader nel panorama musicale mondiale di oggi. Le sue esecuzioni degli eroi di Handel come Giulio Cesare, Ariodante, Teseo, Bertarido o l’Arsace in Aureliano in Palmira di Rossino sono state unanimemente acclamate. La sua tecnica vocale mozzafiato e la bellezza della sua voce su tutti i registri hanno stabilito nuovi standard. Nel 2011 si è aggiudicata il Premio Abbiati, il più prestigioso premio musicale in Italia; inoltre, è stato chiamato anche il "miglior controtenore dell'anno" dalla rivista L'Opera per la sua performance di Bertarido in Rodelinda al Festival della Valle d'Itria. Nel 2003 ha vinto il prestigioso concorso Bertelsmann canto "Neue Stimmen" in Germania; questo ha segnato l'inizio della sua carriera internazionale. Si è esibito al Teatro Colon di Buenos Aires, al Festival Händel di Halle, al Festival Händel a Karlsruhe, l'Opera di Bonn, l'Opera di Essen, il Festival di Ludwigsburg, l'Opera di Zurigo, il Festival di Innsbruck, il Teatro Carlo Felice a Genova, il Théâtre des Champs-Elysées. Di grande impatto è stata la sua interpretazione del Giulio Cesare di Handel a Zurigo, Oslo e Karlsruhe. Nelle ultime stagioni ha preso parte a produzioni importanti, quali Teseo di Handel alla Staatsoper di Stoccarda, Ariodante al Festival Händel a Karlsruhe, Rodelinda (Bertarido) al Festival della Valle d'Itria a Martina Franca, l'argentino Premiere di Monteverdi, Il ritorno d'Ulisse in Patria (Telemaco), Orfeo ed Euridice (Orfeo) al Teatro Colon di Buenos Aires, così come da Giasone di Cavalli (title-role) per il suo debutto negli Stati Uniti presso il Teatro dell'Opera di Chicago. Ha preso parte alla prima mondiale di Ainadamar Osvaldo Golijov presso il Teatro Argentino di La Plata per il 200° Anniversario dell'indipendenza argentina. Ha collaborato con direttori come Rinaldo Alessandrini, Alan Curtis, Diego Fasolis, Gabriel Garrido, Nikolaus Harnoncourt, Michael Hofstetter, René Jacobs, Konrad Junghänel, Jose Manuel Quintana, Marc Minkowski, Riccardo Muti e Christophe Rousset.

Rosa Bove

Giovane mezzosoprano specialista del repertorio barocco e sacro, ha ricoperto il ruolo di Valentiniano in una nuova produzione di Ezio di Händel allo Schwetzinger Festspiele con la Kammerorchester Basel sotto la direzione di Attilio Cremonesi. Tra le sue altre interpretazioni ricordiamo: Il mondo alla rovescia di Salieri al Teatro Filarmonico di Verona diretta da Federico Maria Sardelli, Le Nozze di Figaro (Cherubino) al Festival di Byblos e Madama Butterfly (Suzuki) a Jesi, Brindisi e Fermo. Ha inoltre cantato il Requiem di Mozart con Christopher Hogwood e l’Orchestra della RAI di Torino. Più recentemente ha interpretato recentemente nel Pergolesi in Olimpiade (Alcandro) opera che ha inaugurato la stagione 2011 del Teatro San Carlo di Napoli enella Juditha Triumphans (Ozias) al Festival International d'Opéra Baroque de Beaune e al Soli Deo Gloria Festival in Braunschweig diretta da Federico Maria Sardelli. Più recentemente ha interpretato Lo frate 'nnamurato al Festival Pergolesi Spontini di Jesi con Europa Galante e Fabio Biondi, Gli amanti mascherati a Dortmund, Stabat Mater a Padova e Aristea ne L'Olimpiade di Vivaldi al Garsington Opera Festival.

Antonio Giovannini

Debutta giovanissimo come protagonista dell’Eliogabalo di Cavalli al Teatro San Domenico di Crema, dando l’avvio ad una carriera con un calendario fitto di impegni in campo barocco. Viene notato da Riccardo Muti che lo sceglie per il ruolo di Matusio nel Demofoonte di Jommelli al Festival di Salisburgo, all’Opéra Garnier di Parigi e al Festival di Ravenna e lo riconferma per la Betulia liberata a Salisburgo e Ravenna. Nel 2009 debutta al Festival International de Musique Baroque di Beaune nel Giulio Cesare di Händel (Tolomeo), con Al Ayre Español e Eduardo Lopez-Banzo. Dal 2009 inizia una regolare collaborazione con il teatro dell’Opera di Kiel dove ha cantato Giulio Cesare nell’opera eponima di Händel di cui ha interpretato anche Rinaldo e successivamente Radamisto, diretto da Rubén Dubrovsky. Nel 2010 è Unulfo in una nuova produzione di Rodelinda di Händel al Festival di Martina Franca, nell’estate 2011 canta ed incide per Naïve il Teuzzone (Egaro) di Vivaldi con Les Concert des Nations e Jordi Savall a Versailles. Più recentemente ha interpretato La passione secondo Giovanni di Bach con Al Ayre Espanol e Lopez-Banzo in tour in Spagna; Tamerlano (Andronico) a Bonn diretto da Dubrovsky; Tigrane di Vivaldi a Barga; Marco Attilio Regolo (Amilcare) a Schwetzingen; Catone in Utica in Vienna e a Cracovia; Chichester Psalms al Ravenna Festival. Tra gli impegni futuri ricordiamo: riprese di Marco Attilio Regolo (Amilcare) a Schwetzingen; Agrippina a Kiel; Carmina Burana a Chicago; Siroe, Re di Persia a Goettingen. Antonio Giovannini interpreta anche titoli contemporanei ed opere di Britten come Midsummer Night’s Dream (Oberon) e The Turn of the Screw.

Corrado Rovaris

Direttore musicale della Philadelphia Opera Company dal 2005, direttore principale ospite de I Virtuosi Italiani e dal 2011 direttore dell’Orchestra dell’Artosphere Festival in Arkansas, Corrado Rovaris si è dedicato inizialmente al repertorio barocco, per poi avvicinarsi ad autori come Mozart, Haydn, Paisiello, Rossini, Donizetti, Bizet, Verdi, Puccini. È stato ospite di teatri e istituzioni quali: La Scala, Maggio Musicale Fiorentino,Teatro La Fenice , Teatro Comunale di Bologna, Rossini Opera Festival, al Santa Fe Opera Festival, alla Japan Opera Foundation,Teatro Regio di Torino, Festival di Martina Franca. In ambito sinfonico ha collaborato con la Filarmonica della Scala, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestre de Chambre de Lausanne, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica "Giuseppe Verdi" di Milano. Recentemente ha riscosso enorme successo di pubblico e critica per le sue letture di Salustia e La serva padrona a Jesi, Peter Grimes a Oviedo, nel Ratto dal Serraglio e Manon Lescaut a Filadelfia e Rigoletto a Trieste. Per quanto riguarda gli impegni futuri oltre agli appuntamenti con la Philadephia Opera Company, sarà ospite a Jesi dove dirigerà La fuga in maschera e successivamente Il barbiere di Siviglia a Trieste, Don Carlo e Ainadamar di Golijov a Oviedo, Roberto Devereux a Toronto e Don Pasquale a Santa Fe. Il maestro Rovaris torna a Martina Franca dove ha già diretto Idomeneo e alcuni concerti sinfonici.

Gabriele Lavia

Si diploma nel 1963 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma. Tra i suoi primi spettacoli c’è Il drago di Schwarz prodotto nella stagione 1966/67 dal Teatro Stabile di Genova con il quale ha uno stretto rapporto di collaborazione dal 2000. È stato interprete di numerose produzioni cinematografiche tra le quali: Girolimoni di D.Damiani, Profondo rosso, Inferno e Non ho sonno di Dario Argento, Voci regia di Giraldi, Il quaderno della spesa regia di Tonino Cervi e nel 2006 Salvatore-Questa è la vita di Gian Paolo Cugno. Dal 1980 al 1987 è stato condirettore del Teatro Eliseo di Roma. Dal 1997 al 2000 è stato Direttore del Teatro Stabile di Torino. Dirige la propria Compagnia Lavia. Nel 2004 ha vinto il Premio “Olimpici del Teatro” per la migliore regia e per il migliore spettacolo di prosa con L’Avaro. Dal dicembre 2010 è Direttore del Teatro di Roma. Numerose le regie teatrali: 2012:Tutto per bene, L. Pirandello- 2011:I Masnadieri, F. Schiller- 2010: Il Malato Immaginario, Molière- 2009: Macbeth W. Shakespeare 2007:Misura per Misura, W.Shakespeare- 2007: Molto Rumore per nulla, W. Shakespeare-2006: Memorie dal Sottosuolo di F.Dostoevskij – 2005: Chi ha paura di Virginia Woolf? Di E. Albee. 2003: L’Avaro di Molière – 2002: La storia immortale di Lavia da Blixen – 2000: Edipo re di Sofocle (terzo allestimento); Misantropo di Molière; Dopo la prova di Bergman – 1999: Una donna mite di Dostoevskij – 1998: Non si sa come di Pirandello (secondo allestimento) – 1997: Commedia senza titolo di Cechov; Scene da un matrimonio di Bergman – 1996: Riccardo II di Shakespeare; Il giuoco delle parti di Pirandello – 1995: Il giardino dei ciliegi di Cechov – 1994: Il sogno di un uomo ridicolo di Dostoevskij; Otello di Shakespeare – 1993: Il duello di Lavia da Kleist – 1992: La signorina Giulia di Strindberg; L’uomo, la bestia e la virtù di Pirandello - 1991: Il nipote di Rameau da Diderot – 1990: Zio Vanja di Cechov; Il padre di Strindberg (nuovo allestimento) – 1989: Riccardo III di Shakespeare – 1988: Edipo re di SofocleGabriele Lavia è stato regista delle seguenti opere liriche, nel 2008 Giovanna D’Arco di Verdi (Teatro Regio di Parma), nel 2001 Luisa Miller(Teatro San Carlo di Napoli) di Verdi, nel 1993 Cavalleria rusticana di Mascagni (Arena di Verona), e I pagliacci di Leoncavallo, nel 1988 Maria Stuarda di Donizetti, nel 1986 I masnadieri di Verdi, nel 1984 I lombardi alla prima Crociata (Teatro alla Scala) di Verdi 1983: I pellegrini alla Mecca di Gluck.Ha curato la regia di Salome, diretta dal Maestro Luisotti, in apertura della stagione lirica del Teatro Comunale di Bologna, la regia di Le Nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte, presso la Suntory Hall di Tokyo, progetto mozartiano triennale e, recentemente, Salome al Teatro Verdi di Trieste; recentemente Attila alla Scala, Don Giovanni e Atrtila a San Francisco, I Masnadieri al Teatro San Carlo di Napoli. Tra gli impegni futuri: I Masnadieri a Venezia.

Alessandro Camera

Finiti gli studi presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, deve la sua formazione professionale e artistica alle collaborazioni con Luciano Damiani e William Orlandi. Per il teatro di prosa firma “Scene da un matrimonio” di Bergman, Macbeth di Shakespeare, “Danza di morte” di Strindberg e “Il malato immaginario” di Molière regie di G. Lavia, “Madame Bovary” da Flaubert e “Maria Stuarda” di Schiller, regie di Giancarlo Sepe. Con le regie di Glauco Mauri “Variazioni enigmatiche” di Schmitt, “Il Volpone” di Ben Jonson, il “Bugiardo” di Goldoni e “Delitto e castigo” di Dostoevskij In campo lirico, “Nabucco” di Verdi sempre con la regia Marconi e “Il Trittico” di Puccini al Teatro Massimo di Palermo, “Luisa Miller” di Verdi e “Le Roi de Lahore” di Massenet (Teatro La Fenice di Venezia), “Rigoletto” (Opéra de Lausanne), “La Traviata” (Opera di Praga) e “Falstaff” di Verdi (Teatro San Carlo di Napoli), “Carmen” di Bizet (Finish National Opera di Helsinki) e “La Dama di Picche” di Tchaikovsky (Theatre du Capitole di Toulouse), queste ultime con le regie di Arnaud Bernard. Intensa la collaborazione con Gabriele Lavia. Per la sua regia ha firmato le scene di “Giovanna d’Arco” di Verdi (Festival Verdi di Parma), “Nozze di Figaro”, “Don Giovanni” e “Così fan tutte” di Mozart (Suntory Hall di Tokyo) e “Salome” di R. Strauss (Teatro Comunale di Bologna). Più recentemente “Don Giovanni” di Mozart per la San Francisco Opera, “I Masnadieri” di Schiller e “Tutto per bene” di Pirandello per il Teatro Argentina di Roma oltre che “Attila” di Verdi per il Teatro alla Scala di Milano e “I Masnadieri” al San Carlo di Napoli.

Andrea Viotti

Costumista e scenografo, Andrea Viotti è diplomato all’Accademia delle belle arti di Roma, cultore e studioso di Storia militare, collabora con l’Ufficio Storico dell’Esercito e con L’Ufficio Storico dell’Aeronautica. Teatrografia: 2004 Un, personne et cen milledi F. Però - Il piccolo portinaio di Manfré - La giara di Manfré - 2003 L'etranger di F. Però, L'avaro di G. Lavia 2001 Luisa Miller di G. Lavia Teatro San Carlo, Napoli - 2001 Il viaggio di Oreste di F. Però Accademia d'arte drammatica della Calabria - 2000 Lohengrin di F. Però Teatro Regio, Panna - 2000 Edipo Re di G. Lavia T.S.T. Siracusa - 2000 Il Misantropo di G. Lavia Teatro Stabile, Torino - 2000 Sogno di una notte di mezza estate di S. Marcucci Accademia d‘arte drammatica della Calabria. Filmografia: 2002 Sospetti 2 di G. Lepre (TV) - 2002 El Alamein di E. Monteleone (Film) - 2002 Mathi/de di N. Mimica (Film) - 2002 Salvo D'Acquisto di A. Sironi (TV) - 2000 Alla rivoluzione sulla due cavalli di M. Sciarra (Film) - 2000 Love and war in t/te apennines di J. K. Harrison (Film) - 2000 Il diario di Matilde Manzoni di L. Capolicchio (Film). Premi: 1984 Premio Jorio - 2003 Globo d’oro - 2004 Globo d’oro.

 

Presidente
Franco Punzi

Direttore artistico
Alberto Triola

Direttore musicale
Fabio Luisi



ACCADEMIA DEL BELCANTO

Laboratori di studio sulla tecnica, lo stile e l'interpretazione nel Belcanto italiano e work experience in collaborazione con il Festival della Valle d'Itria...

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