FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA

43ª edizione

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43ª edizione
FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA
Quattro secoli di teatro musicale italiano si snodano lungo il cartellone della 43ª edizione del Festival della Valle d’Itria: da Monteverdi a Puccini, passando per Vivaldi, Piccinni, Meyerbeer e Verdi. Dal 14 luglio al 4 agosto 2017 è di scena a Martina Franca l’atteso appuntamento con il belcanto, con un ricchissimo cartellone che il direttore artistico Alberto Triola e il direttore musicale Fabio Luisi hanno voluto dedicare alla memoria dello storico direttore artistico Rodolfo Celletti, nel centenario della nascita...
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Alberto Triola

Rodolfo Celletti (1917-2004) - Maestro di scrittura e (censore) di voci

FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA Rodolfo Celletti (1917-2004) - Maestro di scrittura e (censore) di voci

28 e 29 luglio 2017

Convegno di studi sul Belcanto nel centenario della nascita di Rodolfo Celletti

Martina Franca - Auditorium della Fondazione Paolo Grassi

28 luglio 2017, ore 10.30-13.00 / 17.00-19.00

29 luglio 2017, ore 10.30-13.00

Rodolfo Celletti (1917-2004) è stato musicologo, critico musicale, maestro di canto e organizzatore musicale. Scrittore di grande talento - autore di romanzi di forte impronta autobiografico-letteraria come "Viale Bianca Maria" (1961), "Tu che le vanità" (1981) e "L’infermiera inglese" (1995) - ha svolto un’importante ruolo culturale in qualità di musicologo e storico-critico musicale indirizzato allo studio delle voci, e a un’inedita rilettura della storia del teatro musicale italiano (soprattutto) come evoluzione (e poi involuzione) delle tecniche e del gusto dei cantanti. L’analisi della scrittura vocale unita alla collazione di dati storici (spartiti, cronache, aneddotica e iconografia del tempo) ha permesso a Celletti di far “rivivere” i grandi cantanti dei secoli XVII-XIX, decodificati come portatori di una scienza vocalistica e interpretativa ancora attuale. Collaboratore a varie riviste, autore di saggi e studi monografici tra cui quello sulla storia della vocalità, e di libri fondamentali sul tema tra cui "Le grandi voci" (1964), "Storia del belcanto" (1983-86) e "Il teatro d’opera in disco" (1976 e 1988), Celletti è stato il più importante studioso e attore nella riscoperta e riproposta esecutiva - a scopi eminentemente storici e come conquista drammatica oltre che cultural-letteraria - del mondo e dell’estetica del belcanto, ma anche profondo conoscitore delle diverse scuole vocali e interpretative del Novecento.

A cent’anni dalla nascita, il convegno «Rodolfo Celletti (1917-2004) - Maestro di scrittura e (censore) di voci» è un omaggio dovuto all’uomo di cultura che ha voluto confrontare il suo “metodo” di analisi critica e storiografica con la realtà didattica e organizzativa moderna. Impegnandosi come direttore artistico del Festival della Valle d’Itria dal 1980 al 1993, Celletti mise a disposizione la propria competenza specifica e diede veste pratica alle teorie storico-artistiche con generosa passione divulgativa. A Martina Franca Celletti svolse anche buona parte della sua opera di maestro di canto, preparando e lanciando giovani esecutori oppure convertendo interpreti già in carriera; diffondendo la grammatica estetica e tecnica imprescindibile nella letteratura belcantistica, ma che poggiava su una disciplina vocalistica necessaria al cantare bene qualunque repertorio.

I “suoi” festival furono coerentemente dedicati a titoli emarginati, ignorati o falsati dalla tradizione teatrale ottocentesca per l’assenza di studi non viziati da pregiudizi critici romantici, e per mancanza di interpreti in grado di riproporli con adeguati strumenti tecnici, stilistici e di gusto. Gli incontri che si terranno alla Fondazione Paolo Grassi, sede dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, saranno quindi l’occasione per fare il punto sul valore e sull’attualità della rigorosa impostazione storiografica e critica e della scienza vocalistico-musicologica di cui Celletti contribuì a definire ambiti e plausibili applicazioni artistiche moderne.

Le giornate di studio del 28 e 29 luglio 2017 - di cui è prevista la pubblicazione in Atti, e nel corso delle quali si presenterà la ristampa della "Storia del Belcanto" - saranno completate dalla tavola rotonda "Martina Franca - «Tu che le rarità»" (28 luglio, pomeriggio) dedicata a una riflessione sul significato storico del Festival della Valle d’Itria. L’inedita rassegna belcantistica, prima manifestazione musicale di respiro e spessore culturale internazionale intrapresa in Puglia, è tuttora attiva, di riferimento e in debito con l’originale impianto critico-pedagogico-esecutivo che Celletti seppe istituire negli anni della sua direzione. Alla conversazione condotta da Angelo Foletto parteciperanno gli attuali responsabili artistici del festival tra cui Franco Punzi, Alberto Triola e Fabio Luisi, con inedite testimonianze, amici, cantanti e direttori d’orchestra che lavorarono a stretto contatto con Celletti: Lorenzo Arruga, Franco Chieco, Carlo Fontana, Lella Cuberli, Alessandro Patalini.

Nelle sedute più scientifiche del convegno, l’importante lascito di conoscenza dello studioso che ha trasformato, e in parte riscritto, la storia della musica teatrale sarà al centro di una selezionata serie di relazioni affidate a studiosi altrettanto interessati alla “scienza” e al “metodo” senza compromessi storico-estetici di Rodolfo Celletti. Nella prima giornata (28 luglio), la figura di letterato e scrittore di talento letterario puro sarà indagata da Franca Cella, mentre Giancarlo Landini ricostruirà le genealogie vocali tracciate dal suo lavoro di storiografo delle voci, lasciando a Marco Beghelli la riflessione sulla persistenza del “metodo-Celletti” nell’ambito musicologico di oggi, più propenso a valutare il ruolo dell’interprete in base un’indagine drammaturgicamente pluridisciplinare.

La seconda mattinata (29 luglio) sarà aperta dalla documentazione critica mirata ai giudizi sulle due grandi “rivali”, Maria Callas e Renata Tebaldi affidata da Jacopo Pellegrini. Seguirà la testimonianza diretta di un cantante-teorico e didatta storico (Michael Aspinall) e il pensiero di un giovane critico e studioso d’opera di oggi (Mattia Palma) sul valore e l’interesse che i giudizi storici e il metodo valutativo di Celletti suscitano ancora.

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